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Citazioni, aforismi, motti di narrativa

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Larry McMurtry, "Lonesome Dove"
Non sempre la vita ha un buon odore.
Larry McMurtry, "Lonesome Dove"
Dish non aggiunge altro e Augustus decise di non canzonarlo. A volte la mera giovinezza dei giovani lo muoveva a pietà: non avevano alcuna percezione della rapidità della vita, né dei suoi limiti. Gli anni passavano come settimane e persino gli amori passavano, o s'inacidivano. Il giovane Dish, per quanto fosse un cowboy molto abile, forse non sarebbe vissuto abbastanza per vedere le puttana di Og [continua...]
Friedrich Durrenmatt, "Il giudice e il suo boia"
Quello che in lui mi affascina è il fatto che esista un vero nichilista, - disse lo scrittore. - E' sempre una cosa affascinante imbattersi in un concetto trasformato in realtà. [...]Forse Gastmann ha fatto più opere buone di tutti noi che siamo qui [..., tuttavia] se io lo giudico come lo giudico è perché egli fa il bene così, obbedendo a una luna momentanea, per capriccio, come del resto il male [continua...]
Mordecai Richler, "La versione di Barney"
Rimasi con lui finché non smise di tremare, scivolando in un sonno profondo. Ma lo avevo visto andare in pezzi davanti ai miei occhi, e questo, caro lettore, è un modo sicuro per farsi un nemico.
Stephen King, "IT"
La gente di Derry aveva vissuto da sempre con Pennywise in tutte le sue molteplici manifestazioni… e forse, in qualche modo scervellato, era persino arrivata a comprenderlo. Ad averlo in simpatia, ad aver bisogno di lui. Ad amarlo? Può darsi. Sì, persino quello può darsi.
Stephen King, "IT"
Gli piaceva l’odore dei libri, un odore di spezie, che aveva del favoloso. Ogni tanto passava tra gli scaffali per gli adulti, rimirando migliaia di volumi e immaginando un mondo di vite dentro ciascuno di essi, come talvolta camminando per la sua via in un crepuscolo affocato e affumicato di un pomeriggio di tardo ottobre, il sole ridotto a una linea di arancione cupo all’orizzonte, immaginava le [continua...]
Stephen King, "IT"
Guardò la nebbia del mattino, fuori dalla finestra."Io mi sento come si deve sentire un uccello quando viene l'autunno e sa... lo sente, ma è come se lo sapesse razionalmente, che deve tornare a casa. E' istinto, cara... e probabilmente credo che l'istinto sia lo scheletro di ferro che c'è sotto tutte le nostre idee di libero arbitrio. Se non ha deciso di ciucciare il tubo del gas o mangiare la ca [continua...]
Stephen King, "IT"
Le monete false saltano sempre fuori di nuovo.
Stephen King, "IT"
Tutte le sue malie non erano che specchi, nei quali si riflettevano agli occhi terrorizzati dello spettatore le più spaventose creazioni della sua mente, con la stessa efficacia con cui uno specchio può riflettere il sole in una pupilla ignara e spalancata per accecarla per sempre.
Stephen King, "IT"
Ogni credenza ha il suo rovescio. Se ci sono diecimila contadini medievali capaci di far esistere i vampiri con la forza della loro credulità, può essercene sempre uno, e probabilmente bambino, capace di immaginare il piolo con cui ucciderli. Ma un piolo non è che uno stupido pezzo di legno. La mente è invece la mazza con cui conficcarlo nel cuore.
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Dio chiede sempre un sacrificio. Ha le mani tutte insanguinate.
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto [continua...]
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
È questo il destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Ci [continua...]
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Al crepuscolo, anche un tronco d'albero, se lo guardi nel modo giusto, ti mette paura. Siamo tutti mortali, grazie a Dio.
Mark Twain, "Le Avventure di Huckleberry Finn"
Tom ormai è guarito, e porta la pallottola al collo attaccata alla catena dell'orologio, e guardare sempre che ora è, così non mi resta più niente da scrivere, e ne sono proprio contento forte, perché se sapevo che fatica si faceva a scrivere un libro mica mi ci mettevo, e adesso la pianto. Ma secondo me è meglio che parto per i Territori Indiani prima degli altri, perché la zia Sally dice che vuo [continua...]
Jonathan Safran Foer, "Se niente importa"
"Il peggio arrivò verso la fine. Moltissime persone morirono proprio alla fine, e io non sapevo se avrei resistito un altro giorno. Un contadino, un russo, Dio lo benedica, vide in che stato ero, entrò in casa e ne uscì con un pezzo di carne per me". "Ti salvò la vita". "Non lo mangiai [...] Era maiale. Non ero disposta a mangiare maiale". "Perché? [...] Perché non era kosher?". "Certo". "Ma neppu [continua...]
Isaac Bashevis Singer, "N.D."
Gli scrittori possono stimolare la mente, ma non possono dirigerla. Il tempo cambia le cose, Dio cambia le cose, i dittatori cambiano le cose, ma gli scrittori non possono cambiare nulla.
Ernest Hemingway, "Avere e non avere"
Qualcuno ricorreva alla tradizione indigena della Colt o della Smith and Wesson; quei ben studiati arnesi che pongono fine all'insonnia, cancellano i rimorsi, curano il cancro, evitano la bancarotta e aprono una tonante via d'uscita da situazioni intollerabili con la pressione di un dito; quei miserabili strumenti americani così facili da trasportare, di così sicuro effetto, così indicati per porr [continua...]
Ernest Hemingway, "Avere e non avere"
"Sa, sono un uomo fortunato, veramente fortunato. "Perché?" chiese Richard Gordon. "Sono pazzo" disse Spellman. "Gesù. Che meraviglia. E' proprio come essere innamorati, solo che va sempre a finir bene".
Ralph Sonny Barger, "Let's Ride"
Il mio obiettivo è trasformarvi in motociclisti per il resto della vostra vita .
Joe Haldeman, "Ponte Mentale"
Più in generale, il problema consisteva nel fatto che, qualunque cosa si volesse fare, bisognava consumare energia. E prelevare energia in qualunque modo dalla Terra - fosse carbone, uranio, o energia idroelettrica - avrebbe sempre avuto qualche effetto sull'ecologia della Terra medesima. E per rimediare ai guasti all'ecologia occorreva altra energia. E così di seguito.
Ernest Hemingway, "Il Vecchio e il Mare"
E' un pesce grosso e devo vincerlo, pensò. Devo impedirgli di rendersi conto della sua forza e di quello che potrebbe fare fuggendo. Se fossi al suo posto, è adesso che ce la darei tutta e andrei avanti finché non si spaccasse qualcosa. Ma grazie a Dio non sono così intelligenti come noi che li uccidiamo; anche se sono più nobili e più capaci.
Amos Oz, "Giuda"
Gershom Wald disse: "La vita è um'ombra che passa. Anche la morte è un'ombra che passa. Solo il dolore non passa. Dura. Per sempre".
Amos Oz, "Giuda"
Ebraismo e Cristianesimo, compreso anche l'Islam, trasudano tutti e tre nettare di bontà e pietà e compassione solo fintanto che non hanno per le mani sbarre e manette, potere, cantine di tortura e patiboli. Tutte queste fedi, comprese quelle sorte di recente, moderne, che continuano a incantare così tanti cuori, sono venute tutte per salvarci e ben presto spargono il nostro sangue. Non che il mon [continua...]
Ernst Junger, "Il tenente Sturm"
La guerra era una nebbia originaria di possibilità psichiche, carica di sviluppi; chi tra i suoi effetti riconosceva solo l'elemento rozzo, barbarico coglieva, di un complesso gigantesco, un solo attributo, con l'identico arbitrio ideologico di chi vi vedeva soltanto il carattere eroico e patriottico.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
La verità del racconto è a volte più vera della verità dell'accaduto.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
Si può sostenere che la guerra è mostruosa. Ma in verità la guerra è anche bellezza. Nonostante tutto il suo orrore, non puoi che restare a bocca aperta di fronte alla terribile maestosità del combattimento.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
Una storia di guerra vera non è mai morale. Non ammaestra, non incoraggia la virtù, non propone modelli di corretto comportamento, non trattiene gli uomini dal fare le cose che gli uomini hanno sempre fatto. Se una storia di guerra ti sembra morale, non crederci. Non c'è alcuna rettitudine. Non c'è virtù. Come prima regola empirica, dunque, puoi riconoscere una storia di guerra vera dalla sua asso [continua...]
William Faulkner, "La Grande Foresta"
Ora posso sdraiarmi di nuovo nella tenda vuota, tremando, ma solo per il freddo, perché ormai non c'è rimasto niente che valga abbastanza da far tremare un uomo: solo il ricordo e la pena per questa terra che l'uomo ha liberato dalle sue paludi e denudata e privata del fiume e in appena due generazioni, cosicché dei bianchi possono mandare avanti le piantagioni e tutte le sere tornare in treno a M [continua...]
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
Le isole non crescono. E' un piccolo particolare che il denaro - alias il futuro - non riesce ad afferrare. Quel che è peggio, costoro si sentono sfidati da questa città, perché la bellezza sfida sempre il futuro, nel quale non vede nient'altro che un presente sfiorito, impotente. La riprova migliore è l'arte moderna, che è profetica solo in quanto è povera. Forse la sola funzione delle radunate d [continua...]
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, la lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza.
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
A ventotto anni chiunque abbia un po' di cervello è un tantino decadente.
Pete Dexter, "Il cuore nero di Paris Trout"
Il governo è come la legge: non è eccessivamente sveglio, ma è tenace.
Pete Dexter, "Il cuore nero di Paris Trout"
Certa gente cerca sempre di sembrare ciò che non è, - disse la signora Mary. - Magari riesce a convincerti e certe volte se ne convince lei stessa. Poi un bel giorno le succede qualcosa che la costringe tutto d'un colpo a dimostrare che è ciò che finge d'essere. E perde completamente il senso della realtà...
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
Le superfici - cioè la prima cosa che l'occhio registra - sono spesso più eloquenti del loro contenuto, che è provvisorio per definizione, tranne, si capisce, nella vita dopo la vita.

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