Condividi su Facebook | Commenta

Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

Scegli e filtra una CATEGORIA: TUTTE Bostro Filosofia Motto Narrativa Scienze
CONSULTA L'ELENCO DI TUTTI GLI AUTORI DI CITAZIONI, AFORISMI, MOTTI

RICERCA per autore/libro/citazione:

Ti senti fortunato? Leggi una citazione casuale

Chris Kyle, "American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana"
Oltre ad esse particolarmente inetti, molti Junud [i militari iracheni] erano semplicemente pigri. Quando chiedevi loro di fare qualcosa, rispondevano: "Inshallah". Alcuni traducono l'espressione con "Se Dio vuole", ma il vero significato è: "Neanche per sogno".
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Era venerdì 24 luglio 1992, il giorno che salii sul treno. Ci penso ogni anno. Lo considero il mio vero compleanno: la mia nascita come persona, libera di decidere per se stessa. Non stavo fuggendo dall'Islam o verso la democrazia. Non erano grandi ideali quelli che mi muovevano allora. Ero solo una ragazza che voleva trovare la strada per essere un individuo a pieno titolo e, per questo, feci un [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Il Corano prescrive che le donne siano sempre sessualmente disponibili per il marito. Mio padre non entrò in dettagli, ma lesse: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere". Spiegò: "Devi esserci sempre per tuo marito, a letto e fuori dal letto. Non farti pregare, non rifiutarti, non indurlo a cercare altrove".
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
La religione mi dava pace solo in quanto prometteva una vita dopo la morte. Ed era piuttosto facile seguire la maggior parte della regole [...] ma avevo scoperto che non riuscivo a seguire le regole più essenziale dell'Islam, quelle che controllano la sessualità e la mente. Non volevo seguirle. Volevo essere un individuo, camminare con le mie gambe. Se fossi rimasta in Somalia e avessi sposato Abs [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Alla fine l'albergo che trovò doveva essere uno dei meno cari di Mogadiscio, il genere di posto in cui nessuno chiede il certificato di matrimonio. Mancava ancora al corrente, dovemmo prendere una torcia per arrivare in camera. Quando la porta si aprì uno scarafaggiò si precipitò sotto il letto. Mahmud mi passò la torcia e mi guardò in faccia per la prima volta in tutta la serata. Disse che potevo [continua...]
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
L'infibulazione infatti non elimina il desiderio, né la possibilità di provare piacere sessuale. E' crudele sotto ogni aspetto: fisicamente dolorosa e pericolosa, condanna le ragazze a una vita di sofferenza, ma non raggiunge il proprio intento, ovvero non cancella l'erotismo femminile.
Ayaan Hirsi Ali, "Infedele"
Poi toccò a me. Ormai ero terrorizzata. "Quando avremo tolto questo lungo kintir, tu e tua sorella sarete pure". Dalle parole della nonna e da strani gesti che faceva con la mano, sembrava che quell'orribile kintir, il mio clitoride, dovesse un giorno crescere tanto da penzolarmi tra le gambe. Mi afferrò e mi bloccò la parte superiore del corpo. Altre due donne mi tennero le gambe divaricate. L'uo [continua...]
Fedor Dostoevskij, "Memorie dal sottosuolo"
Vedete: la ragione, signori, è una bella cosa, è indiscutibile, ma la ragione non è che la ragione e non soddisfa che la facoltà raziocinativa dell'uomo, mentre il volere è una manifestazione di tutta la vita, cioè di tutta la vita umana, con la ragione e con tutti i pruriti. E sebbene la nostra vita, in questa manifestazione, riesca sovente una porcheriola, pur tuttavia è la vita, e non è soltant [continua...]
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
perché non ci comportiamo tutti come fratelli? Perché anche l'uomo migliore è come se nascondesse sempre qualcosa all'altro e gli tacesse qualcosa? Perché non dire subito, direttamente, quel che si ha nel cuore, se sai che non parlerai al vento? Altrimenti ognuno appare più severo di quanti in effetti sia, come se tutti temessero di offendere i propri sentimenti palesandoli molto velocemente...
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
quanto rendono meravigliosa una persona la gioia e la felicità! Come ferve un cuore innamorato! Sembra che tu voglia riversare tutto il tuo cuore in un altro cuore, vuoi che tutto sia allegro, che tutto rida. E quanto è contagiosa questa gioia!
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! È forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Sono completamente senza una storia. Come si dice da noi, ho vissuto per me stesso, cioè completamente solo...
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile l [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
L'attentato più sconvolgente si è verificato in giugno nella città di Quetta, dove un attentatore suicida si è fatto esplodere in un autobus con quaranta ragazzine dirette al loro college femminile. Ben quattordici di loro hanno perso la vita. Poi gli attentatori hanno seguito le studentesse ferite fino in ospedale e hanno aperto il fuoco sulle infermiere
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
E' come quando si pianta un albero e lo si coltiva: si ha il diritto di sedere alla sua ombra.
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Papà era molto arrabbiato. "Proprio come si dice che nim hakim khatrai jan, un mezzo dottore è un pericolo per la vita, potremmo dire che nim mullah khatrai iman, un mullah che non abbia studiato abbastanza è un pericolo per la fede", commentò. Io sono orgogliosa che il nostro paese sia stato creato per essere la prima nazione musulmana al mondo, ma penso che ancora non ci siamo messi d'accordo s [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
C'è un altro problema, ancora più grande. I talebani erano una creatura dei nostri servizi segreti. Molti funzionari dell'ISI erano vicini ai loro leader in quanto li conoscevano da anni e condividevano in parte le loro posizioni. [...] Noi non eravamo sostenitori dei talebani perché avevamo sentito dire che distruggevano le scuole femminili e avevano fatto saltare in aria gli antichi Buddha gigan [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Il nostro popolo ha molti detti e proverbi, uni dei quali recita: "Il sasso del pashtun non arruginisce nell'acqua", come a dire che nessuno di noi dimentica né perdona. E' per questo che non usiamo quasi mai la parola per dire grazie, manana, perché si dà per scontato che un pashtun non dimenticherà mai un gesto di cortesia e prima o poi lo ricambierà, così come ricambierà il male ricevuto. Una g [continua...]
Malala Yousafzai, "Io sono Malala"
Il nostro padre fondatore, Jinnah, diceva sempre: "Nessuna lotta può concludersi vittoriosamente se le donne non vi partecipano al fianco degli uomini. Al mondo ci sono due poteri: quello della spada e quello della penna. Ma in realtà ce n'è un terzo, più forte di entrambi, ed è quello delle donne".
Mark Owen, "No Easy Day"
Vorrei essere chiaro: non ritengo che quella sia la mia storia. Fin dal principio, volevo raccontare come sono andate davvero le cose nel raid e mostrare quali sacrifici hanno affrontato i SEAL al comando. Ho usato la mia vita solo come mezzo per descrivere cosa significhi appartenere a un'unità speciale di quel tipo.Io non sono unico o speciale, e mi auguro che le mie esperienze siano intese per [continua...]
Mark Owen, "No Easy Day"
Tutti sapevamo che questa missione era più grande di noi, e anche della politica. I vertici civili e militari ne avrebbero probabilmente tratto dei benefici, ma questo non diminuiva il nostro desiderio di entrare in azione. Così andavano sempre le cose. La ricompensa, per noi, era poter svolgere il lavoro, e non avremmo desiderato nient'altro.
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
«Conosci qualche storia?» gli chiese un giorno Thelma. «Conosco la storia del lupo» rispose Bruce. - «Il Lupo e la nonna?». - «No», disse, «il lupo bianco e nero. Stava arrampicato su un albero e si lasciava in continuazione cadere sugli animali del fattore. Finché un giorno il fattore radunò tutti i suoi figli e tutti gli amici dei suoi figli, perché restassero lì tutti in attesa che il lupo bian [continua...]
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
A volte ciò che ti guarda dagli occhi di una persona è qualcosa che è già morto, forse sin dall'infanzia. Quella cosa morta lì dentro continua a guardare. Non è soltanto il corpo che ti guarda con niente al suo interno; c'è qualcosa lì dentro ma è una cosa morta, e semplicemente continua a guardare e a guardare, senza riuscire a smettere di farlo.
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
Gli prese la mano e gliela strinse, trattenendola un po' nella sua; e poi, d'improvviso, la lasciò ricadere. Ma la sensazione di quel reale contatto con lei indugiò nel suo cuore. Quel contatto rimase. In tutti quegli anni della vita che sarebbero sopraggiunti, quei lunghi anni senza di lei, senza poterla vedere o soltanto poter sentire o sapere di lei, se fosse viva o addirittura felice o morta o [continua...]
Philip K. Dick, "Un oscuro scrutare"
Strano come un delirio persecutorio riesca di tanto in tanto a incontrare, per quanto brevemente, la realtà.
Fedor Dostoevskij, "Le Notti Bianche"
Quanto più siamo infelici, tanto più profondamente sentiamo l'infelicità degli altri; il sentimento non si frantuma, ma si concentra.
Primo Levi, "Se questo è un uomo"
A poco a poco prevale il silenzio, e allora, dalla mia cuccetta che è al terzo piano, si vede e si sente che il vecchio Kuhn prega, ad alta voce, col berretto in testa e dondolando il busto con violenza. Kuhn ringrazia Dio perché non è stato "scelto". Kuhn è un insensato. Non vede, nella cuccetta accanto, Beppo il greco che ha vent'anni, e dopodomani andrà al gas, e lo sa, e se ne sta sdraiato e g [continua...]
Orson Scott Card, "Il gioco di Ender"
— La cosa ha anche altre sfaccettature. Stando qui, da solo e coi lussi dell'ozio, ho potuto anche riflettere su me stesso. E sul perché odio tanto me stesso. — No, Ender... non devi. — Non dirmi che non devo. Ci ho messo molto a capire che era così, e credimi, mi odiavo. Mi odio. E sono arrivato a intuire questo: nel momento in cui io capisco davvero il mio avversario, abbastanza profondame [continua...]
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
- Che cosa guardi con tanta forza, papà? - - Sto cercando logica e buon senso terrestri, buon governo, pace e senso di responsabilità, sempre terrestri. - - Tutte queste cose sono là, sulla Terra? - - No, non ce le ho trovate. Non ci sono più. Forse non vi ritorneranno nemmeno più. Forse ci siamo illusi che vi siano state un tempo. -
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
C'era una bianca cittadina silente sulla riva dell'estinto mare marziano. Era deserta. Nessuno vi si muoveva. Luci solitarie ardevano nelle botteghe per tutto il giorno. Le porte dei negozi erano aperte, come se la gente fosse improvvisamente partita, dimenticandosi di usare le chiavi. Riviste, portate dalla Terra sul razzo argenteo un mese prima, palpitavano al soffio del vento, intatte, già ingi [continua...]
Cormac McCarthy, "Il Buio Fuori"
Scese su di lui la notte lunga e fredda, attraverso i boschi, e una quiete spettrale. Come se anche i grilli e gli uccelli notturni vivessero nel terrore ... gli alberi iniziarono a chiudersi intorno a lui, forme maligne e funeste si sviluppavano come enormi androidi, evocati dall'inconsistenza aliena di queste carni in collisione tra di loro.
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
L'animale non cerca di capire la vita. La sua stessa ragione di vivere è la vita; esso gode e gusta la vita.
Ray Bradbury, "Cronache Marziane"
Un'intera civiltà distrutta da avidi e devoti bigotti. La storia non perdonerà mai Cortez.
Charles Henneberg, "La nascita degli Dei"
Ah! Se io fossi stato Omero, Dante, Milton, i creatori dei miti, avrei popolati i boschi di Fauni e le sorgenti di Naiadi... Ma tu, e quelli come te, avete segato le foreste... e le sorgenti non servono più che a far funzionare le turbine. Meglio la morte, il tormento, meglio ogni altra cosa, piuttosto che questa esistenza sterile! Eppure io temo la morte. Questo mio corso ignobile conosce fin tro [continua...]
Charles Henneberg, "La Nascita degli Dei"
Repentina, come un cataclisma, la guerra si era abbattuta sul mondo; e non era stato quel genere di guerra che gli uomini si aspettavano. Nessuna nave spaziale aveva avuto il tempo di lanciarsi verso gli spazi; nessun missile nucleare aveva potuto partire dalla sua rampa di lancio. Così, semplicemente, improvvisamente, in pieno giorno, il cielo si era fatto di un verde livido, malato, poi s'era ri [continua...]
Arthur C. Clarke, "La città e le stelle"
Alvin era uno spirito inquieto, un esploratore alla ricerca di un tesoro perduto. Raramente questi esseri trovano quello che cercano, più raramente ancora il coronamento dei loro sforzi porta loro la sognata felicità.
Arthur C. Clarke, "La città e le stelle"
Una specie veramente intelligente dovrebbe essere socievole.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Nei cieli possono rifulgere visioni mirabili, la galassia può ardere delle abbaglianti luci delle stelle esplose, ma l'uomo continua ad occuparsi dei fatti suoi con sublime indifferenza.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Era stato travolto dal fascino mortale della guerra. Qualunque cosa se ne possa dire, negli uomini c'è una tendenza fatale che fa battere forte il cuore allorché si vedono le bandiere garrire al vento e si sente la musica antica dei tamburi.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
La storia non si ripete mai, tuttavia si ripetono le situazioni storiche.
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
L'inquietudine che lo aveva spinto a vagare sulla faccia del globo, che lo aveva spinto a valicare i cieli e a scandagliare i mari, non gli avrebbe mai dato requie finché c'erano la luna e i pianeti a chiamarlo attraverso gli abissi dello spazio. (Intende: l'uomo)
Arthur C. Clarke, "Ombre sulla Luna"
Le ricerche scientifiche erano la linfa vitale della civiltà e costituivano l'unico investimento che avrebbe sicuramente pagato i dividendi per tutta l'eternità.
Alfred de Vigny, "Stello"
...dal giorno in cui egli seppe leggere fu Poeta, e d’allora appartenne alla razza sempre maledetta dalle potenze della terra…
Ray Bradbury, "Paese d'Ottobre"
... paese dell'anno che volge sempre alla fine. Paese con alture di caligine e fiumi di foschia; dove i meriggi fuggono, i vespri e gli albori indugiano e le notti rimangono. Paese fatto più che altro di cantine, cellieri, carbonaie, soffitte, credenze, sgabuzzini, tutti sul lato opposto al sole. Paese di gente autunnale, con pensieri soltanto autunnali, il cui passo di notte sui marciapiedi ha su [continua...]
James Graham Ballard, "Terra Bruciata"
La siccità che affliggeva il mondo ormai da cinque mesi era conseguenza della mancanza d'acqua che negli ultimi lustri aveva torturato sempre più estese zone della Terra. [...] I quattro milioni e mezzo di chilometri quadrati irrigati dal Rio delle Amazzoni si erano ridotti a meno della metà. Decine dei suoi affluenti si erano inariditi completamente, e ricognizioni aeree avevano mostrato che l [continua...]
Johann Wolfgang von Goethe, "Le Affinità Elettive"
Abbiamo commesso una pazzia: ora lo vedo fin troppo bene. Chi, giunto ad una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell'uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall'illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia. Do [continua...]
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
La prima volta il mio bisogno di finire il lavoro era travolgente: volevo completare il giro. Ma non è più questo l'imperativo che mi porta avanti. E' vero che ho un obbligo nei confronti di tutti quelli che mi hanno sostenuto, ma non è questo che mispinge. La gamba rotta sarebbe bastata per tirarmi fuori dai guia, se avessi voluto. Dunque non è oer divertimento. E non per i soldi (quali soldi, po [continua...]
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
Il mio primo incontro coi popoli tribali del deserto sudanese, nel 1973, era stato una rivelazione. Ero rimasto impressionato dalla loro lucidità, dignità e integrità. [...] Durante quel viaggio idilliaco nel deserto mi pareva di aver capito l'Islam molto meglio di prima. Essendo ateo, tendo a giudicare le religioni più che altro dal comportamento dei loro adepti, ed ero profondamente impressionat [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Viaggiando da un paese all'altro, da un posto all'altro, erano trascorsi diciassette mesi. I cambiamenti, i passaggi erano stati molto graduali e così ogni cosa mi era sembrata perfettamente naturale, osservata nel suo contesto. L'europeo con la sua filosofia politica, il siriano con la sua latta di benzina, l'afghano con il suo fucile, il cinese con il suo aratro e la sua strada: ciascuno di loro [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Erano gli arabi erranti, membri della grande tribù degli uomini che dedicano la loro vita al trasporto delle merci, per terra e per mare. Poco più che nomadi, nutrono un profondo disprezzo per chi dimora in paesi e città, e ancora oggi il loro motto è Solo il somaro vive al riparo.
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Alla fine mi misero a disposizione un'ottima stanza con un bel camino al Razmak Club. Non poteva mancare un Razmak Club! Ovunque ci sia un inglese c'è anche un club. Scommetto che se tre inglesi facessero naufragio su un'isola deserta, due formerebbero un club e il terzo ne sarebbe fuori.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Dal principio alla fine io non trovai estranei. Se li avessi trovati, forse sarei riuscito a parlarne con maggiore obiettività. Ma questa è la mia gente, e questo è il mio paese. Se trovai cose da criticare, da deplorare, erano cose, tendenze, presenti anche in me. Se dovessi confezionare una conclusione inattaccabile e immacolata, direi così: nonostante la nostra enorme portata geografica, nonost [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Mi chiedo perché il progresso somiglia tanto alla distruzione.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
[...] quello che fa un mucchio delle proprie frustrazioni e le fa portare in giro dal suo cane. Un simile amatore di cani parla un gergo infantile con bestie adulte e assennate, attribuisce loro le proprie balordaggini fino a che il cane diventa un alter ego. Gente simile, sembra a me, in quel che immagina essere bontà, è capace di infliggere torture lunghe e durevoli a un animale, negandogli tutt [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Un animale ammalato è veramente inerme, e lo si sente. Non riesce a spiegare quello che prova, anche se è vero che non sa mentire, inventare i propri sintomi, abbandonarsi ai piaceri dell'ipocondria.
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché come può un uomo riconoscere il colore nel verde perpetuo? Che bene è il caldo, senza un freddo che gli dia dolcezza?
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Perché io ho sempre vissuto in maniera violenta, bevuto moltissimo, mangiato troppo oppure nulla, dormito dodici ore filate oppure perse due notti di sonno, lavorato troppo sodo e troppo a lungo per la gloria, oppure oziato per qualche tempo in un'estrema pigrizia. Ho tirato, spaccato, alzato, salito, fatto all'amore con gioia e accettati i doposbornia come una conseguenza e non come un castigo. N [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Per molti anni ho viaggiato in molte parti del mondo. In America, io vivo a New York, capito a Chicago o a San Francisco. Ma New York non è America, allo stesso modo in cui Parigi non è Francia e Londra non è Inghilterra. Così scoprii che non conoscevo il mio paese. Io, scrittore americano, che scrive sull'America, lavoravo a memoria, e la memoria è, al meglio, una cisterna fallosa e contorta. Io [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Quando ero giovane e avevo in corpo la voglia di essere da qualche parte, la gente matura m'assicurava che la maturità avrebbe guarito questa rogna. Quando gli anni mi dissero maturo, fu l'età di mezzo la cura prescritta. Alla mezza età mi garantirono che un'età più avanzata avrebbe calmato la mia febbre. E ora che ne ho cinquantotto sarà forse la vecchiaia a giovarmi. Nulla ha funzionato. Quattro [continua...]
John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Tornai nella mia stanzetta pulita. Non bevo mai da solo. Non è molto divertente. E non credo che lo farò mai, se non quando sarò un alcolizzato. Ma quella notte tirai fuori dalla mia riserva una bottiglia di vodka e la portai nella mia cella. Nel bagno due bicchieri da acqua stavano sigillati in un sacchetto di cellofan con le parole: «Questi bicchieri sono sigillati per vostra sicurezza». Sulla c [continua...]

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima