Facebook | Commenta | È lunedì 26/09/2022

Orson Scott Card

Fonte/libro: Il gioco di Ender

— La cosa ha anche altre sfaccettature. Stando qui, da solo e coi lussi dell'ozio, ho potuto anche riflettere su me stesso. E sul perché odio tanto me stesso.
— No, Ender... non devi.
— Non dirmi che non devo. Ci ho messo molto a capire che era così, e credimi, mi odiavo. Mi odio. E sono arrivato a intuire questo: nel momento in cui io capisco davvero il mio avversario, abbastanza profondamente da poterlo battere, in quel preciso momento io comincio ad amarlo. Penso che sia impossibile conoscere una persona, ciò che è e ciò in cui crede, senza amarla come lei ama se stessa. Ed è proprio allora, nell'istante in cui sento di amare il mio nemico, che io...
— Lo sconfiggi — terminò lei, e d'un tratto non ebbe più paura della sua capacità di leggere in lei.
— No, non hai capito. Io lo distruggo. Gli precludo ogni possibilità di assalirmi ancora. Lo calpesto e continuo a calpestarlo finché non esiste più.

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Categoria: NARRATIVA

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