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Robert Hughes, "La filosofia della sardina"
Io, quando giungo a gettar l'amo in torrente, non do pensieri ai pesci né agli uomini. Inetto a catturare gli uni e gli altri non resta che bearmi della luce autunnale nell'acqua. Allor che me ne stanchi, anche la pesca ha termine: ritorno a casa e bevo alla mia coppa di vino
Robert Hughes, "La filosofia della sardina"
E' giusto così: noi non abbiamo il diritto morale di preservare solo tenere attrazioni per turisti come il koala. Anche l'alterità selvaggia e terrificante incarnata in creature viventi ha i suoi diritti. E' una fortuna se, quando lanci una mosca per barramundi da un piccolo skiff in alluminio nelle acque di un ramo costiero dell'Australia settentrionale, vedi nuotarti vicino un coccodrillo più lu [continua...]
Robert Hughes, "La filosofia della sardina"
E' pre-disneyano, nel senso che non contiene la minima traccia dell'innesto sdolcinato di caratteri umani in creatura non umane che ha subissato la fantasia infantile dal giorno in cui è apparso per la prima volta sullo schermo Bambi, il cerbiatto senz'ano.
Robert Hughes, "La filosofia della sardina"
La pesca consiste in un bastone e in uno spago con un verme a un'estremità e un babbeo all'altra.
Robert Hughes, "La filosofia della sardina"
Un coglione a un capo della lenza che aspetta uno strattone all'altro capo.
Stephen King, "Stagioni Diverse"
Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, perchè le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segna [continua...]
Stephen King, "Stagioni Diverse"
Certi uccelli non sono fatti per la gabbia, questo è tutto. Le loro penne sono troppo vivaci, il loro canto troppo dolce e libero. E allora lasciateli andare, altrimenti quando aprite la gabbia per dargli da mangiare, loro trovano il modo di volare via. E la parte di te che sa che non era giusto imprigionarli si rallegra, ma il posto dove vivi resta tanto più triste e vuoto per la loro partenza.
Gerald Green, "Olocausto"
Tutto è finito. Non c'è più nulla. Karl e i miei genitori e tutta la mia famiglia sono morti in quello che ora viene chiamato l'olocausto. Un nome stravagante per designare l'assassinio di massa. Io sono un sopravvissuto. E oggi, seduto in questo bungalow di calcestruzzo e cenere al di sopra del lago di Galilea [...] termino la storia della famiglia Weiss. Sotto diversi aspetti è la cronaca di ciò [continua...]
Harper Lee, "Il buio oltre la siepe"
Quando sarai grande vedrai tutti i giorni uomini bianchi che ingannano i neri; ma voglio dirti una cosa, e non dimenticarla mai: se un bianco fa una cosa simile a un nero, chiunque egli sia, per quanto sia ricco o appartenga alla migliore famiglia, quel bianco è un disgraziato.
Harper Lee, "Il buio oltre la siepe"
Signor Finch, è semplice: ci son degli uomini a cui bisogna sparare prima di dirgli buona sera, e anche allora non valgono la pallottola che serve ad ammazzarli.
Harper Lee, "Il buio oltre la siepe"
Noi sappiamo che non tutti gli uomini furono creati eguali, nel senso che molta gente vorrebbe farci credere: sappiamo che vi sono persone più intelligenti di altre, più capaci di altre per natura, uomini che riescono a guadagnare più denaro, donne che fanno dolci migliori, individui dotati di qualità negate invece alla maggioranza degli uomini. Ma c'è una cosa, nel nostro paese, di fronte alla qu [continua...]
Harper Lee, "Il buio oltre la siepe"
Ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l'unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.
Harper Lee, "Il buio oltre la siepe"
Non è una buona ragione non cercare di vincere sol perché si è battuti in partenza, disse Atticus.
Pete Dexter, "Così si muore a God's Pocket"
La luce del giorno le donava. Ci sono donne che alla luce del sole hanno un aspetto così sano che ti costringono a meditare su come hai trattato il tuo fegato negli anni.
Pete Dexter, "Così si muore a God's Pocket"
Se è bello, non è che parlando lo fai diventare ancora più bello - gli aveva detto il vecchio.
Muhammad al-Nafzawi, "Il Giardino Profumato delle Delizie Sensuali"
Sappi, o Visir (Dio ti sia benigno!), che l'organo sessuale dell'uomo ha numerosi nomi, quali: El dekeur, il membro virile. El kamera, il pene. El air, l'organo della generazione. El hamama, il piccione. El teunnana, il campanellino. El heurmak, l'indomabile. El ahlil, il liberatore. El zeub, la verga. El hammach, l'eccitante. El nâass, il dormiente. El zodam, il «piede di por [continua...]
Muhammad al-Nafzawi, "Il Giardino Profumato delle Delizie Sensuali"
Le donne sono più favorite degli uomini, per quanto riguarda l'indulgere alla loro passione per il coito. Questa è in effetti la loro specialità e per loro è tutto godimento, mentre gli uomini corrono molti rischi abbandonandosi senza freni ai piaceri d'amore.
Jonathan Lethem, "Brooklyn senza madre"
Per me una donna deve avere un certo quantitativo d'imbottitura. Qualcosa fra te e lei, che faccia da isolante. Altrimenti, ti trovi contro la sua anima nuda.
Gregory Benford, "Nell'oceano della notte"
Sanges disse in tono solenne: – Stiamo diffondendo il grande amore di Dio, la Forza che guida il mondo. – Dovrebbe sapere che non è l’amore che fa girare il mondo, ma l’inerzia – replicò tagliente Nigel.
Thomas McGuane, "Il grande silenzio"
Meglio fortunati che mattinieri.
Thomas McGuane, "Il grande silenzio"
Quando il sole è alto e la luna quella giusta, i pesci abboccano. Forse.
Thomas McGuane, "Il grande silenzio"
Se di trote non ce ne saranno più, tu sfascia lo Stato. Più di qualsiasi altro pesce le trote dipendono dall'ambiente in cui vengono prese. Arduo dire se siano le trote oppure il pescatore a mostrarsi più sensibili al degrado dell'habitat - probabilmente le trote. Ai primi segni di deterioramento, questo pesce, peraltro vigoroso, educatamente se ne va, quasi a dire: "Se è così che volete...". Nel [continua...]
Ernest Hemingway, "Vero all'alba"
Esistono luoghi mistici che fanno parte dell'infanzia di ognuno. Quelli che a volte ricordiamo e visitiamo in sogno, mentre dormiamo. Di notte sono belli come lo erano quando eravamo bambini. Se mai tornaste a vederli, non ci sono. Ma di notte, se avete la fortuna di sognarli, sono stupendi come non lo sono mai stati.
Ernest Hemingway, "Vero all'alba"
Sono un estraneo qui, pensai. Ma il whisky disse di no, ed era l'ora del giorno in cui il whisky aveva ragione. Il whisky può avere ragione così come può avere torto, e ora diceva che non ero un estraneo e io sapevo che a quell'ora del giorno non sbagliava.
Ernest Hemingway, "Vero all'alba"
Quello era lo stesso anno in cui eravamo stati in Spagna diretti in Africa, e ora ci trovavamo in una foresta verde e gialla che era stata distrutta dagli elefanti ed era circa lo stesso periodo dell'anno in cui avevamo risalito le montagne per andare a Segovia. In un mondo dove poteva accadere questo, avevo poco tempo per il dolore.
Ernest Hemingway, "Vero all'alba"
Le uniche parti dell'Africa rimaste sono quelle protette dai deserti e dalle mosche. Le mosche tse-tse sono le migliori amiche degli animali. Uccidono solo gli animali sconosciuti e gli intrusi.
Norman McLean, "In mezzo scorre il fiume"
"Sono proprio le persone con cui viviamo, che amiamo e che dovremmo conoscere meglio, a eluderci" disse mio padre. Ormai tutte le persone che ho amato senza capirle quand'ero giovane sono morte, ma posso ancora ricreare la loro presenza. Naturalmente, ormai sono troppo vecchio per essere un gran pescatore, e naturalmente di solito vado a pesca nel grande fiume da solo, anche se certi amici pen [continua...]
Norman McLean, "In mezzo scorre il fiume"
Ancora non sapevo che le storie della vita sono spesso più simili ai fiumi che non ai libri.
Norman McLean, "In mezzo scorre il fiume"
Non c'è castigo divino più improvviso per il corpo e l'anima che perdere un pesce grosso, dato che deve pur esserci una lieve transizione tra la vita e la morte. Ma, con un pesce grosso, un attimo prima il mondo è nucleare e quello dopo è scomparso. Così. Andato. Il pesce è andato e tu sei estinto, tranne che per un bastone da poco più di cento grammi al quale è attaccata un po' di lenza e un filo [continua...]
Jean-Pierre Valentin, "Il mormorio delle dune. Piccolo elogio del deserto"
Di cosa sarà fatta l’umanità quando non ci saranno più nomadi che camminano?
Jack Kerouac, "Un mondo battuto dal vento: i Diari"
Oh, venti poderosi, che schiantate i rami novembrini! Il placido sole splendente, non toccato dalle furie della terra, abbandona il mondo all’oscurità, al selvaggio oblio e alla notte, mentre gli uomini tremano nei loro cappotti e si affrettano a tornare a casa. Poi le luci di casa scintillano in quelle profondità desolate. Eppure ci sono le stelle! Alte e luccicanti in un firmamento spirituale. N [continua...]
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 2: Il Canto della Pianura"
Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 1: Benedizione"
Questo libro è per chi ama rileggere i classici, e vorrebbe perdersi negli sconfinati spazi della pianura americana, per chi desidera un cappello da cowboy anche se forse non lo indosserà mai, per chi nutre una sorta di fiducia razionale nel genere umano e crede che le verità gridate siano sempre meno vere di quelle suggerite con pudore.
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 3: Crepuscolo"
Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la "Pastorale" di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.
Patrick Modiano, "Via delle Botteghe Oscure"
La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai. Hutte mi citava l'esempio di un tale che chiamava "l'uomo da spiaggia". Costui aveva passato quarant'anni della sua vita sulle spiagge o ai bordi delle piscine a conversare amabilmente con villeggianti e ricchi sfaccendati. Negli angoli e sugli sfondi di migliaia di fotografie di vacanze, lo [continua...]
Ted Simon, "L'eredità di Jupiter"
Il senso di nausea stava passando. Dovevo ringraziare la motocicletta. Non ci si immaginerebbe mai che stare seduti sulla sella nella stessa posizione per ore e ore offra molto esercizio fisico. Si potrebbe pure pensare a una forma opprimente e costipata di inattività, incline a scuotere le vertebre in maniera malsana, invece, strano a dirsi, ha l'effetto opposto. Tutti i muscoli sono in costante, [continua...]
Carlo Cassola, "Un cuore arido"
Bisognerebbe non conoscerlo mai, l'amore. Continuare a sperarci... Ma che non venisse mai.
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Per me esplorare era un'avventura personale. Non andavo nel deserto arabo per raccogliere piante o per fare una mappa; cose del genere erano accidentali. Nel mio intimo sapevo che scrivere o perfino parlare dei miei viaggi significava sminuirne la portata. Volevo trovare la pace nell'asprezza dei viaggi nel deserto e nella compagnia della gente che lo frequentava. Mi ero proposto una meta in quest [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Per anni l'Empty Quarter aveva rappresentato per me la sfida estrema e invincibile del deserto. Adesso l'avevo attraversato, e la ricompensa era una bevuta d'acqua pulita e quasi insapore. Questo mi bastava.
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Mi arrampicai in cima alla duna e mi stesi pacificamente al sole, centoventi metri al di sopra del pozzo. Il desiderio di intimità è qualcosa che i bedu non comprenderanno mai; è qualcosa verso cui proveranno sempre un'istintiva diffidenza. Mi è stato spesso domandato dagli inglesi se mi fossi mai sentito solo nel deserto, e mi sono chiesto quanti minuti ho passato da solo negli anni in cui vi ho [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Le civiltà si susseguirono, sorgendo e decadendo, attorno ai margini del deserto: i Minei, i Sabei, e gli Himariti dell'Arabia meridionale; l'Egitto del faraoni; Sumeria, Babilonia e Assiria; gli ebrei, i genici; i greci e i romani; i persiani; l'impero musulmano degli arabi e infine dei turchi. Durarono qualche centinaio o migliaio d'anni e svanirono; si svilupparono nuove razze e poi scomparvero [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Come ci alzammo per andare via ci si avvicinò un vecchio. Bofonchiò un saluto e noi rispondemmo. Rimase immobile a guardarmi, strizzando gli occhi. Si fermò a guardarmi per un certo tempo e poi bofonchiò di nuovo: "Sono venuto per vedere il cristiano". Mentre mi scrutava coi suoi occhi velati, mi chiesi che cosa vedesse questo vecchio i cui antenati erano nominati nella Genesi. Forse oscuramente e [continua...]
Howard Phillips Lovecraft, "L'Orrore di Dunwich"
Non si deve pensare che l'uomo sia stato il primo o che sarà l'ultimo dei padroni della Terra. Quelli-di-Prima erano, Quelli-di-Prima sono, Quelli-di-Prima saranno. Oggi non sono negli spazi che conosciamo, ma tra gli spazi. Essi avanzano sereni e primitivi ed a noi invisibili. Yog-Sothoth conosce la porta. Yog-Sothoth è la porta. Yog-Sothoth è la chiave ed il guardiano della porta. Passato, prese [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Oh, Luna! Sei sempre stata al mio fianco, illuminandomi nei momenti più difficili; fin dalla mia infanzia sei stata il mistero che ha vegliato sul mio terrore, la consolazione nelle notti più disperate, sei stata mia madre e mi hai circondato di un calore che forse lei non seppe mai darmi; nei boschi, nel mare, nei posti più tenebrosi; c'eri sempre tu, mia compagna; eri la mia consolazione; la mia [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
A distanza di dieci anni da allora, dalla partenza da Cuba, mi rendo conto che per un esule non esiste un posto giusto in cui vivere. Non esiste perché il posto dove abbiamo sognato, abbiamo scoperto un paesaggio, abbiamo letto il nostro primo libro, abbiamo avuto la nostra prima avventura sentimentale, è sempre presente nei nostri sogni; in esilio non si è che fantasmi, ombre di qualcuno che non [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Cuba era sempre sfuggita alla realtà grazie alla satira e alla burla. Ma con Fidel Castro il senso dell'umorismo era andato via via scomparendo, fino ad essere poribito; così il popolo cubano perse una delle poche possibilità che aveva di sopravvivere. Negandogli il riso, gli tolsero il senso profondo delle cose. Sì, le dittature sono pudiche, becere, e assolutamente noiose.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Io direi piuttosto che colui che persegue la bellezza viene, presto o tardi, distrutto. L'umanità non tollera la bellezza, forse perché non può vivere senza di essa. L'orrore della bruttezza avanza ogni giorno a passi sempre più veloci.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Perché la stragrande maggioranza del popolo e gli intellettuali non si resero conto del fatto che stava incominciando una nuova tirannide, più sanguinosa ancora della precedente? Forse ce ne rendemmo conto, ma la gioia di sapere che si viveva unr ivoluzione, che una dittatura era stata abbattuta e che era giunto il momento di vendicarsi, era più grande delle ingiustizie e dei crimini che venivano [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Chi promuove il dialogo con Castro ben sapendo (come tutti sanno) che non lascerà il potere con le buone e che non gli serve altro che una tregua e un aiuto economico per diventare più forte, è colpevole come gli sbirri che torturano e assassinano il popolo o anche di più, perché a Cuba si vive nel più assoluto terrore. Fuori, per lo meno, si può scegliere una certa dignità politica.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
La bellezza per la bellezza è pericolosa per ogni dittatura, perché essa implica un ambito che va oltre i limiti che la dittatura assegna agli esseri umani; il suo territorio sfugge al controllo della polizia di regime che non può, pertanto, regnarvi.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
E adesso all'improvviso Luna ti frantumi sul mio letto. Ormai sono solo. È notte.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
La differenza fra il sistema comunista e quello capitalista, è che se ti danno un calcio in culo, sotto un sistema comunista devi applaudire, sotto il capitalismo puoi gridare; io sono venuto qui a gridare.
Aleksandr Puskin, "Evgenij Onegin"
Chi ha vissuto e pensato, questi non può nella sua anima non disprezzare gli uomini.
Philip Roth, "Pastorale Americana"
La gente pensa che la storia abbia il respiro lungo, ma la storia, in realtà, ti si para davanti all'improvviso.
Mark Twain, "Wilson lo zuccone"
Se siete arrabbiati, contate fino a quattro. Se siete molto arrabbiati, bestemmiate.
Howard Phillips Lovecraft, "Supernatural Horror in Literature"
Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto.
Richard Ford, "Rock Springs"
Poi pensai alla boxe e a quello che sulla boxe mi aveva insegnato mio padre. A stringere bene i pugni. A mettere nel pugno tutta la forza della spalla e a non colpire mai indietreggiando. A colpire portando il pugno all'interno, e a tenere giù il mento e ad avvicinarsi all'avversario mentre cade per poterlo colpire di nuovo. E, cosa importantissima, a tenere gli occhi aperti quando colpisci al vis [continua...]
Arthur C. Clarke, "Preludio allo Spazio"
Stiamo per conquistare la libertà dell'intero Universo e tutto ciò che questo implica. Non penso che possa essere valutato in cifre di sterline o dollari. Alla lunga la conoscenza paga sempre in moneta sonante, ma qui andiamo assolutamente al di là di ogni prezzo.
Douglas Adams, "Guida Galattica per gli Autostoppisti"
Be, c'è questo Dio, il vostro Dio, che piazza un melo in mezzo al giardino e dice: "ragazzi, fate quello che volete, ma non mangiate le mele". Caso straordinario, loro addentano una mela, ed ecco che lui ti salta fuori da dietro un cespuglio gridando: "Vi ho beccati, vi ho beccato!". Non avrebbe fatto molta differenza se non avessero mangiato la mela. Perché no? Perché quando hai a che fare [continua...]
Poul Anderson, "Le Nevi di Ganimede"
Hybris, Nemesis, Ate. Così gli antichi greci avevano chiamato l'orgoglio, il destino e la caduta degli uomini. E' una formula che si è sempre ripetuta, nel corso della storia.

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