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Citazioni, aforismi, motti di Filosofia

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Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Gli uomini sono gli animali che costruiscono la debolezza. Prendiamo i lupi e li trasformiamo in cani. Prendiamo i bufali e li trasformiamo in buoi. Prendiamo gli stalloni e ne facciamo dei castrati. Indeboliamo le cose in modo da poterle usare.
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Movente, prove, giustificazione, autorizzazione: solo un animale davvero cattivo ha bisogno di questi concetti. Più l'animale è sgradevole, più è maligno, più è chiuso alla possibilità di conciliazione, più ha bisogno di un senso della giustizia. La scimmia è unica, sola in tutta la natura: solo lei è abbasatanza sgradevole da essere diventata un animale morale. Il meglio di noi ha origine dal peg [continua...]
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Perché abbiamo seguito un percorso evolutivo che i lupi hanno invece ignorato? [...] sesso e violenza. E' questo che ha fatto di noi gli uomini e le donne che siamo oggi. Un lupo fortunato - un maschio alfa o una femmina alfa - ha la possibilità di accoppiarsi solo una o due volte all'anno. Molti lupi non fanno mai sesso, senza per questo dare alcun segno evidente di sentirne la mancanza o di disp [continua...]
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Per essere davvero uno scimpanzé di successo - per esibire l'intelligenza scimmiesca al suo meglio - bisogna saper cospirare non solo contro un unico individuo, ma contro molti.
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Un uccello non vola perché sbatte le ali: tale zione è solo la forza propulsiva.
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Che cosa significa essere un uomo io l'ho imparato da un lupo.
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
Supporre che Brenin non fosse felice solo perché non faceva quello che fanno i lupi in natura è poco più di una banale forma di arroganza umana e sminuisce la sua intelligenza e flessibilità. [...] Brenin, naturalmente, seguiva le orme dei suoi antenati di circa quindicimila anni fa rispondendo al richiamo degli esseri civilizzati che spinse quegli antenati a un rapporto simbiotico, e forse [continua...]
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
C'è un utile trucco che ho imparato dalla filosofia: quando qualcuno fa un'asserzione, cerca di capire quali sono i presupposti di tale asserzione.
Mark Rowlands, "Il Lupo e il Filosofo"
La scimmia è la tendenza a comprendere il mondo in termini strumentali: il valore di ogni cosa è in funzione di ciò che quella cosa può fare per la scimmia. La scimmia è la tendenza a vedere la vita come un processo di valutazione delle possibilità e di calcolo delle probabilità, per poi sfruttare i risultati di quei calcoli a proprio favore. E' la tendenza a vedere il mondo come una serie di riso [continua...]
Thomas Paine, "The Age of Reason"
Se dobbiamo considerare un miracolo come qualcosa completamente al di fuori del corso di quella che chiamiamo natura, al punto che questa debba venire stravolta affinché il miracolo stesso possa compiersi, e leggiamo il resoconto fornito al riguardo da una persona che sostiene di avervi assistito, sorge nella mente una domanda cui si può facilmente rispondere: è più probabile che la natura esca da [continua...]
Thomas Paine, "The Age of Reason"
Tutte le istituzioni nazionali delle chiese, sia ebrea, che cristiana o turca, mi sembrano nient'altro che invenzioni umane, collocate per terrorizzare e schiavizzare l'umanità, e monopolizzare il potere e il profitto.
Jean Paul Sartre, "L'esistenzialismo è un umanismo"
L'esistenza precede l'essenza: l'uomo è gettato in un mondo privo di senso, piuttosto che un mondo governato da un Dio che fornisce significato alle cose, il valore, la morale, sono vuote, è l'uomo deve dagli un significato
Paul Watzlawick, "La realtà della realtà"
La credenza che la realtà che ognuno vede sia l'unica realtà è la più pericolosa di tutte le illusioni.
Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
Le vere confessioni non si scrivono che con le lacrime. Ma le mie basterebbero ad annegare il mondo, come il mio fuoco interiore a incendiarlo. Non ho bisogno di alcun appoggio, di alcun incoraggiamento, né di alcuna compassione, perchè, per quanto io sia il più decaduto degli uomini, mi sento forte, duro e feroce! Sono infatti il solo a vivere senza speranza. Questo è il vertice dell'eroismo, il [continua...]
Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
La coscienza ha fatto dell'animale un uomo e dell'uomo un demone, ma non ha ancora trasformato nessuno in Dio, a dispetto del mondo che si vanta di averne ucciso uno sulla croce.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Nella primavera del 1937, mentre passeggiavo nel parco dell'ospedale psichiatrico di Sibiu, in Transilvania, un "pensionante" mi avvicinò. Scambiammo due parole, poi gli dissi: "Si sta bene qui" . "Certo. Vale la pena di essere matto" mi rispose. "Ma lei è pur sempre in una specie di carcere" . "Si, forse, ma qui si vive senza la minima preoccupazione. Per di più la guerra si avvicina, lo sa quant [continua...]
Albert Camus, "Il mito di Sisifo"
L'abisso che c'è fra la certezza che io ho della mia esistenza e il contenuto che tento di dare a questa sicurezza, non sarà mai colmato.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Cos'è una crocifissione unica rispetto a quella, quotidiana, che patisce l'insonne?
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
È semplice chiacchiera ogni conversazione con chi non ha sofferto.
Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
L'insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il Paradiso stesso in un luogo di tortura. Qualsiasi cosa è preferibile a questo allerta permanente, a questa criminale assenza di oblio. È durante quelle notti infernali che ho capito la futilità della filosofia. Le ore di veglia sono, in sostanza, un'interminabile ripulsa del pensiero attraverso il pensiero, è la coscienza esasp [continua...]
Emil Cioran, "Al Culmine della Disperazione"
Avete mai provato la bestiale e stupefacente soddisfazione di guardarvi in uno specchio dopo innumerevoli notti bianche? Avete mai subìto la tortura dell'insonnia, quando si avverte ogni istante della notte, quando esistete solo voi al mondo, e il vostro dramma diventa il più importante della storia, di una storia ormai svuotata di senso, e che neppure più esiste, giacché sentite levarsi in voi le [continua...]
Theodor W. Adorno, "Dialettica Negativa"
Auschwitz ha dimostrato inconfutabilmente il fallimento della cultura. Il fatto che potesse succedere in mezzo a tutta la tradizione della filosofia, dell’arte e delle scienze illuministiche, dice molto di piú che essa, lo spirito, non sia riuscito a raggiungere e modificare gli uomini. In quelle regioni stesse con la loro pretesa enfatica di autarchia, sta di casa la non verità. Tutta la cultura [continua...]
Emil Cioran, "Sommario di Decomposizione"
C’è mai stato un solo pensatore che sia andato lontano quanto Baudelaire, o che abbia ardito mettere in sistema una folgorazione di Lear o un monologo di Amleto? Forse Nietzsche, prima della fine, ma, ahimè!, continuava a ostinarsi nei suoi ritornelli da profeta… E se cercassimo dalla parte dei santi? Certe frenesie di Teresa d’Avila o di Angela da Foligno… Ma vi troviamo troppo spesso Dio, questo [continua...]
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Finché ci sarà ancora un solo dio in piedi, il compito dell'uomo non sarà finito.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
"Perché frammenti?" mi rimproverava quel giovane filosofo. - "Per pigrizia, per frivolezza, per disgusto, ma anche per altre ragioni..."esiccome non ne trovavo nessuna, mi lanciai in spiegazioni prolisse che gli parvero serie e finirono per convincerlo.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Giunge un momento in cui non imitiamo più altri che noi stessi.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Non accettava di vivere a rimorchio di Dio.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Più si avanza nell'età, più ci si accorge che ci si crede liberati da tutto e in realtà non lo si è da niente.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Ogni vita è la storia di un tracollo. [...] Delusi da tutti, è inevitabile che si giunga a esserlo di sè; a meno che non si sia cominciato da lì.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
La passione della musica è in se stessa una confessione. Ne sappiamo di più su uno sconosciuto che vi si dedica che su qualcuno che le è insensibile, e che avviciniamo tutti i giorni.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Il senso acuto del ridicolo rende malagevole, anzi impossibile, il minimo atto. Felici quelli che non ne sono dotati! La Provvidenza ha vegliato su di loro. [...] Esasperato da tutti. Ma mi piace ridere. E non posso ridere da solo.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
[...] di una vita non resta altro che quello che non è stata.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
L'ansia, lungi dal derivare da uno squilibrio nervoso, si fonda sulla costituzione stessa di questo mondo, e non si vede perché non si dovrebbe essere ansiosi in ogni momento, visto che il tempo medesimo non è che ansia in piena espansione, un'ansia di cui non si distingue né l'inizio né la fine, un'ansia eternamente conquistatricce.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
L'uomo non è contento di essere uomo. Ma non sa a che cosa ritornare, né come ripristinare uno stato di cui ha perduto ogni ricordo distinto. La nostalgia che ne prova è il fondamento del suo essere, e per mezzo di essa comunica con quanto sussiste in lui di più antico.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Non è grazie al genio ma grazie alla sofferenza, e solo grazie ad essa, che smettiamo di essere una marionetta.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Se obbedissi al mio primo impulso, passerei le giornate a scrivere lettere di ingiurie e di addio.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Quando si rientra in sé da una infatuazione, invaghirsi ancora di un essere umano sembra così inconcepibile che non si riesce a immaginare nessuno, neanche un insetto, non sfiancato dal disinganno.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Esiste, certo, una melanconia clinica, su cui a volte hanno effetto i rimedi [clinici]: ma ne esiste un'altra, soggiacente alle nostre stesse esplosioni di allegria, e che ci accompagna ovunque, senza lasciarci "soli" un momento. Nulla ci permette diliberarci di quella malefica onnipresenza: è il nostro io per sempre di fronte a se stesso.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Dovremmo parlare solo di sensazioni e di visioni: mai di idee - perché queste non emanano dalle nostre viscere, e non sono mai veramente "nostre".
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
La croce è l'immagine più obbrobriosa che vi sia sotto il cielo.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Ho imparato pochissimo per esperienza. Le mie delusioni mi hanno sempre preceduto.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Abuso della parola Dio, la adopero spesso, troppo spesso. Lo faccio ogni volta che giungo a un estremo, e mi occorre un vocabolo per designare ciò che viene "dopo". Preferisco Dio a Inconcepibile.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Non si abita un paese, si abita una lingua. Una patria è questo e nient'altro.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Dato che l'uomo è un animale malaticcio, i suoi gesti e le sue parole hanno tutti indistintamente valore di sintomo.
Friedrich Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra"
"Alt, nano! dissi. O io! O tu! Ma di noi due il più forte sono io -: tu non conosci il mio pensiero abissale! Questo - tu non potresti sopportarlo!". - Qui avvenne qualcosa che mi rese più leggero: il nano infatti mi saltò giù dalle spalle, incuriosito! Si accoccolò davanti a me, su di un sasso. Ma, proprio dove ci eravamo fermati, era una porta carraia. "Guarda questa porta carraia! Nano [continua...]
Friedrich Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra"
Stato si chiama il più freddo di tutti i mostri. È freddo pur nel mentire; e questa è la menzogna che esce dalla sua bocca: "Io, lo Stato, sono il popolo". Là dove lo Stato cessa d'esistere comincia l’uomo che non è inutile: là comincia la canzone della necessità, intraducibile, unica. Là dove lo Stato cessa d'esistere – ma guardate un po' là, miei fratelli! Non vedete voi l'arcobaleno e i ponti d [continua...]
Friedrich Nietzsche, "La Gaia Scienza"
Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dov [continua...]
Friedrich Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra"
Bisogna avere ancora il caos dentro di sé per generare una stella danzante.
Friedrich Nietzsche, "Al di là del bene e del male"
Chi lotta contro i mostri deve fare attenzione a non diventare lui stesso un mostro. E se tu riguarderai a lungo in un abisso, anche l'abisso vorrà guardare dentro di te.
Emil Cioran, "Confessioni e Anatemi"
Finchè ci sarà ancora un solo dio in piedi, il compito dell'uomo non sarà finito.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Non guardare né avanti né indietro, guarda in te stesso, senza paura e senza rimpianto. Nessuno scende in sé finché rimane schiavo del passato o del futuro.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Cos'hai, ma cos'hai dunque? - Non ho niente, non ho niente, ho solo fatto un salto fuori del mio destino, e ora non so più verso che cosa voltarmi, verso che cosa correre...
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Non nascere è indubbiamente la migliore formula che esista. Non è purtroppo alla portata di nessuno.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Quando, dopo una serie di domande sul desiderio, il disgusto e la serenità, viene chiesto al Buddha: "Qual'è lo scopo, il senso ultimo del Nirvana?" egli non risponde. Sorride. Si sono versati fiuimi di inchiostro su quel sorriso, invece di vedervi una reazione normale davanti a una domanda senza oggetto. [...] Non c'è nessun dopo. Il Nirvana è un limite, il limite. E' liberazione, vicolo cieco su [continua...]
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
L'idea che sarebbe stato meglio non esistere mai è di quelle che incontrano maggiore opposizione. Ognuno, capace di guardare se stesso solo dall'interno, si crede necessario, anzi indispensabile; ognuno si sente e si percepisce come una realtà assoluta, come un tutto, come il tutto. Dall'istante in cui ci si identifica completamente con il proprio essere, si reagisce come Dio, si è Dio. Solo qu [continua...]
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Non leggerò più i saggi. Mi hanno fatto troppo male. Avrei dovuto abbandonarmi ai miei istinti, lasciare il campo libero alla mia follia. Ho fatto esattamente il contrario, ho messo la maschera della ragione, e la maschera ha finito per sostituirsi al volto e usurpare il resto.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Uno zoologfo che in Africa ha osservato da vicino i gorilla si stupisce della uniformità della loro vita e della loro grande inoperosità. Ore e ore senza far niente... Non conoscono dunque la noia? Questa domanda è tipica di un uomo, di una scimmia occupata. Lungi dal fuggire la monotonia, gli animali la cercano, e ciò che temono di più è che abbia fine. Perché se ha fine è solo per essere sost [continua...]
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Niente merita di essere disfatto, probabilmente perché niente meritava di essere fatto. Così ci si distacca da tutto, dall'origine e dalla fine, dall'avvento come dalla sparizione.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Si dovrebbe stabilire il grado di verità di una religione dall'importanza che dà al Demonio: più gli accorda un posto eminente, più dimostra che si preoccupa del reale, che rifugge dalle frodi e dalla menzogna, che è seria, che tiene più a constatare che a divagare e a consolare.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Confessiamo le nostre pene a un altro solo per farlo soffrire, perché se ne faccia carico. Se volessimo rendercelo amico gli faremmo parte unicamente dei nostri tormenti astratti, i soli che vengano accolti con sollecitudine da tutti coloro che amiamo.

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