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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Howard Phillips Lovecraft, "Nyarlathotep"
Io non sono che lo spettro di un'ombra che si contorce in mani che non sono mani e vortica ciecamente oltre le mezzanotti popolate di fantasmi d'un creato putrescente, oltre i cadaveri di mondi morti solcati da piaghe che furono città, oltre i venti sepolcrali che spazzano le stelle evanescenti e ne attenuano il chiarore. Al di là dei mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose, indistinte colonne di [continua...]
Howard Phillips Lovecraft, "L'orrore di Dunwich"
Yog-Sothoth conosce la porta. Yog-Sothoth è la porta. Yog-Sothoth è la chiave e il guardiano della porta. Passato, presente e futuro coesistono in Yog-Sothoth. Egli sa dove gli Antichi irruppero in tempi remoti, e dove irromperanno un’altra volta. Egli sa dove essi hanno calcato i tempi della Terra e dove ancora li calcheranno, e perché nessuno può contemplarLi mentre camminano.
Howard Phillips Lovecraft, "Necronomicon"
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn. Cthulhu fhtagn.
Rosa Luxemburg, "Lettere"
Sono a casa ovunque nel mondo dove ci siano nuvole e uccelli e lacrime umane.
Christopher Hitchens, "Hitch 22. Le mie memorie"
Non bevete a stomaco vuoto: la principale ragione dei rinfreschi è la valorizzazione del cibo. Non bevete se siete di umor nero: è una cura fasulla. Bevete quando siete di buon umore. L'alcol a buon mercato è una falsa economia. Non è vero che non si deve bere da soli: questi possono essere i bicchieri più felici mai scolati. Il mal di testa del giorno dopo è un altro cattivo segno, e non dovete a [continua...]
Christopher Hitchens, "Hitch 22. Le mie memorie"
Una volta parlai con una donna sopravvissuta al genocidio in Ruanda e mi disse che ora non rimaneva nessuno sulla faccia della terra, amico o parente, che sapesse chi fosse lei. Nessuno che ricordasse la sua adolescenza, le sue birichinate infantili e le storie di famiglia; non un fratello o una sorella, non un compagno o compagna che potesse prenderla in giro sulla sua prima avventura sentimental [continua...]
Christopher Hitchens, "Hitch 22. Le mie memorie"
Spero non sembrerà presuntuoso pensare che probabilmente chiunque si spingerà ad acquistare questa riedizione tascabile della mia autobiografia sappia che è stata scritta da qualcuno che, senza ben coglierne all'epoca le avvisaglie, si è poi seriamente e forse mortalmente ammalato.[...]Ho iniziato a scrivere quando ero sul punto di attraversare la significativa frontiera del sesto decennio: un'epo [continua...]
Vikram Seth, "Autostop per l'Himalaya"
Una mente ottenebrata dall'odio fa paura anche a se stessa.
Stephen King, "La Zona Morta"
Mi sono fatto portare quattro annate di riviste, in modo da poter vedere chi era morto nel frattempo. Truman, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Gesù, mi ricordo di lui che faceva Nebbia Scarlatta e non riesco a crederci.
William Faulkner, "Luce d'Agosto"
"Forse hanno fatto bene a mettere l'amore nei libri" pensava calmo. "Forse non potrebbe sopravvivere da nessuna altra parte".
Bostro-X, "N.D."
Non ho il pollice verde. A malapena riesco a far sopravvivere il mio basilico. Però c'è una strada, quando torno a Casa, dove ogni autunno sento forte il profumo della Olea Fragrans. Mi anticipa ogni anno questa magnifica stagione. Ammettetelo, è splendida. Le foglie che cadono silenziose, i tramonti anticipati e rossi e lunghi, lenti. I campi spogli e l'aria frizzante. Non c'è niente di più splen [continua...]
Primo Levi, "I sommersi e i salvati"
Mi sentivo sì innocente, ma intruppato tra i salvati, e perciò alla ricerca permanente di una giustificazione, davanti agli occhi miei e degli altri. Sopravvivevano i peggiori, cioè i più adatti; i migliori sono morti tutti.
William Faulkner, "Luce d'Agosto"
«Ci sono cose che uno fa in segreto senza fare del male, reverendo. Comunque la gente le giudichi».«Non credo che tu faresti mai nulla di veramente male, Byron, comunque lo possa vedere la gente. Ma te la senti di dire fino a dove il male arriva e non è più solo apparenza di male? dove il male si arresta fra il fare e il sembrare?»
Philip K. Dick, "Valis"
La realtà è quella cosa che, quando uno smette di crederci, non se ne va.
Philip K. Dick, "Trilogia di Valis 1: Valis"
Questo mi fa venire in mente una ragazza che conoscevo una volta, ammalata di cancro. La chemioterapia l'aveva gonfiata come un acino d'uva. A causa del cancro e della terapia era rimasta virtualmente cieca, quasi sorda, in preda a continui attacchi, e quando mi chinai su di lei per chiederle come stava lei rispose, quando riuscì a comprendere la mia domanda: "Sento che Dio mi sta curando". Sul co [continua...]
Anna Frank, "Diario"
Per tacere della mia famiglia che subito pensa che io sia ammalata, mi fa ingoiare pillole per il mal di testa e tavolette per i nervi, mi tasta il collo e la fronte per sentire se ho febbre, si informa delle mie evacuazioni e critica il mio cattivo umore. Non lo sopporto; quando si occupano di me in questo modo, divento prima impertinente, poi triste e infine rovescio un'altra volta il mio cuore, [continua...]
David Quammen, "Spillover. L'evoluzione delle pandemie"
Quando un patogeno fa il salto da un animale a un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettito in grado talvolta di causa malattia o morte, siamo in presenza di una zoonosi.E' un termine vagamente tecnico che a molti riuscirà insolito, ma ci aiuta a inquadrare i complessi fenomeni biologici che si celano dietro gli annunci allarmistici sull'inflluenza aviaria o suina,, sulla [continua...]
Jón K. Stefánsson, "Paradiso e Inferno"
Senza peccato non c'è vita.
Jón K. Stefánsson, "Paradiso e Inferno"
Forse il senso di quel racconto era proprio resuscitare Bardur dalla morte, fare irruzione nel regno dei morti armato di parole. Le parole possono avere il potere dei troll e possono abbattere gli dei, possono salvare la vita e annientarla. Le parole sono frecce, proiettili, uccelli leggendari all'inseguimento degli dei, le parole sono pesci preistorici che scoprono un segreto terrificante nel pro [continua...]
Jón K. Stefánsson, "Paradiso e Inferno"
Non gli restavano che pochi momenti da trascorrere con i figli e con le loro domande ingenue che ci avvicinano all'essenziale. Papà, perché il sole non cade, perché non vediamo il vento, perché i fiori non sanno parlare, dove va il buio d'estate, e la luce durante l'inverno, perché le persone muoiono, perché dobbiamo mangiare gli animali, non sono tristi, quando morirà il mondo?
Kent Haruf, "La Strada di Casa"
Questo libro è per chi cerca punte di frecce nei campi, per chi crede alla promessa di I love you in a thousand ways di Lefty Frizzell, per chi balla tutta la notte senza mai arrendersi alla stanchezza, e per chi torna a casa per vedere le sue montagne, anche se non ci sono, anche se sono soltanto una tenue linea frastagliata all’orizzonte.
Jón K. Stefánsson, "Paradiso e Inferno"
Accidenti, la cerata, l'ho dimenticata, e Bardur impreca ancora una volta, impreca per essersi inutilmente impegnato a memorizzare i versi del Paradiso Perduto, concentrandosi a tal punto da dimenticare di prendere la sua cerata. Andrea se n'è sicuramente accorta e sarà preoccupata per lui che ora trema di freddo, esposto al vento polare. Ecco che scherzi può giocarci la poesia. Bardur coniuga tut [continua...]
Stephen King, "Stagioni Diverse"
Impressioni diverse per persone diverse, dicono, ed è esatto. Così se vi dico estate, voi ricevete un insieme di immagini private, personali, che sono completamente differenti dalle mie. Regolare. Ma per me, estate significherà sempre correre lungo la strada verso il Florida Market con le monete che mi risuonano in tasca, la temperatura allegramente oltre i quaranta, i piedi nelle scarpe da tennis [continua...]
Oliver Lustig, "Dizionario del Lager"
Ho avuto un brivido, ma non mi sono spaventato quando all'inizio dell'aprile 1944, durante la dominazione di Horty, ho sentito per le strade di Kolozšvar gli strilloni urlare: "Edizione straordinaria! ... Sensazionale edizione straordinaria! ... La soluzione finale della questione ebraica... Domani consiglio dei ministri...Si discuteranno le disposizioni relative alla liquidazione della questione [continua...]
Larry McMurtry, "Lonesome Dove"
Non sempre la vita ha un buon odore.
Larry McMurtry, "Lonesome Dove"
Dish non aggiunge altro e Augustus decise di non canzonarlo. A volte la mera giovinezza dei giovani lo muoveva a pietà: non avevano alcuna percezione della rapidità della vita, né dei suoi limiti. Gli anni passavano come settimane e persino gli amori passavano, o s'inacidivano. Il giovane Dish, per quanto fosse un cowboy molto abile, forse non sarebbe vissuto abbastanza per vedere le puttana di Og [continua...]
Friedrich Durrenmatt, "Il giudice e il suo boia"
Quello che in lui mi affascina è il fatto che esista un vero nichilista, - disse lo scrittore. - E' sempre una cosa affascinante imbattersi in un concetto trasformato in realtà. [...]Forse Gastmann ha fatto più opere buone di tutti noi che siamo qui [..., tuttavia] se io lo giudico come lo giudico è perché egli fa il bene così, obbedendo a una luna momentanea, per capriccio, come del resto il male [continua...]
Mordecai Richler, "La versione di Barney"
Rimasi con lui finché non smise di tremare, scivolando in un sonno profondo. Ma lo avevo visto andare in pezzi davanti ai miei occhi, e questo, caro lettore, è un modo sicuro per farsi un nemico.
Stephen King, "IT"
La gente di Derry aveva vissuto da sempre con Pennywise in tutte le sue molteplici manifestazioni… e forse, in qualche modo scervellato, era persino arrivata a comprenderlo. Ad averlo in simpatia, ad aver bisogno di lui. Ad amarlo? Può darsi. Sì, persino quello può darsi.
Stephen King, "IT"
Gli piaceva l’odore dei libri, un odore di spezie, che aveva del favoloso. Ogni tanto passava tra gli scaffali per gli adulti, rimirando migliaia di volumi e immaginando un mondo di vite dentro ciascuno di essi, come talvolta camminando per la sua via in un crepuscolo affocato e affumicato di un pomeriggio di tardo ottobre, il sole ridotto a una linea di arancione cupo all’orizzonte, immaginava le [continua...]
Stephen King, "IT"
Guardò la nebbia del mattino, fuori dalla finestra."Io mi sento come si deve sentire un uccello quando viene l'autunno e sa... lo sente, ma è come se lo sapesse razionalmente, che deve tornare a casa. E' istinto, cara... e probabilmente credo che l'istinto sia lo scheletro di ferro che c'è sotto tutte le nostre idee di libero arbitrio. Se non ha deciso di ciucciare il tubo del gas o mangiare la ca [continua...]
Stephen King, "IT"
Le monete false saltano sempre fuori di nuovo.
Stephen King, "IT"
Tutte le sue malie non erano che specchi, nei quali si riflettevano agli occhi terrorizzati dello spettatore le più spaventose creazioni della sua mente, con la stessa efficacia con cui uno specchio può riflettere il sole in una pupilla ignara e spalancata per accecarla per sempre.
Stephen King, "IT"
Ogni credenza ha il suo rovescio. Se ci sono diecimila contadini medievali capaci di far esistere i vampiri con la forza della loro credulità, può essercene sempre uno, e probabilmente bambino, capace di immaginare il piolo con cui ucciderli. Ma un piolo non è che uno stupido pezzo di legno. La mente è invece la mazza con cui conficcarlo nel cuore.
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Dio chiede sempre un sacrificio. Ha le mani tutte insanguinate.
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Il bello della mania religiosa è che ha la capacità di spiegare tutto. Una volta che Dio (o Satana) sia accettato come causa prima di tutto ciò che accade nel mondo dei mortali, nulla viene lasciato al caso... o al mutamento. Una volta che ci si sia impadroniti perbene di formule magiche quali «Ora noi vediamo come in uno specchio scuro» e «Misteriose sono le vie che Egli sceglie per porre in atto [continua...]
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
È questo il destino della razza umana. Socievolezza. Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Ci [continua...]
Stephen King, "L'ombra dello scorpione"
Al crepuscolo, anche un tronco d'albero, se lo guardi nel modo giusto, ti mette paura. Siamo tutti mortali, grazie a Dio.
Mark Twain, "Le Avventure di Huckleberry Finn"
Tom ormai è guarito, e porta la pallottola al collo attaccata alla catena dell'orologio, e guardare sempre che ora è, così non mi resta più niente da scrivere, e ne sono proprio contento forte, perché se sapevo che fatica si faceva a scrivere un libro mica mi ci mettevo, e adesso la pianto. Ma secondo me è meglio che parto per i Territori Indiani prima degli altri, perché la zia Sally dice che vuo [continua...]
Jonathan Safran Foer, "Se niente importa"
"Il peggio arrivò verso la fine. Moltissime persone morirono proprio alla fine, e io non sapevo se avrei resistito un altro giorno. Un contadino, un russo, Dio lo benedica, vide in che stato ero, entrò in casa e ne uscì con un pezzo di carne per me". "Ti salvò la vita". "Non lo mangiai [...] Era maiale. Non ero disposta a mangiare maiale". "Perché? [...] Perché non era kosher?". "Certo". "Ma neppu [continua...]
Isaac Bashevis Singer, "N.D."
Gli scrittori possono stimolare la mente, ma non possono dirigerla. Il tempo cambia le cose, Dio cambia le cose, i dittatori cambiano le cose, ma gli scrittori non possono cambiare nulla.
Ernest Hemingway, "Avere e non avere"
Qualcuno ricorreva alla tradizione indigena della Colt o della Smith and Wesson; quei ben studiati arnesi che pongono fine all'insonnia, cancellano i rimorsi, curano il cancro, evitano la bancarotta e aprono una tonante via d'uscita da situazioni intollerabili con la pressione di un dito; quei miserabili strumenti americani così facili da trasportare, di così sicuro effetto, così indicati per porr [continua...]
Ernest Hemingway, "Avere e non avere"
"Sa, sono un uomo fortunato, veramente fortunato. "Perché?" chiese Richard Gordon. "Sono pazzo" disse Spellman. "Gesù. Che meraviglia. E' proprio come essere innamorati, solo che va sempre a finir bene".
Ralph Sonny Barger, "Let's Ride"
Il mio obiettivo è trasformarvi in motociclisti per il resto della vostra vita .
Joe Haldeman, "Ponte Mentale"
Più in generale, il problema consisteva nel fatto che, qualunque cosa si volesse fare, bisognava consumare energia. E prelevare energia in qualunque modo dalla Terra - fosse carbone, uranio, o energia idroelettrica - avrebbe sempre avuto qualche effetto sull'ecologia della Terra medesima. E per rimediare ai guasti all'ecologia occorreva altra energia. E così di seguito.
Ernest Hemingway, "Il Vecchio e il Mare"
E' un pesce grosso e devo vincerlo, pensò. Devo impedirgli di rendersi conto della sua forza e di quello che potrebbe fare fuggendo. Se fossi al suo posto, è adesso che ce la darei tutta e andrei avanti finché non si spaccasse qualcosa. Ma grazie a Dio non sono così intelligenti come noi che li uccidiamo; anche se sono più nobili e più capaci.
Amos Oz, "Giuda"
Gershom Wald disse: "La vita è um'ombra che passa. Anche la morte è un'ombra che passa. Solo il dolore non passa. Dura. Per sempre".
Amos Oz, "Giuda"
Ebraismo e Cristianesimo, compreso anche l'Islam, trasudano tutti e tre nettare di bontà e pietà e compassione solo fintanto che non hanno per le mani sbarre e manette, potere, cantine di tortura e patiboli. Tutte queste fedi, comprese quelle sorte di recente, moderne, che continuano a incantare così tanti cuori, sono venute tutte per salvarci e ben presto spargono il nostro sangue. Non che il mon [continua...]
Ernst Junger, "Il tenente Sturm"
La guerra era una nebbia originaria di possibilità psichiche, carica di sviluppi; chi tra i suoi effetti riconosceva solo l'elemento rozzo, barbarico coglieva, di un complesso gigantesco, un solo attributo, con l'identico arbitrio ideologico di chi vi vedeva soltanto il carattere eroico e patriottico.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
La verità del racconto è a volte più vera della verità dell'accaduto.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
Si può sostenere che la guerra è mostruosa. Ma in verità la guerra è anche bellezza. Nonostante tutto il suo orrore, non puoi che restare a bocca aperta di fronte alla terribile maestosità del combattimento.
Tim O'Brien, "Le cose che portiamo"
Una storia di guerra vera non è mai morale. Non ammaestra, non incoraggia la virtù, non propone modelli di corretto comportamento, non trattiene gli uomini dal fare le cose che gli uomini hanno sempre fatto. Se una storia di guerra ti sembra morale, non crederci. Non c'è alcuna rettitudine. Non c'è virtù. Come prima regola empirica, dunque, puoi riconoscere una storia di guerra vera dalla sua asso [continua...]
William Faulkner, "La Grande Foresta"
Ora posso sdraiarmi di nuovo nella tenda vuota, tremando, ma solo per il freddo, perché ormai non c'è rimasto niente che valga abbastanza da far tremare un uomo: solo il ricordo e la pena per questa terra che l'uomo ha liberato dalle sue paludi e denudata e privata del fiume e in appena due generazioni, cosicché dei bianchi possono mandare avanti le piantagioni e tutte le sere tornare in treno a M [continua...]
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
Le isole non crescono. E' un piccolo particolare che il denaro - alias il futuro - non riesce ad afferrare. Quel che è peggio, costoro si sentono sfidati da questa città, perché la bellezza sfida sempre il futuro, nel quale non vede nient'altro che un presente sfiorito, impotente. La riprova migliore è l'arte moderna, che è profetica solo in quanto è povera. Forse la sola funzione delle radunate d [continua...]
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, la lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza.
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
A ventotto anni chiunque abbia un po' di cervello è un tantino decadente.
Pete Dexter, "Il cuore nero di Paris Trout"
Il governo è come la legge: non è eccessivamente sveglio, ma è tenace.
Pete Dexter, "Il cuore nero di Paris Trout"
Certa gente cerca sempre di sembrare ciò che non è, - disse la signora Mary. - Magari riesce a convincerti e certe volte se ne convince lei stessa. Poi un bel giorno le succede qualcosa che la costringe tutto d'un colpo a dimostrare che è ciò che finge d'essere. E perde completamente il senso della realtà...
Iosif Brodskij, "Fondamenta degli Incurabili"
Le superfici - cioè la prima cosa che l'occhio registra - sono spesso più eloquenti del loro contenuto, che è provvisorio per definizione, tranne, si capisce, nella vita dopo la vita.
Thomas Bernhard, "Il Soccombente"
Non era riuscito a rassegnarsi al fatto di essere stato partorito in un mondo che in sostanza e fin dall'inizio lo aveva sempre disgustato in tutto e per tutto. [...] La mia inesauribile curiosità ha impedito il mio suicidio, così lui, pensai. Esistere, in sostanza, non significa nient'altro che questo: essere disperati, così lui. Mi alzo, penso con ribrezzo a me stesso e tutto ciò che mi aspetta [continua...]

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