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Citazioni, aforismi, motti di Filosofia

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Emil Cioran, "Lacrime e Santi"
Dio? Una demenza accettata, ufficiale.
Emil Cioran, "Lacrime e Santi"
Tra il niente e Dio c'è meno di un passo, perché Dio è l'espressione positiva del niente.
Emil Cioran, "Lacrime e Santi"
Dio, come i santi, è un'occasione per sfuggire all'opprimente banalità del vero.
Emil Cioran, "Lacrime e Santi"
Il vino ha fatto più della teologia per avvicinare gli uomini a Dio. Da molto tempo gli ubriachi tristi - ma ve ne sono altri? - hanno surclassato gli eremiti.
Emil Cioran, "Lacrime e santi"
Ormai, nessuno ha più cura della propria morte, nessuno la coltiva più, essa quindi ci sfugge nel momento stesso in cui ci rapisce. [...] Per noi, la morte è una spaventosa sorpresa. [...] Ciò che vorremmo, noialtri, è morire senza sotterfugi.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Cercare un senso a qualcosa è non tanto da ingenuo quanto da masochista.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Se l'umanità vuole salvarsi, deve rientrare nei propri limiti naturali mediante il ritorno all'ignoranza, vero segno di redenzione.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
La sola funzione della memoria è di aiutarci a rimpiangere.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Dopo la psicoanalisi, non si potrà mai più essere innocenti.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
L'avvenire, questa voragine, a tal punto mi abbatte, che vorrei ne scomparisse perfino l'idea. Perché in fondo è proprio questa idea, più che lo stesso scivolamento nell'abisso che essa ricopre, a travolgermi d'angoscia, a impedirmi d'assaporare il presente. [...] Non quello che mi aspetta, bensì l'attesa [...] mi rode e sgomenta.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Nessuno, che non l'abbia mai provato, può immaginare il conforto che vi dà un animale quando viene a tenervi compagnia, se gli dèi vi hanno voltato le spalle.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Non ci si uccide, come comunemente si pensa, in un accesso di demenza, ma in un accesso di intollerabile lucidità, in un parossismo che, se vogliamo, può essere assimilato alla follia. [...] L'atto si fonde allora con l'ultimo soprassalto dello spirito che riprende se stesso e che prima di annientarsi raccoglie tutte le sue forze, tutte le sue facoltà. Sulla soglia della disfatta estrema, prova a [continua...]
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Perseverare è consentire alla propria decadenza.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Il suicidio è un compimento brusco, una liberazione folgorante: il nirvana mediante la violenza.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
La mia memoria accumula orizzonti crollati.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
Non si è predisposti, si è destinati al suicidio, vi si è votati prima d'una qualsiasi delusione [...] Vi sono notti in cui l'avvenire si abolisce, e di tutti i suoi momenti sussiste soltanto quello che sceglieremo per non pi essere.
Emil Cioran, "Il Funesto Demiurgo"
E' difficile, è impossibile, credere che il dio buono, il "Padre", sia implicato nello scandalo della creazione. Tutto fa pensare che non vi abbia mai preso parte, che essa sia opera di un dio senza scrupoli, un dio tarato. [...] E' ben più agevole risalire a un dio sospetto che a un dio rispettabile.
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
Il nostro errore consiste nel cercare una spiegazione […] dove invece dovremmo dire: si giuoca questo giuoco linguistico [...] Bada al giuoco linguistico come a ciò che è primario!
Michael Dummett, "Reply to Davidson"
Non c’é una cosa quale il linguaggio [meglio inteso come “lingua”], se un linguaggio è qualcosa di simile a ciò che molti filosofi e linguisti hanno supposto […] Dobbiamo abbandonare l’idea di una struttura condivisa chiaramente definita.
Donald Davidson, "Eventi mentali e azioni umane"
Il punto non è se il computer possa avere pensieri, ma che per avere un solo pensiero, una credenza, un desiderio, esso deve avere un numero enorme di altri pensieri e desideri. Credenze e desideri possono esistere soltanto all’interno di un ricchissimo sistema concettuale; e, finora, gli unici sistemi che si dimostrano capaci di tale complessità e ricchezza concettuale, sono i sistemi costi [continua...]
Donald Davidson, "Verità e interpretazione (Introduzione)"
Applicato in questo modo, [il Principio di Carità] ci raccomanda di privilegiare in linea di massima le teorie dell’interpretazione che minimizzano il disaccordo.
Donald Davidson, "Sull'idea stessa di schema concettuale"
Non c’è nulla - non c’é una cosa - che renda veri gli enunciati o le teorie: non l’esperienza, né le irritazioni di superficie, né il mondo.
Michael Dummett, "La base logica della metafisica"
Asserire un enunciato equivale ad asserire che la condizione per la sua verità è realizzata.
Donald Davidson, "La credenza e la base del significato"
Volendo, possiamo anche affermare che nell’interprete c’è un meccanismo che corrisponde alla teoria. Se questo vuol dire solamente che esiste qualche meccanismo che svolge tale funzione, non si vede come l’affermazione possa essere falsa.
Donald Davidson, "Comunicazione e convenzione"
L’elemento convenzionale del linguaggio, se mai ce n’è uno, è il fatto che le persone tendono a parlare in modo molto simile ai loro vicini di casa. Ma indicando questo elemento […] non spieghiamo altro che la presenza di una convergenza; non delucidiamo affatto la natura essenziale delle abilità che in tal modo vengono a convergere.
Donald Davidson, "La credenza e la base del significato"
Per comprendere i proferimenti ed il comportamento degli altri - anche il comportamento più abnorme - dobbiamo ravvisare in essi una buona dose di ragione e di verità.
Spinoza, "Trattato teologico-politico"
Verba ex solo usu certam habent significationem [le parole solo col loro usu acquistano un significato]
René Descartes, "N.D."
Non riconosco nulla di così grande né di così eccellente che non mi sembri poter venire da me stesso.
Thomas Hobbes, "N.D."
I patti, senza la spada, non sono che parole senza nessuna forza.
Friedrich Nietzsche, "La Gaia Scienza"
La coscienza è la voce del gregge dentro di noi.
G. W. Friedrich Hegel, "Fenomenologia dello Spirito"
La bellezza senza forza odia l'intelletto, perché questo le attribuisce dei compiti ch'essa non è in grado d'assolvere. Ma non quella vita che inorridisce dinanzi alla morte, schiva della distruzione; anzi quella che sopporta la morte e in essa si mantiene, è la vita dello spirito. Esso guadagna la sua verità solo a patto di ritrovare sé nell'assoluta devastazione.
G. W. Friedrich Hegel, "Fenomenologia dello Spirito"
La coscienza infelice è la coscienza di sé come dell'essenza duplicata e ancora del tutto impigliata nella contraddizione. Assistiamo così alla lotta contro un nemico, contro cui la vittoria è piuttosto una sottomissione: aver raggiunto un contrario significa piuttosto smarrirlo nel suo contrario. La coscienza della vita, la coscienza dell'esistere e dell'operare della vita stessa, è soltanto il d [continua...]
G. W. Friedrich Hegel, "Lineamenti di filosofia del diritto"
Ciò che è razionale è reale, e ciò che è reale è razionale. [Was vernünftig ist, das ist wirklich; und was wirklich ist, das ist vernünftig.]
Arthur Schopenhauer, "Aforismi sulla saggezza del vivere"
Per quanto l'amicizia, l'amore e il matrimonio uniscano gli uomini strettamente, in fondo ciascuno è interamente onesto soltanto con se stesso.
Arthur Schopenhauer, "N.D."
Io so bene che mi sentirò ripetere che la mia filosofia è disperata; ma solo perché io parlo secondo verità, e gli uomini vogliono sentire invece le lodi di Dio che ha ordinato il tutto secondo il meglio. Ma allora andate in chiesa e lasciate i filosofi in pace.
Immanuel Kant, "Critica della Ragion Pura"
Cento talleri reali non contengono assolutamente nulla di più di cento talleri possibili.
Friedrich Nietzsche, "Così parlò Zarathustra"
L'uomo è un cavo teso tra la bestia e il superuomo, – un cavo al di sopra di un abisso.
Friedrich Nietzsche, "Genealogia della morale - Prefazione"
Siamo ignoti a noi medesimi, noi uomini della conoscenza, noi stessi a noi stessi: è questo un fatto che ha le sue buone ragioni. Non abbiamo mai cercato noi stessi - come potrebbe mai accadere, un bel giorno, di trovarsi?
Friedrich Nietzsche, "Umano, troppo umano"
Non sono pochi gli uomini versati in quel sudicio raggiro di se stessi consistente nel volgere il proprio torto in torto altrui [...] per poter in tal modo portare molto più facilmente il proprio peso.
Emil Cioran, "L'inconveniente di essere nati"
Rari sono i giorni in cui, proiettato nella post-storia, io non assista all'ilarità degli dèi al termine dell'episodio umano.
Arthur Schopenhauer, "Aforismi sulla saggezza del vivere"
All'uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere con sé stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri.
Otto Weininger, "Sesso e Carattere"
La vera liberazione dello spirito non la si può raggiungere con un esercito, per numeroso e combattivo che sia: è il singolo - la singola donna - che deve darsela da sé stessa, combattendo. Contro chi? Contro quanto le si oppone nel suo stesso animo. Il grande, l'unico nemico dell'emancipazione della donna, è la donna stessa.
Arthur Schopenhauer, "Il Mondo come Volontà e Rappresentazione"
Il nucleo e lo spirito più profondo del cristianesimo è identico a quello del bramanesimo e del buddismo: tutti insegnano la grave colpa della razza umana causata dalla sua semplice esistenza.
Emanuele Severino, "Il Parricidio Mancato"
La musica è la casa natale della parola, ma solo le parole che in questa casa vengono alla luce la riconoscono come la loro casa natale e come la rievocazione del grido.
Emanuele Severino, "Il Parricidio Mancato"
Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. Ma anche gli animali gridano; e per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato.
Emanuele Severino, "Che cosa fanno oggi i filosofi?"
Che parlando ci s'intenda, questo non è mai qualcosa di garantito.
Arthur Schopenhauer, "N.D."
Quanto più uno possiede in se stesso, di tanto meno egli necessita del mondo esterno. Ecco perché la superiorità dello spirito rende poco socievoli
Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
Ora, è difficilissimo raggiungere e menare a compimento alcunché: a ogni novero proposito contrastano difficoltà e fatiche senza fine, e a ogni passo si accumulano gli ostacoli. Quando poi finalmente tutto è superato e raggiunto, nient'altro ci si può guadagnare, se non d'essere liberati da una sofferenza, o da un desiderio: quindi ci si trova come prima del loro inizio, e non meglio. Direttamente [continua...]
Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
L'uomo, come la più compiuta oggettivazione [... della ...] volontà, è per conseguenza anche il più bisognoso di tutti gli esseri: è in tutto e per tutto un volere, un abbisognare reso concreto, è il concremento di mille bisogni. Con questi egli sta sulla terra, abbandonato a se stesso, incerto di tutto fuor che della propria penuria e delle proprie necessità: l'ansia per la conservazione di quell [continua...]
Arthur Schopenhauer, "Il mondo come volontà e rappresentazione"
Noi vogliamo piuttosto liberamente dichiarare: quel che rimane dopo la soppressione completa della volontà è invero, per tutti coloro che della volontà ancora son pieni, il nulla. Ma viceversa per gli altri, in cui la volontà si è rivolta da se stessa e rinnegata, questo nostro universo tanto reale, con tutti i suoi soli e le sue vie lattee, è - il nulla.
Anassimandro, "N.D."
Onde è la nascita per le cose che esistono, lì si compie anche la loro dissoluzione secondo necessità.
Friedrich Nietzsche, "Da un carteggio"
[...] gli strumenti con i quali scriviamo prendono parte alla formazione dei nostri pensieri.
Ludwig Wittgenstein, "Pensieri diversi"
In una giornata si possono vivere i terrori dell'inferno; di tempo ce n'é più che abbastanza.
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
Non si tratta di spiegare un giuoco linguistico per mezzo delle nostre esperienze, ma di prender atto di un gioco linguistico.
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
"Il significato della parola è ciò che viene spiegato dalla spiegazione del significato". Cioè: se vuoi comprendere l'uso della parola "significato", guarda quello che si chiama "spiegazione del significato".
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
Spesso riusciamo a scorgere i fatti importanti solo dopo aver soppresso la domanda "Perché?".
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
L'essenza è espressa nella grammatica.
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
L'osservare non produce l'osservato. [E piuù avanti] Le interpretazioni non determinano il significato.
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
Un problema filosofico ha la forma: "Non mi ci raccapezzo".
Ludwig Wittgenstein, "Ricerche filosofiche"
Ben presto le ragioni mi verranno meno. E allora agirò senza ragioni.

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