Condividi su Facebook | Commenta

Isaac Bashevis Singer: Nemici. Una storia d'amore

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 05/03/2021
Voto: leggi la recensione
Un giorno, a una domanda sull'importanza che aveva avuto l'amore nella sua vita, Isaac Bashevis Singer rispose: «Grandissima, perché l'amore è amore della vita. Quando ami una donna ami la vita che è in lei». Ma che genere di amore è quello che lega Herman, il protagonista di Nemici, a Jadwiga, la contadina polacca che lo ha salvato dalla deportazione nascondendolo per tre anni in un fienile, nutrendolo e curandolo, e che lui ha portato con sé a New York e ha sposato? E che genere di amore lo lega a Masha, la donna, scampata ai lager, del cui corpo non riesce a fare a meno, ma che percepisce come una minaccia – perché quel desiderio, più che alla vita, si apparenta alla morte? Ed è ancora amore il sentimento che lo lega alla moglie Tamara, che credeva morta e che gli riappare davanti all'improvviso? Di fronte a simili domande Herman è paralizzato, incapace di trovare una via d'uscita. A rendere tutto molto, molto più complicato è la fatica quotidiana del vivere, in quella New York che è sembrata un miraggio di felicità, ma che si rivela ogni giorno più inospitale e più aspra. Il lettore segue Herman nei suoi affannosi, sconclusionati andirivieni dal Bronx a Coney Island e da Coney Island a Manhattan, chiedendosi se e come riuscirà a tirarsi fuori da quella specie di guerra che le sue tre donne gli hanno dichiarato, e soprattutto dal groviglio di un'esistenza fatta di continue menzogne, sotterfugi, goffaggini e fughe – o se, come il Bunem di Keyla la Rossa, finirà per cedere alla tentazione di disperare di Dio.

Recensione

I due fratelli Singer sono una garanzia di altissima letteratura. Ammetto spudoratamente non saprei decidere quale dei due preferisco anche se Israel ha, a mio avviso - ma pare anche per il fratello - un che di più, qualcosa che non saprei definire in altro modo se non "tono nostalgico" che in Isaac invece è assente, mentre prevale un certo tono di disperazione e perdita. Tuttavia la mia indecisione è grande, anche dettata dal fatto che considero La Famiglia Moskat un capolavoro assoluto ai livelli di un Thomas Mann, per intendersi.
Anche qui, come in Ombre sull'Hudson, vi sono personaggi che, a seguito della guerra, della perdita della identità culturale e della patria, come pure delle famiglie ed amici e cari, più che personaggi sono mere ombre che si muovono in questa America che gli ha dato la sicurezza di un rifugio ma in cui non riescono a ritrovare la loro vita. Ombre di chi, o di cosa, non è dato saperlo, certo è che si muovono trasportati da altro.
Forse ancora più che in Ombre sull'Hudson, in questo Nemici i protagonisti sono quasi evanescenti nonostante un palese eccesso di azione di alcuni. Herman è sempre di corsa, sempre sudato, sempre accaldato, ma della New York che attraversa nessun americano compare, non vi sono mai bandiere a stelle e strisce o qualcosa di cittadino che compaia; ci sono ebrei, rabbini, e soprattutto il suo piccolo mondo. Masha lavora in una tavola calda ma questo ristorante, i suoi clienti o i suoi colleghi, non compaiono mai. Di lei compare solo il suo (ex)marito Leon Tortshiner, ma compare da solo, senza portarsi nulla del resto del mondo. Jadwiga è segregata in casa come lo era Hermann nel suo fienile, tranne quando - non ebrea! - va in sinagoga assieme a sue conoscenti, vicine di casa, tutte senza nome e senza volto. Per non parlare di Tamara, che ritorna da quel buco nero che è (sempre tale in Isaac Singer, e pure in suo fratello) la Russia comunista, e ritorna tuttavia come uno spettro, una morta a suo stesso dire.
I libri di questa coppia di fratelli sono a mio avviso delle pietre miliari nella letteratura classica che ognuno dovrebbe, prima o poi, affrontare.
Ora però racconto UN ANEDDOTO. Giunto a pagina 160 del libro, volto per proseguire e scopro con orrore che salta direttamente a pagina 193! Per un errore di stampa mancavano dal mio libro ben 30 pagine, e proprio nel momento in cui Leon incontra per la prima volta Herman. Per fortuna il libro è edito dalla (sempre sia benedetta!) magnifica casa editrice Adelphi: li ho contattati in preda all'angoscia perché lasciare a metà questa storia era per me troppo angoscioso, e loro prontamente hanno risolto in poche ore inviandomi un'altra copia di questo magnifico libro!
Lo ripeto: sempre sia benedetta Adelphi che ha un catalogo magnifico, ma soprattutto ogni edizione è sempre curata alla perfezione. Da sempre amo questi libri, anche esteticamente li trovo magnifici. Con questo accadimento, tuttavia, ho avuto conferma che la loro fama è più che meritata. 
GRAZIE, ADELPHI!
Potete leggere BENE cosa è accaduto quando li ho contattati nel mio blog a questa pagina

Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Isaac Bashevis Singer

Tutti i libri di Isaac Bashevis Singer

  • La famiglia Moskat (stato: Libro finito)
  • Nemici. Una storia d'amore (stato: Libro finito)
  • Ombre sull'Hudson (stato: Libro finito)
  • Guarda l'anteprima di tutti i libri di Isaac Bashevis Singer
  • Ultimi 5 post dal blog riguardo a LIBRI

    Titoli attuali di libri, per capire perché la gente non legge
    Libri che vorrei rileggere
    Il vero incubo: un libro stampato male. Di Adelphi edizioni e di Mauro Corona
    Sulla lettura: un romanzo di sei parole?
    Genealogia di base della famiglia Moskat dal libro di Isaac Bashevis Singer
    Leggi tutti i post nella categoria LIBRI del blog


    Fino a marzo 2021 era possibile postare commenti tramite Disqus ma siccome non mi piacciono le pubblicità a meno che non facciano intascare soldi a me, ho rimosso il modulo. Quindi, riguardo ai commenti, d'ora in poi vi fottete. A me non cambia nulla (anzi).

    © il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

    Questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
    Visitando il sito si sottintende la presa visione delle CONDIZIONI D'USO

    Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima