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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Michel Houellebecq, "Estensione del dominio della lotta"
Mi rendo conto che fumo sempre di più; mi sa che sono intorno ai quattro pacchetti al giorno. Fumare sigarette è ormai l'unica manifestazione di autentica libertà della mia esistenza. L'unico atto al quale aderisco interamente, con tutto il mio essere. Il mio solo progetto.
Michel Houellebecq, "Estensione del dominio della lotta"
Una vita può benissimo essere al contempo vacua e breve. I giorni scorrono miseramente, senza lasciare traccia né ricordo; e poi, di colpo, si arrestano.
Michel Houellebecq, "Estensione del dominio della lotta"
Su un muro della stazione ho visto uno strano graffito: DIO HA VOLUTO INEGUAGLIANZE, NON INGIUSTIZIE, c'era scritto. Mi sono chiesto chi potesse essere quella persona così ben informata sulle intenzioni di Dio.
Frederick Douglass, "Memorie di uno schiavo fuggiasco"
Non ho un'idea precisa della mia età perché non ho mai visto un documento ufficiale che la registrasse. L'enorme maggioranza degli schiavi sanno, della loro età, quanto ne sanno i cavalli, e su questo punto tutti i padroni di mia conoscenza ci tengono a mantenerli nel buio più completo. Non ricordo di aver mai trovato uno schiavo che sapesse dire in quale giorno fosse venuto al mondo. [...] Fu que [continua...]
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Edifici simili a questi mudhif hanno rappresentato parte integrante del paesaggio dell'Iraq meridionale per cinquemila anni e più. Probabilmente nel giro di vent'anni, e di certo entro cinrìquant'anni, scompariranno per sempre.
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Sebbene molte famiglie continuassero ad avventurarsi verso Baghdad e Basra, i racconti di chi c'era stato non erano più entusiastici e alcuni tornavano delusi ai villaggi. Un quarto di dinar al giorno sembrava una somma, astronomica, ma appena arrivati in città scoprivano che bastava a malapena a mantenere una famiglia, per quanto frugali fossero le sue abitudini. E tutto costava, persino l'acqua, [continua...]
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Dopo averci preparato il caffé il ragazzo, che dimostrava quindi anni e il suo bellissimo viso era reso ancora più affascinante da due lunghe trecce laterali, se ne andò e Amara disse: "Ti sei accorto che era una mustarjil? Un mustarjil nasce donna", mi spiegò Amara. "Quello non si può negare, ma ha il cuore di un uomo, quindi vive come un uomo". "Ma gli uomini la accettano?". "Certo. Mangia [continua...]
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Quando tornai l'anno successivo, portai con me dall'Inghilterra un fucile ad aria compressa [inizialmente per uccidere i pipistrelli che facevano pernotto dentro i mudhif], che si dimostrò uno strumento utilissimo per rompere il ghiaccio con i locali se si mostravano freddi. [...] Con certi uomini si riesce a instaurare un rapporto aiutandoli a uccidere qualcosa.
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Personalmente trovavo poco pratico prendere delle precauzioni, tranne quella di evitare di mettere i piedi in acqua vicino ai villaggi, soprattutto in estate. Mangiavo il loro cibo e bevevo la stessa acqua; spesso usavo le loro coperte e venivo sempre morsicato da zanzare, pulci e pappataci. In tutti gli anni passati in quelle regioni, una volta soffrii di sinusite e un'altra di un lieve attacco d [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Quando sento affermare che i valori dell'Islam sono la compassione, la tolleranza e la libertà, io guardo la realtà, le culture e i governi, e vedo che non è così. Gli occidentali hanno paura di farlo perché temono di essere accusati di razzismo. Ma questa paura deve essere superata.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Mi sono trasferita dal mondo della fede al mondo della ragione, dal mondo dell'infibulazione e dei matrimoni combinati a quello dell'emancipazione sessuale. Dopo aver fatto questo viaggio, posso dire che uno di questi mondi è senz'altro migliore dell'altro, non certo per i suoi vistisi artifici, ma in profondità, in virtù dei suoi valori.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Di notte, sola, non riuscito a frenare i pensieri. Ogni volta che chiudevo gli occhi mi si presentava davanti la scena dell'omicidio e Theo [Van Gogh] che diceva al suo assassino: "Non ne possiamo parlare?". Era così olandese, così innocente; Theo doveva aver pensato che si trattasse di un equivoco di cui si poteva discutere. Non capiva che il suo killer era imprigionato in una visione del mondo c [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
La maggioranza dei mussulmani non va a scvare nella teologia, e raramente il Corano viene letto: viene insegnato in arabo, lingua che la maggior parte dei mussulmani non conosce. Di conseguenza, quasi tutti pensano che l'Islam parli di pace. E' da queste persone, oneste e gentili, che si è originata la credenza erronea secondo cui l'Islam sarebbe pacifico e tollerante. [in realtà] esso regola ogni [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Non eravamo soltanto servi di Allah, ne eravamo schiavi.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
La società funzionava senza alcun riferimento a Dio, e sembrava perfettamente efficiente. Il sistema di governo creato dall'uomo pareva tanto più stabile, pacifico, prospero e felice dei sistemi di presunta origina divina che ero stata educata a rispettare.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
I paesi in cui si adorava Allahg e si obbediva alle sue leggi non avrebbero dovuto essere prosperi e in pace, e quelli dei miscredenti ignoranti, poveri e in guerra?
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Cercai di spiegare al dottore la situazione, ma lui sembrava non capire. Quando però la paziente si arrampicò sul lettino e le guardò tra le gambe, indietreggiò di scatto, scioccato. Quella ragazza era completamente priva di genitali: tr ale gambe aveva solo una sezione totalmente liscia di tessuto cicatriziale. Era la farooni, l'escissione estrema in cui i genitali esterni della bambina sono inte [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Le notizie che uscivano sui giornali parlavano soltanto delle atrocità e di come sarebbe stato impossibile pacificare Ramadi.Volete sapere una cosa? Noi abbiamo ucciso tutti quei cattivi, e cosa è successo? I leader delle tribù irachene alla fine si sono resi conto che facevamo sul serio, alla fine si sono uniti a noi non solo per autogovernarsi, ma per buttare fuori i ribelli. Ci sono volute la f [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
La gente che sta a casa a volte sembra non capire come si sono comportate le forze armate in Iraq. Scopre, sopresa o scioccata, che noi scherzavamo spesso sulla morte, su quello che vedevamo.Potrà sembrare crudele o poco appropriato e, forse, lo sarebbe in circostanze diverse. Ma nel contesto in cui operavamo aveva un significato.In parte serviva a scaricare la pressione e la tensione, ne sono cer [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Erano codardi, questo è vero, ma è altrettanto certo che fossero capaci di uccidere. I ribelli non si preoccupavano delle regole d'ingaggio o delle corti marziali. Se si presentava l'occasione, uccidevano tutti gli occidentali che capitavano a tiro, soldati o civili che fossero.Un giorno fummo mandati in una casa dove, a quanto pareva, avremmo trovato dei prigionieri americani. L'edificio era dese [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Si dice che per uccidere il tuo nemico devi prendere le distanze da lui. Se questo è vero, in Iraq i ribelli ci resero le cose molto facili. La storia di quella madre che, incurante della presenza del figlio, tirò la sicura della granata è solo uno dei disgustosi episodi di cui sono stato testimone. Combattevamo contro fanatici che avevano come unico valore la loro interpretazione distorta della r [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Alla fine i Marine fecero uscire dal complesso circa duecentocinquanta civili[...]. Se non avevano sparato di recente con un'arma da fuoco (i Marine controllavano con un test apposito), non risultavano nell'elenco dei ricercati e non avevano l'aria sospetta, davano a ogni capofamiglia duecento dollari e gli dicevano di andarsene.
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Non ho rischiato la vita per portare la democrazia in Iraq. Ho rischiato la vita per i miei compagni, per proteggere i miei amici e i miei connazionali. Sono andato in guerra per il mio paese, non per l'Iraq. Il mio paese mi aveva mandato là in modo che tutta quella merda non arrivasse a lambire le nostre coste. Non ho combattuto neppure una volta per gli iracheni. Degli iracheni non mi frega u [continua...]
Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Oltre ad esse particolarmente inetti, molti Junud [i militari iracheni] erano semplicemente pigri. Quando chiedevi loro di fare qualcosa, rispondevano: "Inshallah". Alcuni traducono l'espressione con "Se Dio vuole", ma il vero significato è: "Neanche per sogno".
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Era venerdì 24 luglio 1992, il giorno che salii sul treno. Ci penso ogni anno. Lo considero il mio vero compleanno: la mia nascita come persona, libera di decidere per se stessa. Non stavo fuggendo dall'Islam o verso la democrazia. Non erano grandi ideali quelli che mi muovevano allora. Ero solo una ragazza che voleva trovare la strada per essere un individuo a pieno titolo e, per questo, feci un [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Il Corano prescrive che le donne siano sempre sessualmente disponibili per il marito. Mio padre non entrò in dettagli, ma lesse: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere". Spiegò: "Devi esserci sempre per tuo marito, a letto e fuori dal letto. Non farti pregare, non rifiutarti, non indurlo a cercare altrove".
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
La religione mi dava pace solo in quanto prometteva una vita dopo la morte. Ed era piuttosto facile seguire la maggior parte della regole [...] ma avevo scoperto che non riuscivo a seguire le regole più essenziale dell'Islam, quelle che controllano la sessualità e la mente. Non volevo seguirle. Volevo essere un individuo, camminare con le mie gambe. Se fossi rimasta in Somalia e avessi sposato Abs [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Alla fine l'albergo che trovò doveva essere uno dei meno cari di Mogadiscio, il genere di posto in cui nessuno chiede il certificato di matrimonio. Mancava ancora al corrente, dovemmo prendere una torcia per arrivare in camera. Quando la porta si aprì uno scarafaggiò si precipitò sotto il letto. Mahmud mi passò la torcia e mi guardò in faccia per la prima volta in tutta la serata. Disse che potevo [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
L'infibulazione infatti non elimina il desiderio, né la possibilità di provare piacere sessuale. E' crudele sotto ogni aspetto: fisicamente dolorosa e pericolosa, condanna le ragazze a una vita di sofferenza, ma non raggiunge il proprio intento, ovvero non cancella l'erotismo femminile.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata. "Quando avremo tolto questo lungo kintir, tu e tua sorella sarete pure". Dalle parole della nonna e da strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell'orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere tanto da penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo. Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L'uo [continua...]
Fedor Dostoevskij, "Memorie dal sottosuolo"
Vedete: la ragione, signori, è una bella cosa, è indiscutibile, ma la ragione non è che la ragione e non soddisfa che la facoltà raziocinativa dell'uomo, mentre il volere è una manifestazione di tutta la vita, cioè di tutta la vita umana, con la ragione e con tutti i pruriti. E sebbene la nostra vita, in questa manifestazione, riesca sovente una porcheriola, pur tuttavia è la vita, e non è soltant [continua...]
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
perché non ci comportiamo tutti come fratelli? Perché anche l'uomo migliore è come se nascondesse sempre qualcosa all'altro e gli tacesse qualcosa? Perché non dire subito, direttamente, quel che si ha nel cuore, se sai che non parlerai al vento? Altrimenti ognuno appare più severo di quanti in effetti sia, come se tutti temessero di offendere i propri sentimenti palesandoli molto velocemente...
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
quanto rendono meravigliosa una persona la gioia e la felicità! Come ferve un cuore innamorato! Sembra che tu voglia riversare tutto il tuo cuore in un altro cuore, vuoi che tutto sia allegro, che tutto rida. E quanto è contagiosa questa gioia!
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Sono completamente senza una storia. Come si dice da noi, ho vissuto per me stesso, cioè completamente solo...
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile l [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
L'attentato più sconvolgente si è verificato in giugno nella città di Quetta, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere in un autobus con quaranta ragazzine dirette al loro college femminile. Ben quattordici di loro hanno perso la vita. Poi gli attentatori hanno seguito le studentesse ferite fino in ospedale e hanno aperto il fuoco sulle infermiere
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
E' come quando si pianta un albero e lo si coltiva: si ha il diritto di sedere alla sua ombra.
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Papà era molto arrabbiato. "Proprio come si dice che nim hakim khatrai jan, un mezzo dottore è un pericolo per la vita, potremmo dire che nim mullah khatrai iman, un mullah che non abbia studiato abbastanza è un pericolo per la fede", commentò. Io sono orgogliosa che il nostro paese sia stato creato per essere la prima nazione musulmana al mondo, ma penso che ancora non ci siamo messi d'accordo s [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
C'è un altro problema, ancora più grande. I talebani erano una creatura dei nostri servizi segreti. Molti funzionari dell'ISI erano vicini ai loro leader in quanto li conoscevano da anni e condividevano in parte le loro posizioni. [...] Noi non eravamo sostenitori dei talebani perché avevamo sentito dire che distruggevano le scuole femminili e avevano fatto saltare in aria gli antichi Buddha gigan [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Il nostro popolo ha molti detti e proverbi, uni dei quali recita: "Il sasso del pashtun non arruginisce nell'acqua", come a dire che nessuno di noi dimentica né perdona. E' per questo che non usiamo quasi mai la parola per dire grazie, manana, perché si dà per scontato che un pashtun non dimenticherà mai un gesto di cortesia e prima o poi lo ricambierà, così come ricambierà il male ricevuto. Una g [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Il nostro padre fondatore, Jinnah, diceva sempre: "Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano al fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne".
Mark Owen, "No Easy Day"
Vorrei essere chiaro: non ritengo che quella sia la mia storia. Fin dal principio, volevo raccontare come sono andate davvero le cose nel raid e mostrare quali sacrifici hanno affrontato i SEAL al comando. Ho usato la mia vita solo come mezzo per descrivere cosa significhi appartenere a un'unità speciale di quel tipo.Io non sono unico o speciale, e mi auguro che le mie esperienze siano intese per [continua...]
Mark Owen, "No Easy Day"
Tutti sapevamo che questa missione era più grande di noi, e anche della politica. I vertici civili e militari ne avrebbero probabilmente tratto dei benefici, ma questo non diminuiva il nostro desiderio di entrare in azione. Così andavano sempre le cose. La ricompensa, per noi, era poter svolgere il lavoro, e non avremmo desiderato nient'altro.
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
«Conosci qualche storia?» gli chiese un giorno Thelma. «Conosco la storia del lupo» rispose Bruce. - «Il Lupo e la nonna?». - «No», disse, «il lupo bianco e nero. Stava arrampicato su un albero e si lasciava in continuazione cadere sugli animali del fattore. Finché un giorno il fattore radunò tutti i suoi figli e tutti gli amici dei suoi figli, perché restassero lì tutti in attesa che il lupo bian [continua...]
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
A volte ciò che ti guarda dagli occhi di una persona è qualcosa che è già morto, forse sin dall'infanzia. Quella cosa morta lì dentro continua a guardare. Non è soltanto il corpo che ti guarda con niente al suo interno; c'è qualcosa lì dentro ma è una cosa morta, e semplicemente continua a guardare e a guardare, senza riuscire a smettere di farlo.
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
Gli prese la mano e gliela strinse, trattenendola un po' nella sua; e poi, d'improvviso, la lasciò ricadere. Ma la sensazione di quel reale contatto con lei indugiò nel suo cuore. Quel contatto rimase. In tutti quegli anni della vita che sarebbero sopraggiunti, quei lunghi anni senza di lei, senza poterla vedere o soltanto poter sentire o sapere di lei, se fosse viva o addirittura felice o morta o [continua...]
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
Strano come un delirio persecutorio riesca di tanto in tanto a incontrare, per quanto brevemente, la realtà.
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra.
Primo Levi, "Se questo è un uomo"
A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Kuhn ringrazia Dio perché non è stato "scelto". Kuhn è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent'anni, e dopodomani andrà al gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e g [continua...]
Orson Scott Card, "Il gioco di Ender"
— La cosa ha anche altre sfaccettature. Stando qui, da solo e coi lussi dell'ozio, ho potuto anche riflettere su me stesso. E sul perché odio tanto me stesso. — No, Ender... non devi. — Non dirmi che non devo. Ci ho messo molto a capire che era così, e credimi, mi odiavo. Mi odio. E sono arrivato a intuire questo: nel momento in cui io capisco davvero il mio avversario, abbastanza profondame [continua...]
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
- Che cosa guardi con tanta forza, papà? - - Sto cercando logica e buon senso terrestri, buon governo, pace e senso di responsabilità, sempre terrestri. - - Tutte queste cose sono là, sulla Terra? - - No, non ce le ho trovate. Non ci sono più. Forse non vi ritorneranno nemmeno più. Forse ci siamo illusi che vi siano state un tempo. -
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
C'era una bianca cittadina silente sulla riva dell'estinto mare marziano. Era deserta. Nessuno vi si muoveva. Luci solitaria ardevano nelle botteghe per tutto il giorno. Le porte dei negozi erano aperte, come se la gente fosse improvvisamente partita, dimenticandosi di usare le chiavi. Riviste, portate dalla Terra sul razzo argenteo un mese prima, palpitavano al soffio del vento, intatte, già ingi [continua...]
Cormac McCarthy, "Il Buio Fuori"
Scese su di lui la notte lunga e fredda, attraverso i boschi, e una quiete spettrale. Come se anche i grilli e gli uccelli notturni vivessero nel terrore ... gli alberi iniziarono a chiudersi intorno a lui, forme maligne e funeste si sviluppavano come enormi androidi, evocati dall'inconsistenza aliena di queste carni in collisione tra di loro.
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
L'animale non cerca di capire la vita. La sua stessa ragione di vivere è la vita; esso gode e gusta la vita.
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
Un'intera civiltà distrutta da avidi e devoti bigotti. La storia non perdonerà mai Cortez.
Charles Henneberg, "La nascita degli Dei"
Ah! Se io fossi stato Omero, Dante, Milton, i creatori dei miti, avrei popolati i boschi di Fauni e le sorgenti di Naiadi... Ma tu, e quelli come te, avete segato le foreste... e le sorgenti non servono più che a far funzionare le turbine. Meglio la morte, il tormento, meglio ogni altra cosa, piuttosto che questa esistenza sterile! Eppure io temo la morte. Questo mio corso ignobile conosce fin tro [continua...]
Charles Henneberg, "La Nascita degli Dei"
Repentina, come un cataclisma, la guerra si era abbattuta sul mondo; e non era stato quel genere di guerra che gli uomini si aspettavano. Nessuna nave spaziale aveva avuto il tempo di lanciarsi verso gli spazi; nessun missile nucleare aveva potuto partire dalla sua rampa di lancio. Così, semplicemente, improvvisamente, in pieno giorno, il cielo si era fatto di un verde livido, malato, poi s'era ri [continua...]
Arthur C. Clarke, "La città e le stelle"
Alvin era uno spirito inquieto, un esploratore alla ricerca di un tesoro perduto. Raramente questi esseri trovano quello che cercano, più raramente ancora il coronamento dei loro sforzi porta loro la sognata felicità.
Arthur C. Clarke, "La città e le stelle"
Una specie veramente intelligente dovrebbe essere socievole.

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