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Joe R. Lansdale: Cielo di sabbia

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 27/02/2015
Voto: leggi la recensione
Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando viene raggiunto da Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale ogni cosa, dalle piante al cibo, è sommersa sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un¿occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano.

«Uscii in retromarcia dalla rimessa e mi avviai traballante sulla sabbia. Le gomme non facevano bene contatto, e fui costretto a rallentare. Poi prendemmo il via. Era come cavalcare sulle onde dell'oceano. Andavamo lenti, ma andavamo. Non intendo raccontare storie. Furto o no, era una bella sensazione ritrovarsi al volante di una Ford V8, il piede sull'acceleratore e la consapevolezza di lasciarsi alle spalle tutti quei morti e quella sabbia per andare incontro a non so quale speranza. Proprio non sapevo dove stavo andando, ma una cosa la sapevo per certo. Dovunque stessi andando, su quella Ford rubata, è sicuro che intendevo arrivarci alla svelta».

Recensione

A mio parere una gran occasione mancata. Perché? Premetto i motivi che mi avevano portato alla lettura di questo libro: il film Interstellar (che non ho ancora visto, ma forse - letta qualche recensione - penso di aver fatto bene) ha riportato alle cronache il Dust Bowl, un periodo degli Stati Uniti attorno agli anni Trenta caratterizzato da enormi tempeste di sabbia provocate dall'inaridimento del suolo. Autoconvintomi che era ora di leggere un po' di narrativa contemporanea, avevo scelto questo libro per il titolo e l'introduzione, che parlava proprio dei Dust Bowl, senza tuttavia fermarmi troppo a leggere il resto dell'introduzione.
Ne viene fuori infatti un libro che coi Dust Bowl ha ben poco a che fare. L'inizio è strepitoso, ma questi flagelli meteorologici, che avrebbero potuto essere usati per delineare le persone, per modificarle, piegarle, annientarle, o rafforzarle, invece subito dopo l'avvio del libro spariscono e non ritornano più. Non solo: non c'entrano proprio nulla col romanzo. Sono inerti, inesistenti. Mi ero aspettato qualcosa di più, in stile James Graham Ballard magari, nei cui libri i fenomeni meteorologici servono a creare la psicologia delle persone, e diventano quasi forze ancestrali. Qui invece, in Lansdale, il Dust Bowl ha la stessa valenza di un giorno di pioggia nell'economia di un intero romanzo: un accidente momentaneo e ininfluente. Peccato, perché l'inizio prometteva bene.
Ciò che resta è solo un libretto per ragazzi, quasi, utile al massimo come sceneggiatura per produrre un film hollywoodiano di basso costo, leggibile, e scorrevole, nel complesso anche piacevole ma comunque un'occasione persa. Leggetelo senza assolutamente pensare ai dust bowl, e forse ve lo godrete più di me.
Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Joe R. Lansdale

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