Condividi su Facebook | Commenta

AUTORE: Christopher Hitchens

TRATTO DA: Hitch 22. Le mie memorie


Una volta parlai con una donna sopravvissuta al genocidio in Ruanda e mi disse che ora non rimaneva nessuno sulla faccia della terra, amico o parente, che sapesse chi fosse lei. Nessuno che ricordasse la sua adolescenza, le sue birichinate infantili e le storie di famiglia; non un fratello o una sorella, non un compagno o compagna che potesse prenderla in giro sulla sua prima avventura sentimentale; non un innamorato o un amico con cui evocare ricordi. I suoi compleanni, i voti agli esami, le malattie, le amicizie, le parentele — tutto scomparso nel nulla. Continuava a vivere, ma con una tabula rasa per diario, per calendario e per taccuino. 
Categoria: NARRATIVA

COMMENTO ALLA CITAZIONE:

Il brano si inserisce nel capitolo in cui racconta la sua scoperta di essere ebreo; o meglio, di discendere da una famiglia ebrea fuggita dalla Polonia ben prima del nazismo, ben prima che essere antisemita non fosse più di moda.
E' un passo piuttosto brutto, e non solo per i ricordi di questa donna ruandese, ma anche per come parla della sua ricerca di eventuali lontani parenti rimasti in Polonia:  non trova più nulla. Non nessuno, ma nulla proprio.
Ecco come lo racconta: Poche erano le immagini delle tribolazioni successive, ma c'erano alcuni elenchi di nomi... Ogni Blumenthal che trovai nell'indice era finito ad Auschwitz. E questo è quanto.

Cerchi altro? Torna a tutte le citazioni di Christopher Hitchens presenti tra le mie citazioni

Commenta con Disqus!



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima