Condividi su Facebook | Commenta

Jonathan Franzen: Libertà

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 02/11/2021
Voto: leggi la recensione
Walter e Patty erano arrivati a Ramsey Hill come i giovani pionieri di una nuova borghesia urbana: colti, educati, progressisti, benestanti e adeguatamente simpatici. Fuggivano dalla generazione dei padri e dai loro quartieri residenziali, dalle nevrosi e dalle scelte sbagliate in mezzo a cui erano cresciuti: Ramsey Hill (pur con certe residue sacche di resistenza rappresentate, ai loro occhi, dai vicini poveri, volgari e conservatori) era per i Berglund una frontiera da colonizzare, la possibilità di rinnovare quel mito dell'America come terra di libertà "dove un figlio poteva ancora sentirsi speciale". Avevano dimenticato però che "niente disturba questa sensazione quanto la presenza di altri esseri umani che si sentono speciali". E infatti qualcosa dev'essere andato storto se, dopo qualche anno, scopriamo che Joey, il figlio sedicenne, è andato a vivere con la sua ragazza a casa degli odiati vicini, Patty è un po' troppo spesso in compagnia di Richard Katz, amico di infanzia del marito e musicista rock, mentre Walter, il timido e gentile devoto della raccolta differenziata e del cibo a impatto zero, viene bollato dai giornali come "arrogante, tirannico ed eticamente compromesso". Siamo negli anni Duemila, anni in cui negli Stati Uniti (e non solo...) la libertà è stata come non mai il campo di battaglia e la posta in gioco di uno scontro il cui fronte attraversa tanto il dibattito pubblico quanto le vite delle famiglie

Recensione

Se a mio avviso Le Correzioni dello stesso autore era la narrazione delle correzioni alla vita ormai tardive, impossibile, che portavano o sottolineavano solo sconfitte, in questo libro abbiamo invece la storia del fallimento della/delle libertà. Patty, Walter, Richard, Joey, Jessica, Lalitha, sono, una dopo l'altra, persone che o nella ricerca della libertà, o nella convinzione di viverci dentro, pian piano si ritrovano invece sconfitti da un mondo costituito di eventi che cozzano contro le proprie pretese. Come il precedente è un libro piuttosto pesante poiché la scrittura di Franzen, per quanto bella e curata, tende sempre ad essere particolarmente intricata o meglio a tessere continue ragnatele che partono dal mondo esterno, si aggrappano al soggetto e allungano i propri fili fin nella psicologia più profonda del personaggio e, come ragni, noi dobbiamo stare lì ad attendere la vibrazioni di un filo per capire dove orientarci per trovare "la preda". La struttura è bellissima: si comincia già con la disintegrazione totale degli eventi narrata impersonalmente e che poi, nel corso del libro, verrà pian piano chiarita dalla narrazione personale di ciascun personaggio. Non è la fine che importa, ma è il come ed è ciò che, a mio avviso, rende sempre più bello un libro che un film: sono capace di leggere un libro sapendo già come finisce e infatti ciò che vale in un libro sono le pagine dalla seconda alla penultima. Franzen è incredibilmente bravo a coniugare in un tutt'uno il singolo, il gruppo, il mondo circostante a ribadire una cosa sola: "libertà" non sappiamo ancora cos'è ma, per come la immaginiamo, è un'utopia.
Parliamo d'altro: Patty è proprio una stronza. Sarà che Franzen l'ha tratteggiata come una persona estremamente competitiva mentre io non lo sono affatto né lo sono mai stato, cresciuta in una famiglia che ha fatto di tutto perché le figlie non avessero pensieri, non per niente Franzen la fa parlare in prima persona, ma sarà forse proprio quei capitole de "l'autobiografa" che ho più odiato. Capisco che è un espediente letterario per rendere bene l'estremo solipsismo di questa persona e del resto ci riesce pure bene, ma a me ha fatto nascere un odio che l'avrei presa a cazzotti.
Walter invece rispecchia l'eterno paradigma tracciato dal grande Dostoevskij ne L'Idiota ed infatti Walter è un idiota, di quelli che fanno pena ma allo stesso tempo fanno un gran nervoso. Non plus ultra, Franzen l'ha pure creato sfigato.
La cosa che mi è piaciuta meno invece è la struttura del romanzo, spezzettata nei capitoli tra i vari personaggi e con i capitoli di Patty narrati in prima persona ma neanche tanto visto che si definisce la "autobiografa" e parla in terza persona di se stessa, fa nervoso e rispecchia la mentalità competitiva e dominante e molto di più il narcisismo e la deresponsabilizzazione di questa tizia ma a parte ciò,  essendo il romanzo basato su una vicenda che si svolge in circa 30 anni, questo stile fa a perdere un po' il senso del tempo che passa ed è costretto a sorvolare su alcuni dettagli.

Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Jonathan Franzen

Tutti i libri di Jonathan Franzen

  • Le Correzioni (stato: Libro finito)
  • Libertà (stato: Libro finito)
  • Guarda l'anteprima di tutti i libri di Jonathan Franzen
  • Ultimi 5 post dal blog riguardo a LIBRI

    Libri che vorrei rileggere
    Il vero incubo: un libro stampato male. Di Adelphi edizioni e di Mauro Corona
    Sulla lettura: un romanzo di sei parole?
    Genealogia di base della famiglia Moskat dal libro di Isaac Bashevis Singer
    Roger Deakin e l'anima dell'ecologia
    Leggi tutti i post nella categoria LIBRI del blog


    Fino a marzo 2021 era possibile postare commenti tramite Disqus, poi però ho notato che aveva inserito delle pubblicità e siccome non mi piacciono a meno che non facciano intascare soldi a me, ho rimosso il modulo. Quindi, riguardo ai commenti, d'ora in poi vi fottete.
    Potete comunque continuare a postare commenti agli articoli della sezione blog


    © il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

    Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

    Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
    Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima