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John E. Williams: Stoner

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 17/04/2016
Voto: leggi la recensione
William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato, mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita, per quasi quarantanni è infelicemente sposato alla stessa donna, ha sporadici contatti con l'amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo, per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l'autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. (Dalla postfazione di Peter Cameron)

Recensione

Non posso che appoggiare pienamente il giudizio della (ringraziando dio breve) postfazione di Peter Cameron. Stoner è un perdente: un uomo nel complesso buono, che crede in ideali e li difende, e per questo perde. Perde nelle amicizie, perde nel lavoro, perde nel matrimonio e nell'amore, che peraltro sono completamente separati. Perde come padre, come marito, come cittadino, come lavoratore, perde in tutto e, alla fine, muore solo e peraltro lentamente, con molto tempo a disposizione per capire tutto ciò. Ma è un perdente pieno di ideali, e a tratti ti fa venire un nervoso che vorresti gettare il libro dalla finestra! Ricorda in molto l'idiota di Dostoevskij ma quello era un perdente quasi poco credibile tant'era, nel complesso, deficiente. Stoner non è così cretino: alla sua debolezza si affianca comunque la sorte, perlopiù sua nemica. Un bel libro, accompagnare Bill Stoner nel corso di tutta la sua vita, da ragazzino, alla morte da vecchio, è emozionante. Un grande scrittore, a mio parere, lo si riconosce proprio da queste cose: riuscire a rapire lo scorrere del tempo con una macchina da scrivere.
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