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Arto Paasilinna: Piccoli suicidi tra amici

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 22/04/2021
Voto: leggi la recensione
Seduto sui gradini di casa con una bottiglia di birra in mano, il direttore Onni Rellonen, imprenditore fallito, decide di dire basta a "quel suo vivacchiare privo di senso". Ma cosa succede se il fienile scelto per "il botto finale" è già occupato da un colonnello a riposo risoluto a mettere fine ai suoi giorni? Non ci saranno anche molti altri nelle stesse condizioni, con cui varrebbe la pena di spartire timori, rischi e spese, per un dignitoso suicidio collettivo? E così, caricati sulla Saetta della Morte, lussuoso pullman dotato dei più desiderabili comfort, trentatré selezionati aspiranti suicidi partono per un viaggio che li porterà da un capo all'altro dell'Europa alla ricerca del migliore strapiombo da cui lanciarsi nel vuoto.

Recensione

Anche in questo caso abbiamo libro ironico: a tratti grottescamente ironico, a tratti violentemente ironico, a tratti malinconicamente ironico, a tratti stupidamente ironico, a tratti simpaticamente ironico. E' così ironico che, mi spiace, dopo un po' spacca il cazzo. Mi dispiace essere così crudo nei confronti di un autore il cui L'Anno della Lepre mi aveva così ben impressionato nonostante a sua volta fosse un libro molto ironico. Il problema di questo romanzo che narra la vita di questi Aspiranti Suicidi è noioso perché non vi accade nulla, non c'è alcuno spessore, non c'è morale nascosta se non quella diretta e superficiale che, alla fine, i suicidi spesso non vogliono suicidarsi perché aspirano semplicemente a una vita migliore. Il libro è una specie di fumetto perché l'introspezione è totalmente assente e c'è solo la descrizione di cosa succede suddivisa, diciamo, in "avventure": una volta c'è la riunione, poi c'è il pullman, poi c'è la raccolta degli aspiranti sparsi, poi c'è il viaggio il Norvegia, poi c'è quello in Germania e via dicendo ma, in realtà, ogni avventura è la replica della precedente: bere, mangiare, viaggiare, ridere, e rimandare. Lo schema è sempre quello, capitolo dopo capitolo, cambia la cornice ma la struttura è sempre quello, e questo schema è quello classico dei romanzi per ragazzi. All'inizio del libro sicuramente ispira fiducia e qualche sorriso lo strappa, ma col proseguire la lettura diventa veramente noioso perché sono 270 pagine tutte fottutamente uguali, io già prima della metà mi ero annoiato e questa recensione la sto scrivendo mentre il Kindle mi avvisa che sono al 68% e mi interrogo se sia magari il caso di depositarlo nella buia e umida cantina dei miei libri abbandonati.
EDIT: alla fine l'ho finito. Lo salva un po' lo stile, perché Paasilinna è bravo, ma per il resto una noia mortale fino all'ultima parola. Anche il tema era carino, all'inizio: piuttosto originale e non scontato, ma successivamente diventa eccessivo. Da leggere sotto i 18 anni, o se non siete grandi lettori.

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