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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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Jean-Pierre Valentin, "Il mormorio delle dune. Piccolo elogio del deserto"
Di cosa sarà fatta l’umanità quando non ci saranno più nomadi che camminano?
Jack Kerouac, "Un mondo battuto dal vento: i Diari"
Oh, venti poderosi, che schiantate i rami novembrini! Il placido sole splendente, non toccato dalle furie della terra, abbandona il mondo all’oscurità, al selvaggio oblio e alla notte, mentre gli uomini tremano nei loro cappotti e si affrettano a tornare a casa. Poi le luci di casa scintillano in quelle profondità desolate. Eppure ci sono le stelle! Alte e luccicanti in un firmamento spirituale. N [continua...]
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 2: Il Canto della Pianura"
Questo libro è per chi ama spostarsi solo con il pensiero, meglio se in poltrona e sotto una coperta a scacchi rossi e blu, per chi riesce a sentirsi a casa anche solo con una finestra aperta sul cielo, per chi cerca su google maps i luoghi dei libri, meglio se immaginari, e per chi ha deciso di affidarsi al tempo, nella convinzione che lo spazio possa sempre tradirlo.
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 1: Benedizione"
Questo libro è per chi ama rileggere i classici, e vorrebbe perdersi negli sconfinati spazi della pianura americana, per chi desidera un cappello da cowboy anche se forse non lo indosserà mai, per chi nutre una sorta di fiducia razionale nel genere umano e crede che le verità gridate siano sempre meno vere di quelle suggerite con pudore.
Kent Haruf, "Plainsong Trilogy 3: Crepuscolo"
Questo libro è per chi ama guardare la danza delle candele sul muro, per chi ascolta la "Pastorale" di Beethoven, per chi ricorda quando da bambini ci si arredava una stanza con tutto quello che si trovava in giro, e per chi è rimasto solo, al freddo, per tanto tempo e oggi ha deciso di rimettersi in gioco e correre il rischio di diventare una persona diversa.
Patrick Modiano, "Via delle Botteghe Oscure"
La maggior parte, anche da vivi, non avevano più consistenza di un vapore destinato a non condensarsi mai. Hutte mi citava l'esempio di un tale che chiamava "l'uomo da spiaggia". Costui aveva passato quarant'anni della sua vita sulle spiagge o ai bordi delle piscine a conversare amabilmente con villeggianti e ricchi sfaccendati. Negli angoli e sugli sfondi di migliaia di fotografie di vacanze, lo [continua...]
Ted Simon, "L'eredità di Jupiter"
Il senso di nausea stava passando. Dovevo ringraziare la motocicletta. Non ci si immaginerebbe mai che stare seduti sulla sella nella stessa posizione per ore e ore offra molto esercizio fisico. Si potrebbe pure pensare a una forma opprimente e costipata di inattività, incline a scuotere le vertebre in maniera malsana, invece, strano a dirsi, ha l'effetto opposto. Tutti i muscoli sono in costante, [continua...]
Carlo Cassola, "Un cuore arido"
Bisognerebbe non conoscerlo mai, l'amore. Continuare a sperarci... Ma che non venisse mai.
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Per me esplorare era un'avventura personale. Non andavo nel deserto arabo per raccogliere piante o per fare una mappa; cose del genere erano accidentali. Nel mio intimo sapevo che scrivere o perfino parlare dei miei viaggi significava sminuirne la portata. Volevo trovare la pace nell'asprezza dei viaggi nel deserto e nella compagnia della gente che lo frequentava. Mi ero proposto una meta in quest [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Per anni l'Empty Quarter aveva rappresentato per me la sfida estrema e invincibile del deserto. Adesso l'avevo attraversato, e la ricompensa era una bevuta d'acqua pulita e quasi insapore. Questo mi bastava.
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Mi arrampicai in cima alla duna e mi stesi pacificamente al sole, centoventi metri al di sopra del pozzo. Il desiderio di intimità è qualcosa che i bedu non comprenderanno mai; è qualcosa verso cui proveranno sempre un'istintiva diffidenza. Mi è stato spesso domandato dagli inglesi se mi fossi mai sentito solo nel deserto, e mi sono chiesto quanti minuti ho passato da solo negli anni in cui vi ho [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Le civiltà si susseguirono, sorgendo e decadendo, attorno ai margini del deserto: i Minei, i Sabei, e gli Himariti dell'Arabia meridionale; l'Egitto del faraoni; Sumeria, Babilonia e Assiria; gli ebrei, i genici; i greci e i romani; i persiani; l'impero musulmano degli arabi e infine dei turchi. Durarono qualche centinaio o migliaio d'anni e svanirono; si svilupparono nuove razze e poi scomparvero [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Come ci alzammo per andare via ci si avvicinò un vecchio. Bofonchiò un saluto e noi rispondemmo. Rimase immobile a guardarmi, strizzando gli occhi. Si fermò a guardarmi per un certo tempo e poi bofonchiò di nuovo: "Sono venuto per vedere il cristiano". Mentre mi scrutava coi suoi occhi velati, mi chiesi che cosa vedesse questo vecchio i cui antenati erano nominati nella Genesi. Forse oscuramente e [continua...]
Howard Phillips Lovecraft, "L'Orrore di Dunwich"
Non si deve pensare che l'uomo sia stato il primo o che sarà l'ultimo dei padroni della Terra. Quelli-di-Prima erano, Quelli-di-Prima sono, Quelli-di-Prima saranno. Oggi non sono negli spazi che conosciamo, ma tra gli spazi. Essi avanzano sereni e primitivi ed a noi invisibili. Yog-Sothoth conosce la porta. Yog-Sothoth è la porta. Yog-Sothoth è la chiave ed il guardiano della porta. Passato, prese [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Oh, Luna! Sei sempre stata al mio fianco, illuminandomi nei momenti più difficili; fin dalla mia infanzia sei stata il mistero che ha vegliato sul mio terrore, la consolazione nelle notti più disperate, sei stata mia madre e mi hai circondato di un calore che forse lei non seppe mai darmi; nei boschi, nel mare, nei posti più tenebrosi; c'eri sempre tu, mia compagna; eri la mia consolazione; la mia [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
A distanza di dieci anni da allora, dalla partenza da Cuba, mi rendo conto che per un esule non esiste un posto giusto in cui vivere. Non esiste perché il posto dove abbiamo sognato, abbiamo scoperto un paesaggio, abbiamo letto il nostro primo libro, abbiamo avuto la nostra prima avventura sentimentale, è sempre presente nei nostri sogni; in esilio non si è che fantasmi, ombre di qualcuno che non [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Cuba era sempre sfuggita alla realtà grazie alla satira e alla burla. Ma con Fidel Castro il senso dell'umorismo era andato via via scomparendo, fino ad essere poribito; così il popolo cubano perse una delle poche possibilità che aveva di sopravvivere. Negandogli il riso, gli tolsero il senso profondo delle cose. Sì, le dittature sono pudiche, becere, e assolutamente noiose.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Io direi piuttosto che colui che persegue la bellezza viene, presto o tardi, distrutto. L'umanità non tollera la bellezza, forse perché non può vivere senza di essa. L'orrore della bruttezza avanza ogni giorno a passi sempre più veloci.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Perché la stragrande maggioranza del popolo e gli intellettuali non si resero conto del fatto che stava incominciando una nuova tirannide, più sanguinosa ancora della precedente? Forse ce ne rendemmo conto, ma la gioia di sapere che si viveva un rivoluzione, che una dittatura era stata abbattuta e che era giunto il momento di vendicarsi, era più grande delle ingiustizie e dei crimini che venivano [continua...]
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
Chi promuove il dialogo con Castro ben sapendo (come tutti sanno) che non lascerà il potere con le buone e che non gli serve altro che una tregua e un aiuto economico per diventare più forte, è colpevole come gli sbirri che torturano e assassinano il popolo o anche di più, perché a Cuba si vive nel più assoluto terrore. Fuori, per lo meno, si può scegliere una certa dignità politica.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
La bellezza per la bellezza è pericolosa per ogni dittatura, perché essa implica un ambito che va oltre i limiti che la dittatura assegna agli esseri umani; il suo territorio sfugge al controllo della polizia di regime che non può, pertanto, regnarvi.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
E adesso all'improvviso Luna ti frantumi sul mio letto. Ormai sono solo. È notte.
Reinaldo Arenas, "Prima che sia notte"
La differenza fra il sistema comunista e quello capitalista, è che se ti danno un calcio in culo, sotto un sistema comunista devi applaudire, sotto il capitalismo puoi gridare; io sono venuto qui a gridare.
Aleksandr Puskin, "Evgenij Onegin"
Chi ha vissuto e pensato, questi non può nella sua anima non disprezzare gli uomini.
Philip Roth, "Pastorale Americana"
La gente pensa che la storia abbia il respiro lungo, ma la storia, in realtà, ti si para davanti all'improvviso.
Mark Twain, "Wilson lo zuccone"
Se siete arrabbiati, contate fino a quattro. Se siete molto arrabbiati, bestemmiate.
Howard Phillips Lovecraft, "Supernatural Horror in Literature"
Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto.
Richard Ford, "Rock Springs"
Poi pensai alla boxe e a quello che sulla boxe mi aveva insegnato mio padre. A stringere bene i pugni. A mettere nel pugno tutta la forza della spalla e a non colpire mai indietreggiando. A colpire portando il pugno all'interno, e a tenere giù il mento e ad avvicinarsi all'avversario mentre cade per poterlo colpire di nuovo. E, cosa importantissima, a tenere gli occhi aperti quando colpisci al vis [continua...]
Arthur C. Clarke, "Preludio allo Spazio"
Stiamo per conquistare la libertà dell'intero Universo e tutto ciò che questo implica. Non penso che possa essere valutato in cifre di sterline o dollari. Alla lunga la conoscenza paga sempre in moneta sonante, ma qui andiamo assolutamente al di là di ogni prezzo.
Douglas Adams, "Guida Galattica per gli Autostoppisti"
Be, c'è questo Dio, il vostro Dio, che piazza un melo in mezzo al giardino e dice: "ragazzi, fate quello che volete, ma non mangiate le mele". Caso straordinario, loro addentano una mela, ed ecco che lui ti salta fuori da dietro un cespuglio gridando: "Vi ho beccati, vi ho beccato!". Non avrebbe fatto molta differenza se non avessero mangiato la mela. Perché no? Perché quando hai a che fare [continua...]
Poul Anderson, "Le Nevi di Ganimede"
Hybris, Nemesis, Ate. Così gli antichi greci avevano chiamato l'orgoglio, il destino e la caduta degli uomini. E' una formula che si è sempre ripetuta, nel corso della storia.
Philip José Farmer, "Il tempo dell'Esilio"
Tu cosa avresti pensato, a questo punto? Ma certo... la risposta è una sola. Ogni uomo e ogni donna rimasti in vita dovrebbero pensare a una cosa, e a una cosa soltanto... perpetuare la specie. Penseresti che ogni individuo dimenticasse la sua nazionalità, le sue idee politiche, le differenze ideologiche, perfino i conflitti più antichi e radicati nell'animo umano. Che ogni individuo dicesse ai su [continua...]
Philip José Farmer, "Il tempo dell'Esilio"
Gli Stati Uniti d'America sono una Repubblica Socialista Sovietica, mentre metà del mondo ruota intorno all'Asse dominato dall'Argentina, dove una dittatura militare tenta d'impadronirsi del mondo intero. La Luna è una colonia sovietica, Marte è occupato dai soldati dell'Asse. Il Papa viene ospitato su Marte, ossequiato formalmente, ma sorvegliato a vista. Alla distruzione dello stato di'Israele s [continua...]
Bill Bryson, "Una passeggiata nei boschi"
Lo so che non dovrei bere, disse Kats, ma io adoro bere. Non ci posso fare nulla. Ne vado pazzo, Bryson. Adoro il sapore dell'alcol, adoro il ronzio in testa che ti viene dopo un paio di bicchieri, adoro l'odore e l'atmosfera dei bar. Mi mancano le barzellette sconce, il suono delle palle da biliardo, la luce bassa e bluastra dei bar la sera.
Bill Bryson, "Una passeggiata nei boschi"
Mi confortai al pensiero che perlomeno avevo ancora la ragione. O perlomeno così mi sembrava. Presumibilmente una persona in stato confusionale non riuscirebbe a capire di essere in stato confusionale. Per cui se uno sa di non essere in stato confusionale, significa che non lo è, a meno che, mi venne improvvisamente in mente - e quel pensiero mi atterrì - a meno che persuadere se stessi di non ess [continua...]
Bill Bryson, "Una passeggiata nei boschi"
Non è che io sia mai andato pazzo per i siti di battaglie. Si, certo, in linea teorica è interessante sapere che la batteria del capitano Poague si sistemò proprio in quel punto mentre le truppe del colonnello Grigsby erano disposte in ordine sparso proprio laggiù, ma al fondo resta il fatto irrefutabile che si tratta di nient'altro che di un pezzo di prato su una collina qualunque del West Virgin [continua...]
Timur Vermes, "Lui è tornato"
La compassione non mi è sconosciuta. Un autentico Fuhrer patisce insieme ai suoi connazionali come se ognuno fosse figlio suo. Tuttavia, la pietà non ha ancora mai aiutato nessuno.
Timur Vermes, "Lui è tornato"
Molto intelligentemente, si era pensato bene di piazzare lo stato ebraico tra la popolazione araba, così che per decenni e decenni entrambe le parti sarebbero state occupate a combattersi a vicenda, senza tregua.
Timur Vermes, "Lui è tornato"
Rimasi a bocca aperta. La Provvidenza aveva donato al popolo tedesco un grandioso, meraviglioso strumento di propaganda e qualcuno lo sprecava divagando sulle rondelle di porro. Ero talmente furibondo che avrei voluto gettare l'apparecchio dalla finestra.
Timur Vermes, "Lui è tornato"
Ma si sa, quale considerazione meritino i nostri giornali. Il sordo scrive quello che gli riferisce il cieco, lo scemo di turno corregge e i colleghi delle altre testate copiano.
Robert Macfarlane, "Le antiche vie. Un elogio del camminare"
Pensai che i cacciatori di Guga, quando ogni se ne andavano da Sula Sgheir, lasciavano in cima all'isola le ali amputate della sule uccise, quattromila ali di duemila uccelli, e che quindi, all'arrivo della prima grande tempesta d'autunno migliaia di quelle ali mozze dovevano sollevarsi da terra, dando l'impressione a chi guardasse la scena dal mare che la rupe stessa cercasse di alzarsi in volo: [continua...]
Jon Krakauer, "Aria Sottile"
A cavalcioni del tetto del mondo, con un piede in Cina e l'altro in Nepal, ripulii la maschera dell'ossigeno dal ghiaccio che vi si era condensato sopra e, sollevando una spalla per ripararmi dal vento, abbassai lo sguardo inebetito sull'immensa distesa del Tibet. A un certo livello, con distacco, comprendevo che la curvatura dell'orizzonte terrestre che s'inarcava ai miei piedi era uno spettacolo [continua...]
Jon Krakauer, "Aria Sottile"
Arrivai ben presto a capire che scalare l'Everest non aveva nulla a che fare con l'alpinismo, era innanzitutto una questione di resistenza al dolore. [...] Mi colpì l'idea che probabilmente la maggior parte di noi inseguiva soprattutto qualcosa di simile a uno stato di grazia.
Jon Krakauer, "Aria Sottile"
La trasformazione della cultura del Kumbu non avviene certo in meglio, ma non ho sentito molti sherpa lamentarsene. La valuta portata da trekker e scalatori, oltre ai finanziamenti delle organizzazioni internazionali di soccorso da questi sostenute, sono stati utilizzati per fondare scuole e cliniche mediche, per ridurre la mortalità infantile, per costruire passerelle sui fiumi e portare l'energi [continua...]
Cheryl Strayed, "Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita"
Il fatto che se ne andassero mi fece sentire malinconica, anche se quando scomparvero tra gli alberi provai qualcosa di simile al sollievo. Non dovevo tirar fuori niente dallo zaino, era una scusa; volevo solo stare da sola. La solitudine era sempre stata un luogo reale per me, come se fosse una stanza dove potevo rifugiarmi per essere davvero me stessa. La solutidine radicale del PCT aveva modifi [continua...]
Muriel Barbery, "L'eleganza del riccio"
Nella nostra società essere povera, brutta e per giunta intelligente condanna a percorsi cupi e disillusi a cui è meglio abituarsi quanto prima. Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. E l'intelligenza non sembra più una giusta compensazione delle cose, una sorta di riequilibrio che la natura offre ai figli meno privilegiati, ma solo un superfluo gingillo che aumenta il valore del gi [continua...]
Muriel Barbery, "L'eleganza del riccio"
"Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito?
Cheryl Strayed, "Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita"
Non sapevo come fossi arrivata a ritenere normale vivere all’esterno, dormire per terra in una tenda tutte le notti e camminare da sola nella natura selvaggia tutto il giorno quasi ogni giorno, ma era così. Era la prospettiva di non farlo a terrorizzarmi.
Cheryl Strayed, "Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita"
La solitudine era sempre stata un luogo reale per me, come se fosse una stanza dove potevo rifugiarmi per essere davvero me stessa. La solitudine radicale del PCT aveva modificato quella mia percezione. la solitudine non era più una stanza, ma il mondo intero e adesso ero sola in quel mondo, e lo abitavo in un modo del tutto nuovo per me.
François Mauriac, "Groviglio di Vipere"
Non sappiamo quel che desideriamo, non amiamo quel che crediamo di amare.
Wilfred Thesiger, "Quando gli arabi vivevano sull'acqua"
Con certi uomini si riesce a instaurare un rapporto aiutandoli a uccidere qualcosa.
Giorgio Bettinelli, "Rhapsody In Black"
O si fuma come si deve, mi sembra, o si smette di fumare.
Pep Subiròs, "La Rosa del Deserto"
Le hasard est toujours mieux qu'un rendez-vous.
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di Solitudine"
Non si muore quando si deve, ma quando si può.
Charles Bukowski, "Factotum"
La mia anima strafogata di birra è più triste di tutti gli alberi di Natale morti del mondo.
Fedor Dostoevskij, "I Fratelli Karamazov"
Si convinceranno pure che non potranno mai nemmeno esser liberi, perché sono deboli, viziosi, inetti e ribelli.
Beppe Donazzan, "Dakar: L'inferno nel Sahara"
Claude e Bernard Marreau, amore per l'Africa di lunga data. Nel 1971, infatti, partirono da Città del Capo a bordo di una Renault R12 Gordini e raggiunsero Algeri. Percorsero 15.432 chilometri in 8 giorni, 22 ore e 22 minuti. Da Guinness. Nella prima edizione del 1979 si presentarono al via con una Renault 4L, utilitaria da città, una tuttofare, non certamente il top per affrontare il Sahara. F [continua...]
Beppe Donazzan, "Dakar: L'inferno nel Sahara"
Thierry Sabine sentì il rumore di un aereo. Che lo localizzò, che si abbassò. Ai comandi Jean-Michel Sinet, uno della "banda" di Bertrand, motard, avventuriero, tutti della stessa pasta. Gli lanciò acqua e viveri. Era salvo. Passò un'altra notte al freddo. Ma il timore di morire era scomparso. All'indomani arrivò un fuoristrada a prelevarlo. Era il 14 gennaio 1977. «Tutto quello che vivra [continua...]
Theresa Wallach, "The Rugged Road"
Quando vidi per la prima volta una motocicletta, ricevetti un messaggio da lei. Fu come una scossa, come quando scoppiamo in lacrime ascoltando una canzone o restiamo rapiti di fronte a un dipinto. Il motociclismo è per me il mezzo per raggiungere tutto ciò che c'è di significativo nella vita. E' un'arte.
Theresa Wallach, "The Rugged Road"
Alcuni ritengono che la moto sia un rischio. Certo guidandola si cade, ma come si cade a piedi, da cavallo o dalla bicicletta, spesso per errore o disattenzione. La moto è un mezzo sicuro e utile, economico e piacevole da possedere, e pensarla in maniera diversa è folle quanto dubitare dell'utilità di un muro di mattoni.

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