Avventura di Jack Ryan ma dove in realtà Jack Ryan non fa proprio un cazzo se non parlare, parlare, parlare di banalità fino alle ultime 50 pagine di questo enorme mattone quando finalmente entra (un po') in azione. Se guardate gli altri libri che ho letto di Tom Clancy, e ne ho letto altri anche in passato, vedete come per questo autore ho un rapporto ambivalente. Alcuni sono meravigliosi (ad es.
Uragano Rosso) altro a mio avviso sono classificabili come "pietosi" (ad esempio
Giochi di Stato). Tom Clancy ha scritto troppo, e a parte ciò molto libri riportano il suo nome ma solo come un "credit" mentre sono invece scritti da altri, ad esempio la serie di
Splinter Cell. Questo "Red Rabbit" in teoria è suo, e appartiene al filone dei libri di merda.
I punti critici sono tanti.
Innanzitutto, i russi sono raffigurati come robot idioti: sono raffigurati come i protagonisti di 1984 di Orwell (Zaitsev è una versione letterariamente povera di Winston Smith), ma la realtà è ben diversa. Certo, non conoscevano molto del resto del mondo, i politici erano corrotti, la burocrazia era una religione, ma da qui a raffigurare delle persone prive di discernimento è eccessivo. Il tema dell'attentato alla vita del Papa è assurdo: solo un demente totale potrebbe pensare una cosa simile. Certamente il Papa aveva una gran rilevanza nella crisi polacca e in generale della fine dell'URSS e dei paesi controllati, rilevanza intesa come potere e non lo nego, ma da qui a pensare che una lettera a favore della libertà della Polonia possa scatenare un complotto per eliminarlo è veramente fantascienza.
C'è una debolezza generale delle trame dei complotti. Già l'idea di un piano per uccidere il Papa è assurda in mano al KGB. Ma guardiamo un attimo il Rabbitt: Zaitsev si rivolge per caso a quello che crede una spia americana e ti becca non solo una spia, ma il capo; gli basta dire "ho informazioni importanti, se le volete fatemi scappare" e tutti gli credono per pura sincerità, senza l'alba di una prova, e cominciano subito, dall'oggi al domani, a lavorare per farlo scappare; il piano di fuga con furto di cadaveri è inoltre talmente assurdo che fa sorridere ma per pietà. Che cazzo gli è passato per la testa a Clancy?
Jack Ryan ed Ed Foley sono persone insopportabili: così perfettini, fighetti, intelligenti, astuti, senza macchia, con mogli fighe, e pure queste astute, intelligenti... La moglie di Jack non fa altro che vantarsi della sua carriera da oftalmologo e di quanto avanti sia l'ospedale dove lavora e dove lei è ovviamente la migliore, sa ogni cosa di chirurgia, diagnostica, psicologia e psichiatria, pediatria, sa tutto; a Jack con quel suo chiamarla di continuo "bambola" o "piccola" ti viene da prendere a sberle il libro sperando lui senta un po' di male!
Che senso ha sprecare una intera pagina per descrivere il senso di solitudine di Cathy quando si sveglia e si rende conto che Jack non c'è perché per lavoro è dovuto assentarsi per quattro o cinque giorni? Tutto questo casino per quattro o cinque giorni di assenza, e già dopo una sola giornata? Serviva proprio sprecare altre pagine per questa cagata?
Quello che forse più esagera oltre alla caricaturizzazione della "nomenklatura" russa, è il suo bigottismo cristiano cattolico. La Chiesa è senza macchia alcuna, guidata per consenso da un Papa innocente e puro, libero da ogni vizio, potente ma una potenza datagli da Il Bene, da un palese consenso divino, in grado con la sola parola di rovesciare il mondo perché è la parola del giusto. Un Papa che scrive una lettera e fra tremare la potente URSS tanto da portarla a idearne l'omicidio è un'idea veramente al limite del fantasy. Vorrei chiedere a Clancy, se il Papa e la Chiesa sono così in grado di stravolgere il mondo: perché non l'ha fatto? Perché non lo fanno?
E i punti critici continuano per 600 pagine di riflessioni continue e ridondanti, per buona parte del libro non succede praticamente nulla se non pagine e pagine, capitoli e capitoli, di riflessioni. Tutto questo per la bellezza di 600 (SEICENTO) PAGINE! Clancy vuole premere sugli approfondimenti psicologici dei protagonisti ma è più che evidente che non è uno psicologo, sicché questi approfondimenti sono più simili a chiacchere e retorica narrativa che a dubbi interiori e sfaccettature mentali. Dalla decisione di Zaitsev di scappare al suo arrivo in UK passa buona parte del libro, centinaia di pagine, e non c'è niente che va storto: niente di niente. Ciò implica che l'azione è completamente assente, c'è solo pianificazione e studio ovvero discorsi, ma non c'è una sola cosa che vada storta, non c'è un inconveniente, non c'è alcun problema, niente di niente. Centinaia e centinaia di pagine di descrizione senza tensione alcuna, farcite solo di pensieri, tentennamenti, dialoghi, una noia mortale. Nel mezzo trovate pure la descrizione delle "uova alla benedettina", praticamente la ricetta, giusto perché le pagine era poche...
Peccato perché pur a fronte di tutte queste debolezze sarebbe una simpatica lettura rilassante ma la mole di pagine e chiacchere è il muro più infastidente. Sono troppe, veramente troppe e nonostante tutto ammetto che molte volte o saltato paragrafi interi quando si perde in coglionate come la preparazione di una cena o la descrizione di suo figlio o persino si mette a raccontarci la trama del libro che Ryan sta scrivendo (si, perché è pure scrittore di biografie e saggi storici). Solitamente basta leggere i dialoghi, nel mezzo ci sono righe e righe di congetture puerili che sono ignorabili. I paragrafi che iniziano con "Oltre a ciò", "Malgrado le", "Non che fosse" e via dicendo, o quelli che iniziano con una domanda. Vi consiglio di farlo, altrimenti questo libro avrà come unica conseguenza di rubarvi tempo. Avrei voluto abbandonarlo ma volevo sapere come finiva la cosa e soprattutto di continuo speravo accadesse qualcosa di inaspettato invece tutto è lineare e perfetto e non accade assolutamente nulla di nulla.
Comunque se volete leggerlo compratevi un ebook. La versione Rizzoli che ho io, con copertina rigida, è mastodontica sia in larghezza, sia in altezza, sia in spessore.
QUALCHE CURIOSITA'
Lettera aperta a Tom Clancy:
Caro Clancy, la Toccata e Fuga in Re Minore di Bach è per organo, le versioni per orchestra non sono sue e per quanto carine sono delle specie di bestemmie, in linguaggio aulico arzigogolato ma pur sempre bestemmie e dubito fortemente che in un concerto coi Brandeburghesi suonati con strumenti originali (la "spinetta", probabilmente un clavicembalo) il direttore vi possa aggiungere la trascrizione di Stokowski.
Ho letto recensioni che criticano l'Americanismo e l'americacentrismo. Ragazzi, è uno scrittore americano e pure molto patriottico, non mi pare che i romanzi italiani patriottici denigrino l'Italia, e per non parlare dei romanzi russi... Stessa cosa per quanto riguarda le critiche che tacciano i russi come inferiori: certamente Clancy esagera e molto, pure troppo, ma ai tempi dell'URSS quella era la situazione. È indiscutibile. L'audacia e la preparazione dei russi veniva costantemente ostacolata dalla loro burocrazia, sono andati nello spazio e si sono fermati lì, hanno imprigionato e giustiziato tutti, hanno affamato e schiavizzato, la loro tecnologia era continuamente rotta, pure
Terzani lo disse: "la prima volta che premeranno il pulsante probabilmente sarà rotto". Ma e se invece per puro caso il pulsante funzionasse? Non è un loro prodotto la Jugoslavia dove si moriva di fame mangiando cavolo, la Romania di Ceausescu, Cuba, la crisi dei missili, la Cecenia, ora l'Ucraina?
Il libro è del 2002 ma ambientato nel 1981 e parte in sostanza dal reale attentato di Ali Agca al Papa. La pista Sovietico-Bulgara è stata una delle
ipotesi nelle indagini. Non solo: è un'ipotesi incredibilmente avvalorata quindi, quando ho detto che è assurda l'ipotesi del KGB come mandante dell'attentato, ho detto una cazzata. Me ne scuso. A leggere comunque tutta la questione dell'indagine nella pagina Wikipedia viene il mal di testa dal circo di testimonianze e ipotesi che attestano due cose: che la rete dello spionaggio internazionale è molto più arzigogolata di quella del ragno più psicolabile che esista; che il Vaticano ha moltissimi scheletri nell'armadio e che Clancy farebbe bene ad aprire un po' più gli occhi.
Ryan bigotto come pochi in ogni ambito della sua vita celebra il .45 ACP della Colt Browning contro il 9mm Luger attestando la estrema superiorità ma al tempo della scrittura del romanzo la
"rivoluzione" era già iniziata.
In questo come in altri libri d'azioni e non solo americani, i corpi italiani italiani, sia servizi segreti che Carabinieri che polizia, sono sempre ben considerati. Parlano sempre bene degli agenti investigativi, dell'operato della polizia, dell'efficacia dei Carabinieri, del loro addestramento e dei loro sistemi e ne viene sempre sottolineata la grande efficacia.
Il killer bulgaro viene più volte citato come l'assassino di tal
Georgij Markov: nella pagina Wikipedia si legge che "Il quotidiano britannico The Times ha riferito che il principale sospettato è un italiano di nome
Francesco Gullino". Come gira strano il mondo...
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