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Dmitry Glukhovsky: Metro 2033

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 16/06/2013
Voto: leggi la recensione
L'anno è il 2033. Il mondo è ridotto ad un cumulo di macerie. L'umanità è vicina all'estinzione. Le città mezze distrutte sono diventate inagibili a causa delle radiazioni. Al di fuori dei loro confini, si dice, solo deserti e foreste bruciate. I sopravvissuti ancora narrano la passata grandezza dell'umanità. Ma gli ultimi barlumi della civiltà fanno già parte di una memoria lontana, a cavallo tra realtà e mito. L'uomo è stato sostituito da altre forme di vita, mutate dalle radiazioni e più idonee a vivere nella nuova arida terra. Il tempo dell'uomo è finito. Poche migliaia di esseri umani sopravvivono ignorando il destino degli altri. Vivono nella metropolitana di Mosca, la più grande del mondo. È l'ultimo rifugio dell'umanità. Le stazioni sono diventate dei piccoli stati, la gente riunita sotto idee, religioni, filtri dell'acqua o semplicemente per difendersi. È un mondo senza domani, senza spazio per sogni, piani e speranze. I sentimenti hanno lasciato spazio all'istinto di sopravvivenza, ad ogni costo. VDNKh è la stazione più a nord, una volta la più bella e più grande. Oggi la più sicura. Ma oggi una nuova minaccia si affaccia all'orizzonte. Artyom, un giovane abitante di VDNKh, è il prescelto per addentrarsi nel cuore della metro, fino alla leggendaria Polis, per avvisare tutti dell'imminente pericolo e ottenere aiuto. È lui ad avere le chiavi del futuro nelle sue mani, dell'intera metro e probabilmente dell'intera umanità.

Recensione

Un romanzo che ho voluto leggere perlopiù per il modo in cui è stato scritto. Infatti, l'autore ha preso spunto per il tema dalle sue giornate nella metropolitana di Mosca quando era studente. Dalle ore passate in quel labirinto di tunnel sotterranei, gli viene in mente di ambientarci un'umanità sopravvissuta ad una guerra atomica: la superficie è devastata dall'inverno nucleare, e l'umanità si è rifugiata sotto terra, organizzando piccole "polis" nelle stazioni ed effettuando scambi commerciali e culturali tra di loro, ma col pericolo di essere sempre attaccati da essere minacciosi e modificati dalle radiazioni o chissà da che altro, come i Tetri o i terribili Ratti Giganti che quando emergono dalle loro oscure profondità distruggono una comunità in pochissimo tempo. Ma la cosa più interessante di questo libro è che dopo la prima stesura l'autore l'ha pubblicato online ed è stato successivamente modificato a seguito dei contributi di migliaia di utenti, poiché era scaricabile gratuitamente. A tuttoggi esiste in due edizioni: una pubblicata ufficialmente - e dovrebbe essere la mia - ed una online. Potete scoprire di più su quest'opera grazie a Wikipedia: wikipedia.org/wiki/Metro_2033_(romanzo)
Alla fine, sebbene la buona idea, il romanzo è superficiale. E' strutturato più come un videogioco, con il protagonista Artyom che avanza e incontra saltuariamente mostri e cose strane, delle quali però non c'è uno scopo, non c'è un pèerché, una descrizione. Rimane tutto in sospeso.

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