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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Nei cieli possono rifulgere visioni mirabili, la galassia può ardere delle abbaglianti luci delle stelle esplose, ma l'uomo continua ad occuparsi dei fatti suoi con sublime indifferenza.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Era stato travolto dal fascino mortale della guerra. Qualunque cosa se ne possa dire, negli uomini c'è una tendenza fatale che fa battere forte il cuore allorché si vedono le bandiere garrire al vento e si sente la musica antica dei tamburi.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
La storia non si ripete mai, tuttavia si ripetono le situazioni storiche.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
L'inquietudine che lo aveva spinto a vagare sulla faccia del globo, che lo aveva spinto a valicare i cieli e a scandagliare i mari, non gli avrebbe mai dato requie finché c'erano la luna e i pianeti a chiamarlo attraverso gli abissi dello spazio. (Intende: l'uomo)
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Le ricerche scientifiche erano la linfa vitale della civiltà e costituivano l'unico investimento che avrebbe sicuramente pagato i dividendi per tutta l'eternità.
Alfred de Vigny, "Stello"
...dal giorno in cui egli seppe leggere fu Poeta, e d’allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della terra…
Ray Bradbury, "Paese d'Ottobre"
... paese dell'anno che volge sempre alla fine. Paese con alture di caligine e fiumi di foschia; dove i meriggi fuggono, i vespri e gli albori indugiano e le notti rimangono. Paese fatto più che altro di cantine, cellieri, carbonaie, soffitte, credenze, sgabuzzini, tutti sul lato opposto al sole. Paese di gente autunnale, con pensieri soltanto autunnali, il cui passo di notte sui marciapiedi ha su [continua...]
James Graham Ballard, "Terra Bruciata"
La siccità che affliggeva il mondo ormai da cinque mesi era conseguenza della mancanza d'acqua che negli ultimi lustri aveva torturato sempre più estese zone della Terra. [...] I quattro milioni e mezzo di chilometri quadrati irrigati dal Rio delle Amazzoni si erano ridotti a meno della metà. Decine dei suoi affluenti si erano inariditi completamente, e ricognizioni aeree avevano mostrato che l [continua...]
Johann Wolfgang von Goethe, "Le Affinità Elettive"
Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto ad una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell'uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Do [continua...]
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
La prima volta il mio bisogno di finire il lavoro era travolgente: volevo completare il giro. Ma non è più questo l'imperativo che mi porta avanti. E' vero che ho un obbligo nei confronti di tutti quelli che mi hanno sostenuto, ma non è questo che mispinge. La gamba rotta sarebbe bastata per tirarmi fuori dai guia, se avessi voluto. Dunque non è oer divertimento. E non per i soldi (quali soldi, po [continua...]
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
Il mio primo incontro coi popoli tribali del deserto sudanese, nel 1973, era stato una rivelazione. Ero rimasto impressionato dalla loro lucidità, dignità e integrità. [...] Durante quel viaggio idilliaco nel deserto mi pareva di aver capito l'Islam molto meglio di prima. Essendo ateo, tendo a giudicare le religioni più che altro dal comportamento dei loro adepti, ed ero profondamente impressionat [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Viaggiando da un paese all'altro, da un posto all'altro, erano trascorsi diciassette mesi. I cambiamenti, i passaggi erano stati molto graduali e così ogni cosa mi era sembrata perfettamente naturale, osservata nel suo contesto. L'europeo con la sua filosofia politica, il siriano con la sua latta di benzina, l'afghano con il suo fucile, il cinese con il suo aratro e la sua strada: ciascuno di loro [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Erano gli arabi erranti, membri della grande tribù degli uomini che dedicano la loro vita al trasporto delle merci, per terra e per mare. Poco più che nomadi, nutrono un profondo disprezzo per chi dimora in paesi e città, e ancora oggi il loro motto è Solo il somaro vive al riparo.
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Alla fine mi misero a disposizione un'ottima stanza con un bel camino al Razmak Club. Non poteva mancare un Razmak Club! Ovunque ci sia un inglese c'è anche un club. Scommetto che se tre inglesi facessero naufragio su un'isola deserta, due formerebbero un club e il terzo ne sarebbe fuori.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Dal principio alla fine io non trovai estranei. Se li avessi trovati, forse sarei riuscito a parlarne con maggiore obiettività. Ma questa è la mia gente, e questo è il mio paese. Se trovai cose da criticare, da deplorare, erano cose, tendenze, presenti anche in me. Se dovessi confezionare una conclusione inattaccabile e immacolata, direi così: nonostante la nostra enorme portata geografica, nonost [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Mi chiedo perché il progresso somiglia tanto alla distruzione.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
[...] quello che fa un mucchio delle proprie frustrazioni e le fa portare in giro dal suo cane. Un simile amatore di cani parla un gergo infantile con bestie adulte e assennate, attribuisce loro le proprie balordaggini fino a che il cane diventa un alter ego. Gente simile, sembra a me, in quel che immagina essere bontà, è capace di infliggere torture lunghe e durevoli a un animale, negandogli tutt [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Un animale ammalato è veramente inerme, e lo si sente. Non riesce a spiegare quello che prova, anche se è vero che non sa mentire, inventare i propri sintomi, abbandonarsi ai piaceri dell'ipocondria.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché come può un uomo riconoscere il colore nel verde perpetuo? Che bene è il caldo, senza un freddo che gli dia dolcezza?
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché io ho sempre vissuto in maniera violenta, bevuto moltissimo, mangiato troppo oppure nulla, dormito dodici ore filate oppure perse due notti di sonno, lavorato troppo sodo e troppo a lungo per la gloria, oppure oziato per qualche tempo in un'estrema pigrizia. Ho tirato, spaccato, alzato, salito, fatto all'amore con gioia e accettati i doposbornia come una conseguenza e non come un castigo. N [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Per molti anni ho viaggiato in molte parti del mondo. In America, io vivo a New York, capito a Chicago o a San Francisco. Ma New York non è America, allo stesso modo in cui Parigi non è Francia e Londra non è Inghilterra. Così scoprii che non conoscevo il mio paese. Io, scrittore americano, che scrive sull'America, lavoravo a memoria, e la memoria è, al meglio, una cisterna fallosa e contorta. Io [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m'assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Tornai nella mia stanzetta pulita. Non bevo mai da solo. Non è molto divertente. E non credo che lo farò mai, se non quando sarò un alcolizzato. Ma quella notte tirai fuori dalla mia riserva una bottiglia di vodka e la portai nella mia cella. Nel bagno due bicchieri da acqua stavano sigillati in un sacchetto di cellofan con le parole: «Questi bicchieri sono sigillati per vostra sicurezza». Sulla c [continua...]
James Graham Ballard, "La Zona del Disastro"
A quella età, ricordo, mi sembrava che la vita si stendesse eterna, dinanzi a me, al punto che la sua durata pareva identificarsi con l'eternità. Con il passare degli anni, però, scoprirai che le cose degne di essere vissute hanno limiti ben definiti, e in particolare limiti di tempo: dalle cose più semplici, come un fiore o un tramonto, a quelle più importanti, come il matrimonio i figli e così v [continua...]
James Graham Ballard, "La Zona del Disastro"
Nella zona del disastro ciascuno di noi c'è già ed è troppo tardi per uscirne.
Josè Saramago, "Caino"
Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell'infallibilità che condividi con tutti gli altri dei, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umiltà? Gli dei, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri nei confronti di coloro che d [continua...]
Lem Stanislaw, "Ritorno dall'universo"
Pensi forse che non ci saremmo andati, se le stelle non fossero esistite? Io penso che ci saremmo andati ugualmente. Avremmo desiderato di conoscere quel vuoto, non fosse altro che per giustificarlo.
Lem Stanislaw, "Ritorno dall'universo"
L'uomo ritorna sempre a mani vuote.
Lem Stanislaw, "Ritorno dall'Universo"
Mi fermai, respirando a fatica, vicino alla piscina, sedetti sul bordo di cemento e vidi il riflesso delle stelle. Non avevo bisogno di stelle. Ero stato un pazzo, un folle, quando avevo lottato per prender parte alla spedizione, quando mi ero lasciato ridurre a un sacco che schizzava sangue nei gravirotor, a che mi era servito, perché, perché non sapevo che si deve essere uomini comuni, i più com [continua...]
Lem Stanislaw, "Ritorno dall'Universo"
Mi venne subito spontanea una riflessione, di per sé strana, e che non mi sarei mai immaginato di fare se qualcuno mi avesse presentato quella situazione come una possibilità teorica: mi parve che quel procedimento, che distruggeva nell'uomo l'assassino, costituisse... una mutilazione.
Philip K. Dick, "Un Oscuro Scrutare"
L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio.
Philip K. Dick, "La Svastica sul Sole"
L'universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l'oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall'abisso.
Richard Wagner, "Il Libro Bruno"
Ogni arricchimento dei nostri mezzi di conoscenza grazie a strumenti e a scienze specialistiche dimostra solo la decadenza delle nostre facoltà naturali di conoscenza; certo le epoche primitive (brahmani, ecc.) avevano meno mezzi, ma sensi più acuti. – Così gli occhiali sono la prova che abbiamo rovinato i nostri occhi.
James Graham Ballard, "Il Vento dal Nulla"
Tutti [i rapporti sulla situazione nel mondo] dimostravano una cosa: l'intera popolazione di uno Stato tra i più industrializzati, equipaggiato con perfetti sistemi di comunicazione e di trasporto, in possesso di enormi riserve di cibo e carburante, era stata sorpresa impreparata da uno dei più antichi fenomeni naturali. Tutto sommato gli esseri umani avevano dimostrato di possedere meno risors [continua...]
Philip K. Dick, "Noi Marziani"
- Una persona può sempre avere due posti tra cui scegliere. Casa sua, e il resto del mondo, con tutta la gente. - Silvia chiese: - Com'è lei? - Chi? - La ragazza. L'hai quasi detto, ora.
Roger Zelazny, "Ritorno ad Ambra"
È terribile aspettare che qualcuno cerchi di ammazzarvi. Ma era il 30 aprile e naturalmente sarebbe successo come ogni 30 aprile. Mi era occorso un po' di tempo per capirlo, ma ormai sapevo almeno quando sarebbe successo. Nel passato ero stato troppo occupato per fare qualcosa riguardo a questa faccenda. Ma il mio lavoro era finito. Ero rimasto solo per quella faccen­da ormai. Sentivo di doverla c [continua...]
Fernando Pessoa, "Il Libro dell'Inquietudine"
Dopo una notte trascorsa male, non siamo gradevoli per nessuno. Il sonno fuggito ha portato via con sé qualcosa che ci rendeva umani.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Fu così che si trovò quando meno se l'aspettava nel santuario di un amore estinto ancor prima di nascere
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Proclamò una nuova amnistia per i prigionieri politici e autorizzò il ritorno di tutti gli esiliati tranne gli uomini di lettere, naturalmente, quelli mai, disse, hanno la febbre nelle vene come i galli di razza quando stanno mettendo le penne di modo che non sono buoni a nulla se non quando sono buoni per qualcosa, disse, sono peggiori dei politici, peggiori dei preti, immaginatevi.
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
...una novizia mediocre, come tutte, ma lui sentì che era l'unica donna nel branco di donne nude, l'unica che passando davanti a lui senza guardarlo lasciò una scia oscura di animale di selva che si portò via la mia aria di vivere ed ebbe a malapena il tempo di spostare lo sguardo impercettibile per guardarla per la seconda volta per sempre per sempre
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Non faceva attenzione a quello che gli dicevano ma scrutava la penombra degli occhi per indovinare quello che non gli dicevano.
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Durante il fine settimana gli avvoltoi s'introdussero nella casa presidenziale, fiaccarono a beccate le maglie di filo di ferro delle finestre e smossero con le ali il tempo stagnato nell'interno, e all'alba del lunedì la città si svegliò dal suo letargo di secoli con una tiepida e tenera brezza di morto grande e di putrefatta grandezza. [Incipit]
Gabriel Garcia Marquez, "Il generale nel suo labirinto"
José Palacios, il suo domestico più antico, lo trovò che galleggiava sulle acque depurative della vasca da bagno, nudo e con gli occhi aperti, e credette che fosse annegato. Sapeva che era uno dei suoi molti metodi per meditare, ma lo stato di estasi in cui giaceva alla deriva sembrava quello di chi non appartiene più a questo mondo. Non si azzardò ad avvicinarsi, ma lo chiamò con voce sorda secon [continua...]
Gabriel Garcia Marquez, "Dell'amore e di altri demoni"
L'incredulità resiste più della fede, perché si sostenta dei sensi.
Gabriel Garcia Marquez, "Dell'amore e di altri demoni"
Nessun pazzo è pazzo se ci si adatta alle sue ragioni.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
È impossibile non finire per essere come gli altri credono che uno sia.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
L'autista mi avvertì: Attenzione, professore, in quella casa ammazzano. Gli risposi: Se è per amore non importa.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
Il mondo avanza. Si, gli dissi, avanza, ma girando intorno al sole.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
...gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Un uomo sa quando sta diventando vecchio perché comincia ad assomigliare a suo padre.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d'urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. Il rifugiato antillano Jeremiah de Saint-Amour, invalido di guerra, fotografo di bambini e suo avve [continua...]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
-Il migliore amico,- soleva dire allora, -è quello che è appena morto.- [Aureliano Buendìa]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Fece allora un ultimo sforzo per cercare nel suo cuore il luogo dove gli si erano putrefatti gli affetti, e non poté trovarlo.
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Non immaginava che era più facile cominciare una guerra che finirla.
Gabriel Garcia Marquez, "Vivere per raccontarla"
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Charles Bukowski, "Donne"
Mi spogliai, lasciai i vestiti in un mucchio disordinato sul divano. Non ero mai stato elegante. Le mie camicie erano tutte stinte e strette, vecchie di 5 o 6 anni, consunte. Lo stesso per i pantaloni. Odiavo i grandi magazzini, odiavo i commessi, avevano una tale aria di superiorità, sembrava che conoscessero il segreto della vita, avevano una fiducia in se stessi che io non possedevo. Portavo se [continua...]
Charles Bukowski, "Donne"
«Umanità, mi stai sul cazzo da sempre». Ecco il mio motto.

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