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COMMONWEALTH SAGA 2/2 - JUDAS UNCHAINED

Peter F. Hamilton

Continuo, per concluderla, il ciclo del Commonwealth con gli ultimi due volumi. Per i primi due volumi potete leggere la recensione in questa pagina dove trovate anche un'introduzione generale alla saga e riflessioni varie.
Ricordo che il ciclo originale fu pubblicato da Hamilton in soli due volumi: Pandora's Star e Judas Unchained, in italiano però entrambi divisi in due volumi separati per un totale di quattro libri come di seguito riporto segnando anche date di inizio e fine lettura di ogni volume:
  • Pandora: Prima parte | iniziato il 18/08 - concluso il 31/08/2026
  • Pandora: Seconda parte | iniziato il 31/08/2026 - concluso il 13/09/2026
  • Pandora: Tradimento | iniziato il 14/09/2026 - concluso il 27/09/2026
  • Pandora: Giuda | iniziato il 27/09/2026 - concluso il 02/10/2026
In totale siamo sulle 2000 pagine cartacee ed è da leggere tutta intera poiché è una storia continua ovvero i singoli volumi non concludono nulla.
In questa recensione mi concentro sugli ultimi due volumi ovvero JUDAS UNCHAINED, per la prima parte vedere invece questa pagina. Sfortunatamente su MLOL ho trovato solo i primi due volumi, su EdicolaShop Tradimento non è più disponibile quindi l'ho letto sul Kindle mentre di Giuda avevo la cartacea.
Prima cosa, relativa però alla conclusione dei primo volume ma non volevo rovinarvi la sopresa: quanto è bello l'attacco dei Prime? Porca puttana è talmente brutale... Hamilton l'ha gestito meravigliosamente, come meravigliosamente gestisce comunque tutta questa saga. L'attacco è bestiale, così immediato, così violento, con scene di devastazione cruente ma non splatter, sono semplicemente cariche di tensione e del resto l'attacco ormai si sapeva che sarebbe avvenuto, ma è spietato, angosciante. Comunque, dopo l'estrema violenza della carneficina dell'attacco dei Prime, si riparte con le varie vicende che contornano e popolano questa saga, inizialmente senza considerare i Prime per molte pagine. Nonostante le già mille pagine circa lette, proseguo con ardore perché - ripeto per l'ennesima volta - Hamilton è bravissimo a reggere questa visione a 360° su tutto il Commonwealth che è il vero protagonista della saga: dai suoi politici, ai suoi militari, alla sua elite oligarchica, ai suoi dissidenti, alla sua popolazione "normale", quella che vive e lavora e suda.
Tuttavia per tutta la durata di questa saga i punti deboli, piccoli, perdurano. Il pozzo quantistico trovato da Justine durante il suo volo in aliante su Far Away (che dura decine di pagine senza un perché, forse solo per introdurre il pozzo), Kazimir che in soldoni non serve un po' a un cazzo se non a mettere qualche scena di sesso (che a Hamilton piace mettere un po' dappertutto e che, sinceramente, ha una presenza così continuativa e forzata che semplicemente rompe i coglioni), per sapere che ne è del buon vecchio Mark dobbiamo aspettare circa 200 pagine del terzo volume (e nel complesso della saga, la sua figura è totalmente inutile), il pellegrinaggio silfenide di Ozzie è totalmente fuori luogo se non ridicolo... molte cose sono veramente separate da troppe pagine, è troppo lento, questa saga è un bel esercizio di memoria. Ripeto tuttavia per la 100esima volta: è scritto talmente bene che i suoi punti deboli si perdono, del resto sono dovuti al fatto che abbiamo una visione globale e storica sul Commonwealth, non solo sul rapporto bellico coi Prime.
Mi è venuto in mente un paragone: immaginate uno scrittore che scrive un romanzo breve a tema la sola invasione dei Prime. Successivamente comincia, con molti altri scrittori, a scrivere una serie di romanzi paralleli (per gli analfabeti funzionali: degli "spin-off") riguardanti vicende che si inseriscono in quella storia: il punto di vista del soldato, la vicenda biografica dell'astronomo, omicidi e vendetta nel sottofondo di quei mondi, il punto di vista del lavoratore - l'individuo quotidiano, le problematiche sociali e politiche, approfondimenti sulla struttura sociale che regge il Commonwealth, la nascita della fisica del wormhole, la nascita della medicina del ringiovanimento, approfondimenti sull'evoluzione dell'informatica... ecco, tutti questi romanzi in realtà sono contemporaneamente presenti nella saga di Hamilton, ciascuno in un capitolo per volta e spesso distanti vari capitolo tra loro. E' difficile seguire una trama simile, quando un capitolo comincia ma continuando una storia accaduta 100 pagine prima, non è immediato riandare con la mente a ciò che era successo per collegarlo a ciò che ora stiamo leggendo. Alla lunga ammetto che stufa, ma rimane intrigante e leggibile perché Hamilton è proprio bravo. Tanto per far capire quanto è ben scritto: dopo i primi due volumi volevo fare una pausa e leggere un altro libro che ho da parte da un po'; invece, una volta concluso il secondo volume, non ho saputo resistere e sono andato subito al terzo. E' bravo pure con la descrizione delle operazioni belliche: la glaciale perfezione dei Prime ricorda i Berserker, mentre la guerriglia delle truppe mandate nei mondi perduti con le loro tute potenzianti ricorda Heinlein di Starship Troopers, le peregrinazioni di Ozzie richiamano Canti di Hyperion come pure l'IS che palesemente è il TecnoNucleo, nel finale inserisce una vicenda investigativa in puro stile Sherlock Holmes (o Poirot, a seconda della preferenza), cita persino Barsoom; ammetto che tutte queste citazioni e rimandi mi hanno un po' infastidito, artificiali al limite del superficiale se non propro infantile. A metà del terzo volume già mi ero chiesto: come riuscirà a concludere la saga? Tutte queste vicende necessitano di una fine, se si concluderanno tutte in una volta alla fine del quarto libro sarà un casino totale prettamente cinematografico e mi farà girare i coglioni, ma se invece si concluderanno una alla volta, con calma, sarà necessaria ancora più maestria narrativa per reggere la storia senza rovinare tutto il pathos. Avendo nei bellissimi primi due libri introdotto un sacco di vicende parallele, si ritrova a doverle gestire tutte e farle finire in maniera uniforme e coordinate cosa che comporta un sacco di artifici. Hamilton si è annodato tra loro i lacci delle sue scarpe e stenta a camminare, figurarsi quando dovrà correre.

Riflessioni di FINE LETTURA

Conclusa la lettura, è ora - dopo tante chiacchere - di tirare le somme. Vale la pena questa saga? Una risposta è indubbiamente difficile, perché è scritta bene, è intrigante; nonostante i miei proponimenti di intervallarne la lettura con un altro libro che ho sul comodino, non ce l'ho fatta e ho letto di quattro libri quasi divorandoli. Tuttavia, dubito che leggerò qualcos'altro di questo autore. Ha esagerato. Scrive bene, ma ci mette dentro troppe cose slegate una dall'altra. Farlo per dare una visione a 360° del Commonwealth è un trucco, non una diversa soluzione, un trucco per aggiungere pagine e trasformare un libro in una saga. Tutto è troppo slegato, le diverse linee narrative hanno un collegamento troppo flebile ed artificioso tra di loro sicché si crea uno spaesamento. Molte di queste linee sono assolutamente inutili, come ad esempio le peregrinazioni di Ozzie che non servono a nulla, il volo in deltaplano di Justine (e i pozzi adimensionali che trova, poi dimenticati dalla narrazione?) o Dyson Beta introdotto già ad inizio saga e poi lasciato lì. Il ritmo narrativo è continuamente spezzato, la consequenzialità cronologica degli eventi è continuamente spezzata, le storie individuali sono continuamente spezzate, le azioni e i colpi di scena sono continuamente spezzati, ciò che tiene tutto assieme è indubbiamente la capacità narrativa di questo scrittore che ha scelto la zona sbagliata in cui sedersi nel salotto della narrativa perché tutto è spezzato, questa saga manca di unitarietà, è un libretto di 150 pagine cui sono seguiti decine di "spin-off", come si dice oggi. Peccato, veramente. Se avete letto i Canti di Hyperion, monumentale saga pesantissima, capite bene la differenza perché Dan Simmons non ha usato il trucco di inserire eventi per riempire i quattro libri, ha usato vera maestria letteraria che può piacere o meno (io l'ho trovato incredibilmente pesante e noioso) ma va riconosciuto che c'è una ricerca letteraria profondissima, che qui manca. Dan Simmons è letteratura, Hamilton è narrativa. Non basta scrivere 2000 pagine per fare un capolavoro della narrativa, Cronache Marziane di Bradbury o Solaris di Lem ne sono esempi perfetti, brevi ma intensi e perfetti. Nonostante ciò, è una bella saga, come dicevo intrigante e coinvolgente. Merita di essere affrontata, ci sono descrizioni bellissime, c'è un senso di isolamento e straniamento in questi pianeti distanti anni luce uno dall'altro in cui gli umani si sono sparpagliati, le scene di guerra sono maestose, spesso terribili, e alcuni personaggi sono indimenticabili. Bello, molto bello, solo per gli appassionati di fantascienza però perché non lascia spazio ad altro, filosofia, psicologia, letteratura, poesia, niente, puro esercizio tecnico fantascientifico e tirato troppo per le lunghe tant'è che l'ultimo libro è quasi inutile tanto tira per le lunghe le avventure che si moltiplicano come funghi parassiti, colpi di scena che si rincorrono l'un l'altro in maniera estremamente cinematografica ed artificiosa. Un bel finale sarebbe stato Ozzie che arriva a Dyson Alpha e avvisa i Prime dell'attacco incombente, svelando così la sua identità di StarFlyer, poi un massimo attacco preventivo dei Prime e la distruzione dei pianeti del Commonwealth concludendo con una panoramica su una flotta di navi con i sopravvissuti della razza umana in ibernazione, dirette verso l'ignoto della galassia o anche altre galassie, e un ultimo sguardo su una flotta speciale di Prime che si apprestava al loro inseguimento per concludere il lavoro. Devastazione assoluta, bellissimo!
Insomma, come si sarà capito, a mio avviso 1) la saga è troppo lunga 2) ci sono troppe linee narrative 3) tutti gli argomenti sono spezzati a volte anche per centinaia di pagine 4) non c'è alcun approfondimento personale, psicologico, sociologico, filosofico 4) ci sono molte linee tematiche, o "storie", inutili 5) il quinto libro fatica a trovare la conclusione dato il casino di vicende che è stato fin lì portato avanti. Fino alle prime 50/100 pagine del quarto libro ero comunque tentato a dare il massimo dei voti, ma veramente Giuda è il bacio di un traditore al lettore. Il finale è disastroso, come supponevo non riesce a reggere tutta la ragnatela di storie e fa un gran casino peraltro sorretto da un fanciullesco moto in stile "Vissero tutti felici e contenti", una forma di "Tutto è bene quel che finisce bene" che oltretutto lascia un sacco di punti irrisolti. Hamilton rovina tutto, sarebbero bastati due libri per creare un capolavoro. Se dovessi dare un giudizio complessivo a tutta la saga resterei sulle tre stelle ma sono buono, inoltre tutto crolla con l'ultimo volume mentre i primi due in realtà sono belli, il terzo sopravvive:
Bello, ma dopo una stretta di mano molto affettuosa, mi congedo da Hamilton: per quanto mi riguarda la fantascienza dev'essere un mero mezzo per dire qualcosa, non lo scopo. Mi pare di capire che dopo questa trilogia vi sia quella del Vuoto che parla di ciò che accadde dopo. Leggerò la trama sul web.
Una cosa interessante, se ci fate caso, è che non c'è la religione: è interessante, soprattutto per come ne è trattata l'assenza. Non ci si rende conto che non esiste proprio perché non ne parla mai. Solo nel terzo libro c'è un piccolo cameo di una chiesa, a proposito del matrimonio di Kime e Anna, ma è proprio un'apparizione veloce e laicizzata, non si parla di preti o cerimonia né tantomeno di dio, solo di una chiesa in un Kime valuta di sposarsi, ma sembra un edificio che rispetta la tradizione antica più che un luogo di culto, è completamente snaturato, una costruzione che vale solo come reminiscenza del passato per cerimonie di persone ricche. Del resto in una società che si muove fra le stelle a velocità superluminali con distorsione dello spazio, dove le persone vivono centinaia di anni e virtualmente in eterno, dove è possibile modificare i ricordi e l'aspetto fisico anche a vita in corso, dove esistono alieni e sfere artificiali che racchiudono interi sistemi solari, dio non ha più posto per esistere. E' probabile che semplicemente le religioni siano state in breve tempo abbandonate, le chiese prive di sufficienti fedeli (ovvero sufficienti soldi) per mantenere la loro immane agiatezza e il loro potere, abbiano dichiarato fallimento, come un'azienda che non resta a passo coi tempi e accumula debiti fino a un punto di non ritorno. Giusto nell'ultimo libro, che è il momento più debole della saga, ne compare un assaggio ma potremmo dire solo come protocollo, come struttura peraltro vuota, goffamente varata dall'evocazione "sognando il cielo" dei Guardiani: non c'è però un dio, né una metafisica, è quasi pura struttura sociale, tradizione culturale imposta per dare coesione. Hamilton deve averla aggiunta tardi perché negli altri libri mai compare e pare quasi immessa a forza, come a dire "Cazzo ho preso spunto da tutto, e mi sono dimenticato dio"!

Tutti i libri di Peter F. Hamilton

  • Commonwealth Saga 1/2 - Pandora's Star (stato: Libro finito )
  • Commonwealth Saga 2/2 - Judas Unchained (stato: Libro finito )
  • Totale libri: 2
  • Non sai cosa leggere? Prova con un libro a caso

    NOTA BENE | le recensioni di libri qui presentate sono esclusivamente frutto del mio gusto personale che inoltre è anche contestualizzato al periodo in cui mi trovo a leggere quel determinato libro. Ciò che io dico potrebbe non andare bene per voi, il mio consiglio è di leggere anche altre recensioni online, ma allo stesso tempo di lasciarvi ispirare dalla sensazione ingiustificata che il nome di un autore, il titolo di un libro, una copertina, ciò che ne dici la quarta, la fedeltà a una casa editrice o il consiglio di un libraio possono suscitarvi. E' così che io perlopiù scelgo un libro. Per quanto riguarda i voti si consideri che bene o male un libro brutto è sempre meglio che una bella serie in tv, perché i libri avranno sempre una cosa in più: tacciono. Per il resto vale quanto già detto in altre parte del sito: è mio, ci scrivo io, quello che voglio io, internet è grande e troverete altri siti che vi aggradano.

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