Facebook | Commenta | È martedì 05/07/2022

George Orwell: 1984

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 09/06/2022
Voto: leggi la recensione
La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza. L’opera più celebre di Orwell non smette di affascinare milioni di lettori per l’immensa carica visionaria e per quella preveggenza che anticipa, di oltre mezzo secolo, alcuni tratti della società contemporanea. Oggi "1984" parla, se possibile con forza ancora maggiore, a un mondo che scopre nuovi modi di esercitare e subire il potere, un potere che varca le frontiere digitali, permea i social network e, soprattutto, si esprime attraverso la manipolazione di parole e immagini. Aspetti, questi, messi in luce dall’ampia lettura critica di Paolo Borzacchiello, che rende ancora più attuale e vivo un libro in grado di fissarsi in modo indelebile nella mente e nel cuore del lettore.

Recensione

Libro che letto forse 25 anni fa, a rileggerlo oggi sapete cosa vi dico? Era terribile allora, non pensavo che l'avrei trovato terribile pure ora. Forse ancora di più, nell'era di smartphone e social fa veramente ancora più paura perché tutte le forme di controllo e gestione forzata della società sono così veritiere nel libro e in alcuni casi così attuali/attuate oggi che fa paura. 
Incredibile è la questione del parlanuovo ovvero la lingua ufficiale del/nel Socing: allora non ero ancora conscio di quanto la nostra realtà dipenda, quasi a livello idealistico, dal linguaggio con cui ne parliamo. L'idea che la manipolazione della società dovesse avvenire parallelamente alla forzatura del linguaggio è geniale e anche sotto questo piano oggi possiamo vederlo in molti aspetti principalmente politici ma non solo. Ad averlo letto ai tempi della laurea l'avrei sicuramente inserito in un paragrafo a parte riguardo la teoria della verità ovvero del linguaggio di Donald Davidson, mi ritorna continuamente in mente il coniglio con il parassita di Quine e la questione sarebbe stata proprio calzante.
Spettrale e mastodontico, terribile e spietato, cosa dire della struttura ideologica della guerra descritta nel libro di Goldstein, guardando il nostro mondo oggi? Per non parlare di O'Brien che spiega cos'è il Partito e per cosa lavora, quando tuona che il potere non è lo scopo del singolo individuo, del singolo politico, né il mezzo per il dominio, bensì è del partito collettivo il fine in sè. Agghiacciante. 
Per concludere, i Prolet, che secondo Winston sono l'unica alternativa al dominio e l'unica possibilità di riscossa: in realtà sono lì dominati e quasi fieri di esserlo pur essendo estranei sia al Partito Interno che a quello Esterno; si esaltano per la guerra e le vittorie, cantano le canzoni propinate dal Partito, partecipano attivamente più di chiunque altro alle Giornate dell'Odio, sono massacrati e tagliati fuori da tutto eppure obbediscono ad ordini che neppure vengono dati, come non riconoscere noi stessi oggi nello schiavo Prolet?
E come non ritrovare nel reopensiero pattugliato dalla Polizia del Pensiero quell'ossessione odierna per il politicamente corretto e la gente che ti addita appena provi a dire la tua, la tua non allineata, riguardo ad esempio a quella cagata del #metoo e degli acronimi infiniti e sempre modificati per gli omosessuali? 
Una parola riguardo la traduzione: in questa versione si è preferito mantenere Big Brother in inglese invece che italiano, un po' perché "Grande Fratello" è solo una traduzione, poiché "big brother" intende invece più il "fratello maggiore" in una coppia di fratelli, un po' perché è un'espressione ormai troppo utilizzata e spesso impropriamente. Confesso che all'inizio mi ha infastidito ma col tempo mi sono ricreduto e ho cominciato a considerarla una scelta probabilmente saggia poiché a pensare a "Grande Fratello" ormai ci immedesimiamo mentalmente troppo nelle telecamere passive e palesemente fasulle del noto "reality"; e torniamo così alla questione del linguaggio e del suo rapporto con la realtà. O meglio, della realtà e del suo rapporto col linguaggio. In questa lotta col linguaggio del Socing possiamo vedere tutta la parabola della filosofia di Wittgenstein che nei suoi Pensieri Diversi scrisse "Noi lottiamo contro il linguaggio. Siamo in lotta contro il linguaggio."
Questo libro andrebbe introdotto come lettura obbligatoria nella scuola dell'obbligo, qualsiasi altro libro potrebbe essere sacrificato in nome di 1984.

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