Classico di Jack London. Pubblicato poco dopo Il Richiamo della Foresta ne è quasi un libro gemello ma London adotta una tecnica narrativa particolare, dove la narrazione dà voce alla realtà del cane lupo, la scoperta del mondo e della vita è narrata a partire dai suoi occhi lasciando escluso quasi ogni umanizzazione se non nel momento in cui la narrazione deve interpretarne le sfaccettature comportamentali usando qualcosa di simile alla metafora.
Penso di averlo letto quand'ero ragazzo ma non ricordo, sicuramente avevo guardato un film comunque all'incirca la storia la conoscevo o ricordavo, ma che meraviglia leggerlo da adulto. E' un libro brutale e profondo, la natura viene mostrata in tutta la sua logica spietatezza ma anche in tutta la sua meravigliosa poeticità. Dalle vicende del lupo Zanna Bianca (White Fang) si ottiene un riflesso come in uno specchio della vita umana ma a livello base, non razionale: dagli affetti, alla scoperta del mondo, alla paura, alla violenza, all'amore, alla religione, alla fiducia e soprattutto al capire quando e come fare o non fare qualcosa.
Dopo una introduzione con un punto di vista esterno, col branco di lupi che segue una coppia di viaggiatori, la narrazione cambia radicalmente immedesimandosi prima nella coppia di lupi Senz'Occhio e Lupa, poi ancora più nel piccolo Zanna Bianca che, privo di voce, diventa però il diretto protagonista con la narrazione che ne segue l'evoluzione e la crescita e i pensieri, quasi sia la sua voce. Non c'è eccessiva antropomorfizzazione. Sotto certi aspetti penso che a questa tecnica narrativa si sia ispirato Bordworth per scrivere il suo magnifico
L'Ultimo dei Chiurli perché è simile sebbene qui abbiamo una flessione più complessa ma del resto un cane è un animale con un'intelligenza e un'emotività più articolata di un chiurlo.
Particolare l'incontro con gli umani che, per la loro incredibile potenza vengono considerati come ciò che noi chiamiamo "divinità". Questo incontro con dio ma da parte di un animale che rispondendo quasi solo all'istinto è particolare e nel narrarne l'incontro e la vita assieme troviamo palesi critiche alla religione, da me chiaramente molto apprezzate.
Una meraviglia dalla prima all'ultima parola.
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