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AUTORE: Jonathan Safran Foer

TRATTO DA: Se niente importa


"Il peggio arrivò verso la fine. Moltissime persone morirono proprio alla fine, e io non sapevo se avrei resistito un altro giorno. Un contadino, un russo, Dio lo benedica, vide in che stato ero, entrò in casa e ne uscì con un pezzo di carne per me". "Ti salvò la vita". "Non lo mangiai [...] Era maiale. Non ero disposta a mangiare maiale". "Perché? [...] Perché non era kosher?". "Certo". "Ma neppure per salvarti la vita?". "Se niente importa, non c'è niente da salvare".
Categoria: NARRATIVA

COMMENTO ALLA CITAZIONE:

Il passo è un ricordo di un dialogo tra l'autore stesso e sua nonna, sopravvissuta all'olocausto. Il libro è un'analisi degli allevamenti intensivi di animali, indagine dopo la quale l'autore è diventato vegetariano. Il punto che probabilmente vuole essere sottolineato e insegnato dalla nonna è: se non c'è più valore nella vita, c'è ancora una vita da salvare? Tuttavia ammetto che sono confuso perché ho anallizzato la storia e non ne trovo, in realtà, un senso. Ipotizzando parli della religione, ovvero dell'identità ebrea, se non c'è più questa da salvare, allora perché non mangiare la carne non kosher? Se invece non la mangi, è implicito che l'identità c'è ancora. Non c'è dubbio, però, che il problema principale siano le cesure (ho preso la citazione da Wikipedia) che la privano del necessario contesto.
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