Ho acquistato Pandora: Giuda a fine Giugno 2025 in edicola per poi scoprire che è il quarto volume della Saga del Commonwealth, sfortunatamente gli altri tre non sono più disponibili cartacei ma li ho trovati su
MLOL quindi oggi 17 agosto 2026 posso cominciare la lettura di questa saga. Ricordo che i libri Urania cartacei sono disponibili solo in edicola, su Amazon si trovano solo gli ebook mentre eventuali arretrati cartacei sono acquistabili sullo store di
edicola.shop, una scelta di distribuzione che può sembrare limitante ma è fatta per contenere le spese grazie alle edicole.
L'originale fu pubblicato in due volumi:
Pandora's Star e
Judas Unchained, in italiano però entrambi divisi in due volumi separati per un totale di quattro libri come di seguito riporto segnando anche date di inizio e fine lettura di ogni volume:
- Pandora: Prima parte | iniziato il 18/08 - concluso il 31/08/2026
- Pandora: Seconda parte | iniziato il 31/08/2026 - concluso il 13/09/2026
- Pandora: Tradimento | iniziato il ______ - concluso il
- Pandora: Giuda | iniziato il ______ - concluso il______
Mi pare una scelta sensata. La mia versione MLOL della prima parte conta 438 pagine ed è il calcolo delle pagine cartacee (chi non legge ebook non può capire), la mia versione cartacea di Giuda conta 500 pagine. Parliamo quindi di una saga molto, molto lunga, sulle 2000 pagine cartacee ed è da leggere tutta intera poiché è una storia continua: non è come i cicli di
Dune o
Ender, dei quali potete leggere il primo volume (in entrambi maestoso) e fermarvi, ignorando gli altri (che sono pietosi).
In questa recensione mi concentro sui primi due volumi ovvero
PANDORA'S STAR, per gli ultimi due libri farò invece una pagina a parte.
La saga è lunga, è intricata, con svariate linee tematiche da seguire e moltissimi protagonisti spesso marginali. E' una rete di avvenimenti che si incrociano tutti a unirsi in una storia comune, ma tali avvenimenti sono separati spesso, oltre che da distanze spaziali con protagonisti, mondi e culture separate, spesso anche da linee temporali differenti con tuffi nel passato. Hamilton è molto bravo a creare questa rete di eventi, persone, luoghi e tempi e a gestirla in maniera melodiosa, senza mai essere troppo pesante sebbene, chiaramente, la mole di eventi intrecciati sia un po' eccessiva.
Il primo libro sono 438 pagine e nonostante la mole di avvenimenti trattati, alcuni anche apparentemente indipendenti, l'ho letto con fervore. Tanto per dare un'idea: ci sono tutta una serie di capitoli che riguardano le indagini di Paula Myo riguardo un omicidio irrisolto avvenuto quarant'anni prima e che la portano a trovare il colpevole; non ho assolutamente capito nulla del perché questa storia sia presente nel libro, non c'entra niente con la Coppia di Dyson, non c'entra niente con i Guardiani del Sé, non c'entra niente con la costruzione dell'astronave, non c'entra niente con nulla di ciò che direttamente o indirettamente forma l'ossatura principale del libro. Serve solo a presentare Paula Myo e la sua infallibilità genetica, tranne che dopo un po' viene spostata all'indagine sull'attentato alla Second Chance ma non è questo lo scopo perché comunque l'idagine su Morton viene portata avanti dal suo aiutante Hoshe, e poi conclusa, e ci viene narrata bene in dettagli anche procedurali investigativi. A cosa serve? Non si sa, ma la vicenda viene portata avanti anche nella seconda parte con la continuazione ovvero Mellanie. Sia chiaro, è una vicenda narrata bene, pure intrigante e con implicazioni sulla struttura della società ovvero database di ricordi, ringiovanimenti, revitalizzazione, ma non c'entra nulla con la storia principale. Forse perché, però, una storia principale non c'è ma la storia principale è la visione d'insieme sulla società del Commonwealth? Probabilmente questa è la spiegazione più corretta anche se, in realtà, la vicenda della Barriera di Dyson è quella su cui bene o male tutto gira attorno. Sono questi dettagli a portare la storia a circa 2.000 pagine, pare quasi un insieme di lunghi racconti concatenati e intervallantesi uno con l'altro e questo è il suo punto debole sebbene, ripeto, tutto è scritto e narrato magnificamente.
La seconda parte inizia benissimo: l'astronave arriva nei pressi della grande barriera di Dyson. La descrizione di questa barriera anche a livello semi-tecnico-scientifico è lunga ma non pesante e non scende in assurdità tipiche della fantascienza hard ma, nonostante ci dia alcune specifiche della barriera, serve a creare benissimo l'atmosfera. Parliamo di una barriera che racchiude
un intero sistema solare e cui l'astronave arriva vicinissima, riesce alla perfezione a dare il sentimento di questa mastodontica struttura, invisibile se non per il fatto che dove c'è lei non si vedono le stelle, con l'astronauta che le arriva di fronte e la tocca. Evoca un senso di vertigine quasi reale nel lettore. Sfruttando bene la scrittura, ad esempio scendendo in particolari minuziosi alcune volte e saltandone platealmente altri (la seconda missione a Dyson Alpha dura pochissimo), oppure intervallando la narrazione con le altre storie parallele che narra (i famosi sei o sette libri di cui sopra) la minaccia dei Prime si fa tanto silenziosa quanto tenace e angosciante. Cosa stanno facendo nel frattempo? Dove stanno andando? Cosa stanno pianificando?
E' bravo, molto bravo Hamilton a scrivere, ma del resto non è una tecnica letteraria difficile perché basta scrivere 10 racconti con un filo comune (Dyson Alpha) e poi metterli tutti assieme alternando i capitoli. Infatti, spesso, non c'è legame tra loro, e questo - ripeto - è il punto debole della struttura. Dà quasi l'idea che stiamo leggendo sei o sette libri contemporaneamente e quasi tutti sono dei "gialli" ovvero ti tengono sulle spine per scoprire chi è il colpevole, volta per volta, ma non lo saprai mai per 2.000 pagine! Innervosisce, e persino un po' stufa. Si perde spesso il filo, ancora più non si capisce bene dove vuole andare a parare. Quando concludi il secondo volume e ti rendi conto che te ne aspettano altri due ovvero altre 1.000 pagine... non è una bella sensazione. Ripeto, la saga è bella, bellissima e il mio voto lo attesta ma Hamilton ha osato troppo sebbene sia riuscito bene o male a barcamenarsi egregiamente in questa ragnatela che, con queste premesse, si riconosce come un abile trucco per trasformare un romanzo in una saga mastodontica.
NOTA | Contrariamente a quanto lessi sul web, non è vera e proprio fantascienza
hard: ci sono termini scientifici inesistenti per indicare tecnologie inesistenti, ma Hamilton non scende nelle spiegazioni fanta-tecniche come molti altri scrittori cui piace forse troppo giocare con le parole e la propria presupposta intelligenza. Hamilton sceglie un approccio diverso: le cose ci sono ma si limita a spiegarci
cosa fanno invece di
come lo fanno. Non mi piace la fantascienza hard che si perde in pagine e pagine di minuzie tecnico-scientifiche per cose che non esistono, ci sono scrittori che ti spiegano per filo e per segno come funziona e si crea un wormhole ed è una cosa che lascia il tempo che trova visto che i wormhole non esistono né la teoria che può gestirli. Hamilton ti dice qualcosa, ti cita qualche termine, ma finisce lì.
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