Un romanzo che ho voluto leggere perlopiù per il modo in cui è stato scritto. Infatti, l'autore ha preso spunto per il tema dalle sue giornate nella metropolitana di Mosca quando era studente. Dalle ore passate in quel labirinto di tunnel sotterranei, gli viene in mente di ambientarci un'umanità sopravvissuta ad una guerra atomica: la superficie è devastata dall'inverno nucleare, e l'umanità si è rifugiata sotto terra, organizzando piccole "polis" nelle stazioni ed effettuando scambi commerciali e culturali tra di loro, ma col pericolo di essere sempre attaccati da essere minacciosi e modificati dalle radiazioni o chissà da che altro, come i Tetri o i terribili Ratti Giganti che quando emergono dalle loro oscure profondità distruggono una comunità in pochissimo tempo. Ma la cosa più interessante di questo libro è che dopo la prima stesura l'autore l'ha pubblicato online ed è stato successivamente modificato a seguito dei contributi di migliaia di utenti, poiché era scaricabile gratuitamente. A tuttoggi esiste in due edizioni: una pubblicata ufficialmente - e dovrebbe essere la mia - ed una online. Potete scoprire di più su quest'opera grazie a Wikipedia: wikipedia.org/wiki/Metro_2033_(romanzo) Alla fine, sebbene la buona idea, il romanzo è superficiale. E' strutturato più come un videogioco, con il protagonista Artyom che avanza e incontra saltuariamente mostri e cose strane, delle quali però non c'è uno scopo, non c'è un pèerché, una descrizione. Rimane tutto in sospeso.
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