Condividi su Facebook | Commenta

Citazioni, aforismi, motti celebri da libri o recuperati

Scegli e filtra una CATEGORIA: TUTTE Bostro Filosofia Motto Narrativa Scienze
CONSULTA L'ELENCO DI TUTTI GLI AUTORI DI CITAZIONI, AFORISMI, MOTTI

RICERCA per autore/libro/citazione:

Ti senti fortunato? Leggi una citazione casuale

Ishmael Beah, "Memorie di un soldato bambino"
Gli sparai nei piedi e restai a guardarli soffrire per un giorno intero, prima di ammazzarli con un colpo in testa perché smettessero di piangere. Li fissavo negli occhi, e prima di premere il grilletto li vedevo rinunciare a ogni speranza e irrigidirsi. Trovavo irritanti i loro sguardi tristi.
Categoria: Narrativa
Ishmael Beah, "Memorie di un soldato bambino"
Il caporale diede il via con un colpo di pistola, io afferrai la testa dell'uomo e gli tagliai la gola con un solo gesto fluido. Il pomo d'Adamo cedette subito alla lama affilata, e non mi restò che girare la baionetta dalla parte zigrinata per estrarla. L'uomo rovesciò gli occhi e guardò fisso nei miei, prima di immobilizzarsi in un'espressione di terrore, come se lo avessi colto di sorpresa, per [continua...]
Categoria: Narrativa
Ishmael Beah, "Memorie di un soldato bambino"
Sprofondai in una sorta di incubo. Uno schizzo di sangue mi colpi in faccia. Perso nelle mie visioni tenevo la bocca semiaperta, così sentii il sapore del sangue. Mentre sputavo e mi pulivo il volto, vidi il soldato da chui era sprizzato. Il sangue sgorgava dai fori dei proiettili come l'acqua da una diga appena aperta. Con gli occhi spalancati stringeva ancora in mano il fucile.
Categoria: Narrativa
Ishmael Beah, "Memorie di un soldato bambino"
Era l'Oceano Atlantico. Il cielo non poteva essere più azzurro, e in lontananza sembrava curvarsi e fondersi con il mare. Spalancai gli occhi e sulle mie labbra spuntò un sorriso. In mezzo alla follia c'era ancora spazio per quella bellezza pura e naturale, una visione meravigliosa che riusciva a distogliere i miei pensieri dalla realtà del momento.
Categoria: Narrativa
Ishmael Beah, "Memorie di un soldato bambino"
"Dobbiamo sforzarci di essere come la luna". Un vecchio di Kabati ripeteva spesso questa frase. La gente si lamenta quand'è c'è troppo sole e il caldo è insopportabile, ma anche quando piove tanto o fa freddo. Invece nessuno protesta quando la luna splende. Tutti sono felici e ne apprezzano la presenza, ognuno a suo modo. I bambini guardano le proprie ombre e giocano sotto la sua luce, gli adulti [continua...]
Categoria: Narrativa
Nazer Mende, "Schiava. Senza nome, senza diritti, senza dignità"
Con il passare del tempo fissai alcune regole di sopravvivenza; se le rispettavo, avevo meno probabilità di essere picchiata. Primo: se Rahab mi dava un ordine, dovevo accertarmi di avere capito esattamente che cosa voleva, perciò ascoltavo con molta attenzione le sue parole e poi gliele ripetevo. Secondo: se mi chiedeva di fare una cosa, dovevo farla il più velocemente possibile. Non potevo ferma [continua...]
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Il padre della sposa alla festa del matrimonia della figlia fa un discorso agli invitati. "Figli e figlie di Israele, poichè oggi siamo ricolmi di gioia, non dimentichiamo i poveri. Anzi, vi chiedo di gridare insieme a me: Evviva i poveri..." [prende in giro l'avarizia degli ebrei]
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Avrom e Mendel viaggiano in treno. "Dove vai, Avramole?" "Vado lontano, Mendele" "Ma vai lontano da dove, Avramole?" [si prendono in giro per il non aver un dove stare, per la diaspora ebrea]
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Isacco corre alla stazione di Trieste per prendere il treno per Gorizia, ma arriva con un attimo di ritardo. Ha appena il tempo di vederlo allontanarsi verso la curva di Barcola. "Che cattiveria" dice indispettito "anche il treno è diventato antisemita".
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Wolffsohn va dall'aculista per farsi controllare la vista che gli si sta indebolendo. Il medico lo visita con cura, poi dice: "Faccia attenzione, Wolffsogn, lei è un alcolizzato, se non smette di bere rischia di perdere la vista". [...] Ritorna dopo tre mesi, con sua moglie, perché ormai è semicieco. "Wolfssohn" dice il medico arrabbiato e ammareggiato "chi aveva ragione? Le avevo raccomandat [continua...]
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Funkelstein conversa con Epstein: "Abbiamo sofferto tanto: esilio, ghetti, pogrom... Però li abbiamo fregati". "E come?" "Con la psicoanalisi"
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Ephraim regala a sua moglie Sarah, per il suo compleanno, un bellissimo pappagallo. [...] A un tratto il pappagallo gracchia fortissimo: "Abbasso gli ebrei!". Furibonda, Sarah se la prende con il marito: "Avresti dovuto capire subito che è antisemita". "Ma come avrei potuto immaginarlo, con quel naso?"
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Due ebrei siedono in un caffè viennese e leggono i giornali. "Ma pensa" dice il primo ebreo "l'Etna si è risvegliato ed è un mare di fuoco e di lava!" "Che cosa è l'Etna?" chiede l'altro ebreo. "E' un vulcano, in Italia, che ogni tanto si risveglia". Impensierito l'altro dice: "E questo per noi ebrei è un bene o un male?"
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
"Che cos'è un Duomo?" chiede Motje. "E' una chiesa". "Hai ragione, adesso ricordo, è il posto dove i gojim dicono che vive il Signore del mondo". "Ma no Motje - dice Weininger - "L'Onnipotente vive in Cielo!" "Devi aver ragione. Vive in Cielo, però qui fa i suoi affari".
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Un parroco e un rabbino, cultori della scienza dei sogni, hanno l'abitudine di raccontarseli. "Ieri notte" dice il parroco "ho fatto un sogno assai strano: ho sognato di essere nel paradiso degli ebrei dove c'era una folla immensa ma dove c'era anche una tale puzza che son dovuto uscire di gran corsa". "Che strano" fa il rabbino "proprio stanotte ho sognato di essere nel paradiso dei cristia [continua...]
Categoria: Narrativa
Ferruccio Fölkel, "Dio ride, io pure. Storielle ebraiche"
Isacco Steif all'ingresso del paradiso mostra il suo lasciapassare. "Entra" dice l'angelo portiere. "Non posso" risponde Steif. "Sei un imbecille" dice l'angelo indispettito "con quel lasciapassare..." "Ti prego" lo supplica Isacco Steif "fammi parlare prima con l'Altissimo". Viene condotto alla sua presenza. "Signore Benedetto" dice Steif "non posso entrare". "Ma se ti ho dat [continua...]
Categoria: Narrativa
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Esistono tre cose che non si possono celare - dicevano gli ottomani - e sono: l'amore, la tosse e la miseria.
Categoria: Narrativa
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Oltre a Sumbo lo zingaro, che già da una trentina d'anni accompagna col suo zufolo tutti i bagordi dei cittadini, adesso capita spesso nell'osteria anche Franc il friulano con la sua fisarmonica. E' un uomo magro e fulvo, con un orecchino d'oro all'orecchio destro, falegname di professione, ma troppo amante della musica e del vino. Lo ascoltano volentieri i soldati e gli operai forestieri.
Categoria: Narrativa
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Quando un governo sente la necessità di promettere pace e benessere ai suoi sudditi mediante manifesti, bisogna stare attenti e aspettarsi il contrario.
Categoria: Narrativa
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Coloro che detengono il potere, infatti, dovendo opprimere per governare, sono condannati ad agire sensatamente; e se, trascinati dalla passione o costretti dagli avversari, oltrepassano i limiti della ragionevolezza, scendono su una strada lubrica, e con ciò stesso, da soli segnano l'inizio della loro rovina. Coloro che sono oppressi e sfruttati, invece, si servono facilmente sia del senno che de [continua...]
Categoria: Narrativa
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
E così, tra il cielo il fiume e le montagne, una generazione dopo l'altra imparava a non compiangere troppo ciò che la torbida acqua si portava via; ché la vita è un miracolo impenetrabile perché si fa e disfà incessantemente, eppure dura e sta salda, come il Ponte sulla Drina.
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
Anche loro devono urlare di notte e piangere mentre dormono e ficcarsi sotto il letto senza svegliarsi quando in cortile scoppia un petardo di Capodanno, guaire dalla paura, come è successo a noi. Sono colpevoli delle nostre morti tanto quanto quelli che ci hanno ucciso, come quelli che ci hanno spinti al massacro. Perché non hanno scioperato a Mosca, perché non hanno sbarrato le strade con i picc [continua...]
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
I piantoni cagano direttamente dai tetti, fare su e giù di corsa venti volte a notte è sfiancante. Il cielo notturno splende, oltre che di stelle brillanti, anche dei deretani bianchi dei soldati. Passare sotto i tetti diventa pericoloso. Sono ricominciate le perdite di sangue, i calzoni sono tutti incrostati. Fra l'altro, quelle perdite le abbiamo tutti. Il retto si gonfia e sporge dal sedere [continua...]
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
Dio protegge i bambini e i cretini.
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
In Cecenia è stata uccisa tutta la nostra generazione, un'intera generazione di russi. Anche quelli di noi che sono rimasti vivi sono forse gli stessi allegri diciottenni che un giorno sono stati condotti all'esercito? No, siamo morti. Siamo morti tutti in questa guerra.
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
Conosciamo un'unica virtù: il sacrificio di noi stessi. "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Vangelo di Giovanni) Questo è il nostro credo. Se un giorno mi dovessero domandare: "Per che cosa hai combattuto?" risponderei: "Per quelli che si appiattivano a terra accanto a me". Abbiamo combattuto solo l'uno per l'altro.
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
In crudeltà talvolta superiamo gli adulti, perché siamo giovani. I bambini sono crudeli per natura e questo è un tratto della nostra vera età che ci è rimasto. Ci aiuta a sopravvivere e a uccidere gli altri. In guerra l'uomo non è più un uomo, ma un altro essere. Non abbiamo cinque sensi, ce n'è un sesto, un settimo, un decimo, che come tentacoli spuntano dai nostri corpi e nella guerra germogl [continua...]
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
Il battaglione entra in un villaggio. E' quasi intatto, hanno sparato poco, ma gli abitanti non si vedono. Sulla piazza centrale il vento a volare le carte e la polvere a mulinelli. Tutt'intorno alla piazza, proprio davanti alle case, sono piantate delle grandi croci. Ci sono appesi soldati russi crocifissi, sono inchiodati per le mani ai bracci, ognuna ha nel petto i fori dei proiettili. Li ha [continua...]
Categoria: Narrativa
Dak Elena, "La carovana del sale"
Guardandolo capivo che non serve muoversi in fretta per fare le cose in fretta.
Categoria: Narrativa
Dak Elena, "La carovana del sale"
Il deserto si lasciava attraversare quieto e arrendevole. "Il deserto regala la forza e insegna la pazienza" disse Attaher la volta in cui gli chiesi se amasse il deserto. Il suo sguardo, come quello di tutti gli altri, si posava sullo spazio vasto intorno a noi con la fierezza di chi ama, conosce e teme.
Categoria: Narrativa
Dak Elena, "La carovana del sale"
Assaporai l'aria della sera che aveva ritirato gli artigli, un'aria che portava l'odore della roccia fresca intorno a noi e del deserto poco lontano: il profumo migliore che non sa di niente. L'Air di notte sembra un luogo della mente, come se l'immobilità dei monti fosse l'esito di un incantesimo. Mi faceva compagnia il rumore ovattato delle zampe dei dromedari sulla sabbia, l'unico rumore che si [continua...]
Categoria: Narrativa
Dak Elena, "La carovana del sale"
Per sperare di andare lontano, non devi sapere quasi nulla del viaggio che stai per affrontare. Io non sapevo, dunque avevo buone speranze.
Categoria: Narrativa
Arkadij Babchenko, "La guerra di un soldato in Cecenia"
Ho sempre creduto che la guerra fosse in bianco e nero. Invece è a colori. Non è vero che qui "gli uccelli non cantano e gli alberi non crescono", come narra il nostro bardo Bulat Okudzava. Gli uomini uccidono in mezzo a tinte vivaci, in mezzo al verde degli alberi, sotto un cielo terso e turchese. Tutt'intorno imperversa la vita. Gli uccelli cantano a voce spiegata, l'erba è punteggiata di [continua...]
Categoria: Narrativa
Stig Dagerman, "Perché i bambini devono ubbidire?"
Perché la vita è congegnata così spietatamente che un minuto prima di uccidere un bambino un uomo felice è ancora felice e un minuto prima di urlare dal terrore una donna può chiudere gli occhi e sognare il mare, e nell'ultimo minuto di vita di un bambino i suoi genitori possono stare seduti in una cucina ad aspettare lo zucchero e a parlare dei suoi denti bianchi e di una gita in barca e il bambi [continua...]
Categoria: Narrativa
Sven Lindqvist, "Nei deserti"
Nel deserto tutti i cambiamenti sono già avvenuti. Nulla cresce, nulla avvizzisce, nulla imputridisce. Tutto è già passato. Resta solo l'eternità.
Categoria: Narrativa
Sven Lindqvist, "Nei deserti"
Nel deserto non ci sono né boschetti rigogliosi, prati profumati, cuper foreste mormoranti, né nient'altro di quello che di solito dà al romantico le emozioni che cerca. Il romanticismo del deserto è incomprensibile già da lontano. Da vicino diventa assurdo. Che cosa c'è di romantico in una sconfinata cava di ghiaia?
Categoria: Narrativa
Theodore Monod, "Il viaggiatore delle dune"
Il deserto in quanto tale è emozionante. Non si può restare insensibili alla bellezza del deserto. Il deserto è bello perché è pulito e non mente. La sua nitidezza è straordinaria. Non ci si sporca mai nel deserto. Il deserto è impudico, il suolo non si mostra coperto di nessuna vegetazione. Mostra la sua anatomia con una impudicizia prodigiosa. Il deserto appartiene a quei paesaggi capaci di fare [continua...]
Categoria: Narrativa
Aleksandr Solgenitsin, "Una giornata di Ivan Denissovic"
Sciuchov si abbandonava al sonno quasi felice. Quel giorno aveva avuto molta fortuna: non l'avevano ficcato in prigione, la squadra non era stata mandata al "Villaggio Socialista", a pranzo era riuscito a rimediare una sbobba, il caposquadra aveva sistemato bene la percentuale, Sciuchov aveva lavorato con gioia al muro, alla tastata non gli avevano trovato il pezzo di sega, la sera aveva guadagnat [continua...]
Categoria: Narrativa
Pete Dexter, "Deadwood"
Poi il seme sgorgò fuori di lui e da entrambi gli angoli della bocca di lei finendo sul pavimento. Quando lo lasciò andare, lui si rimise a sedere sulla poltrona con i calzoni ancora intorno alle caviglie ed esaminò le piccole pozzanghere sul pavimento. "C'è qualcosa di vivo in quello", osservò. Lei si era ripulita la bocca con una salviettina rosa e si era seduta sul letto. Anche Lurline guardava [continua...]
Categoria: Narrativa
Pete Dexter, "Spooner"
Sotto anestesia non percepisci lo scorrere del tempo; non imita il sonno, ma la morte.
Categoria: Narrativa
Pete Dexter, "Spooner"
Era stanca; dormiva. Era così pura, così puramente ciò che era. In mancanza d'altro, avrebbe potuto amarla anche solo per quello. Tralasciamo il fondoschiena; avrebbe potuto amarla per la sua purezza e basta. Era così che in primo luogo arrivavi ad amare qualcuno, pensò, notavi qualcosa di puro. A ciò si deve la popolarità dei cani e dei neonati.
Categoria: Narrativa
Pete Dexter, "Spooner"
A Spooner era già capitato di pensare, di solito mentre si trovava in un qualche anonimo bar per giornalisti e ascoltava i reporter che brontolavano per una parola o una frase cambiata nell'attacco del loro articolo, che parecchia gente avrebbe avuto un gran bisogno di essere scoraggiata.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Il Giorno della Creazione"
Pareva che il Mallory avesse cancellato tutti i rumori al suo passaggio: come se volesse smontare se stesso pezzo per pezzo, rendendosi inafferrabile per i miei sensi, aveva eliminato i pesci dalle sue acque, scacciati gli uccelli dai rami, cancellandosi poco per volta completamente, così come moriva nella mia mente il sogno che lo aveva alimentato.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Il Giorno della Creazione"
La verità non è che la bugia in cui più ci piacerebbe credere.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Il Giorno della Creazione"
Gli autori dei documentari televisivi sulla natura e quelli dei polpettoni sentimentali a puntate sono individui della stessa pasta: venditori di fumo attrezzati per truffare la gente con gli strumenti tecnologici del duemila, piazzisti di una natura confezionata e omogeneizzata dalla scienza, affinché sia più appetibile e rassicurante.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Il Giorno della Creazione"
Il deserto avanzante non si annunciava platealmente con un fronte di dune in movimento, ma con il costante intensificarsi di segnali quasi impercettibili, come ad esempio l'insolito baluginio di riflessi nella savana all'imbrunire, o il verde sempre più sbiadito della foresta lungo i canali in secca, che faceva pensare a uno smeraldo privato per incanto della sua luce.
Categoria: Narrativa
Ray Bradbury, "Paese d'ottobre"
La vita è una faccenda solitaria. Anche tra sposi. Certe volte, nelle braccia stesse di una persona, te ne senti a milioni di chilometri lontano.
Categoria: Narrativa
Ray Bradbury, "Paese d'ottobre"
Naturalmente lei sa che dei bambini uccidono la madre nascendo. Perché? Potrebbe mai trattarsi di rancore per il fatto di essere costretti a venire in uno sporco mondo come questo.
Categoria: Narrativa
Ray Bradbury, "Paese d'ottobre"
Era settembre. Gli ultimi giorni del mese, quando, senza motivo, le cose diventano tristi.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Foresta di Cristallo"
E' tale l'innato ottimismo del genere umano, tale la nostra convinzione che sopravviveremo a qualunque diluvio o cataclisma, che quasi tutti noi inconsciamente reagiamo con un'alzata di spalle agli avvenimenti che sconvolgono in questo momento la Florida, fiduciosi che si escogiterà qualche sistema per evitare la crisi quando arriverà.
Categoria: Narrativa
James Graham Ballard, "Foresta di Cristallo"
«La malattia è contagiosa, si. Ma sono necessari anni di esposizione e di contatto perché si trasmetta. Il periodo di incubazione può richiedere venti o trent'anni». «Come la morte. Bene [...] Quello di cui i nostri timorosi compagni di viaggio non sembrano rendersi conto, dottore, è che fuori della vostra colonia [un lebbrosario] c'è semplicemente una colonia più grande».
Categoria: Narrativa
Ernst Junger, "Nelle Tempeste d'Acciaio"
La triste impressione delle distruzioni rendeva più sensibili l'abbandono e il profondo silenzio, interrotto di tanto in tanto dai colpi sordi dei cannoni. Zaini lacerati, fucili spezzati, brandelli di stoffa e in mezzo, contrasto orrendo, un giocattolo, spolette di granata, profondi imbuti di proiettili esplosi, bottiglie, attrezzi per la mietitura, libri strappati, suppellettile domestica, pertu [continua...]
Categoria: Narrativa
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
A quella cena londinese, il padrone di casa, la sua signora e i loro cinque ospiti erano convinti di avere a che fare col classico giovane laureato americano, reduce da un anno di studi alla facoltà di architettura dell'Università di Vienna, il quale sulla via di casa aveva pensato bene di fare una puntatina nella vecchia Inghilterra. A tavola la conversazione ruotava intorno alle sfumature dell'a [continua...]
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Tra un mese, tra un anno"
Certo lo sapete, signore. Per una donna l'ora è spesso l'ora. Dopo l'ora, a volte è ancora ora. Ma prima dell'ora non è mai ora.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Tra un mese, tra un anno"
Veniamo al mondo gridando, e non per nulla: il seguito non può essere che il ripetersi attenuato di quel grido.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Tra un mese, tra un anno"
Nessuno ha mai il tempo di osservarsi veramente, tutti cercano negli altri solamente gli occhi, per vedervisi riflessi.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Tra un mese, tra un anno"
Non si può amare da soli per molto tempo.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Tra un mese, tra un anno"
Il senso estetico porta talora, è risaputo, a deplorevoli deviazioni.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Bonjour Tristesse"
Soltanto quando sono a letto, all'alba, quando in Parigi v'è solo il rumore delle vetture, qualche volta la memoria mi tradisce: l'estate torna con tutti i suoi ricordi. Anna, Anna! Ripeto questo nome sommessamente, a lungo, nel buio. Allora qualcosa si leva in me che io accolgo col suo nome, a occhi chiusi: buon giorno, tristezza.
Categoria: Narrativa
Francoise Sagan, "Bonjour Tristesse"
La mia tranquillità riposava sull'idea stupida che essi si conoscevano da quindici anni e che se avessero dovuto amarsi, avrebbero cominciato prima.
Categoria: Narrativa

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima