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Arnaud Rykner: Il Vagone

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 26/09/2012
Voto: leggi la recensione
Il Vagone, di Rykner Arnaud. "Il 2 luglio 1944 parte l'ultimo treno di deportati da Compiègne, direzione Dachau. Su quel treno, composto da ventidue vagoni più quelli di scorta e un vagone di coda, sono ammassate duemilacentosessantasei persone. Per coprire un tragitto che in tempi normali richiederebbe una giornata, quel convoglio impiega settantasette ore, attraversando regioni in cui si registrano le temperature più alte della stagione. All'arrivo i morti sono più di cinquecento. Questo incredibile romanzo è la storia di quel viaggio vissuta dall'interno di uno dei vagoni, un racconto che è puro orrore, un incubo divenuto realtà: cento persone ammassate come bestiame nello spazio di un carro merci, una calura insopportabile, senza aria, e poi la fame, la sete, la morte che si può toccare. La morte e il suo odore... Un viaggio di tre giorni in cui, all'interno di ogni vagone, individui ai quali "hanno tolto anche la vergogna" sperimentano l'inferno, dentro e fuori di loro. Tre giorni che il narratore descrive ora per ora. Tre giorni di lotta contro se stessi e contro gli altri: la paura, il panico, lo schifo, e poi la rabbia e l'odio per il vicino. Ma anche la speranza, a volte, quando il treno all'improvviso si ferma. E la solidarietà, totale e intensa come mai nella vita. La disumanizzazione degli ebrei compiuta dai nazisti cominciava qui, su questi treni, dove l'umanità ha toccato il fondo dell'abiezione. Rykner ce la racconta in presa diretta, e per il lettore è un'esperienza che non lascia indenni". www.ebook-italia-gratis.com

Recensione

Letto. Terribile. Ma terribile per la vicenda che tratta. Il libro è scritto molto bene, e non è neppure tanto grosso per cui lo si legge velocemente, riuscendo così a non annoiare anche se si tratta di una vicenda che si svolge interamente in un vagone. I deportati (non solo ebrei, si badi, partigiani in genere) vengono caricati nel vagone, e lì dentro comincia il racconto, racconto romanzato, ma la cui vicenda è fondata su testimonianze diretti di gente che dentro a quel treno ci è proprio stata. Gente che ha patito l'orrore di vedere la follia del caldo e dell'arsura tramutarsi in violenza, che ha visto morire il proprio vicino di stenti, e che in quel vagone, con quei morti, ci è comunque dovuta restare per ore e ore. Caldo insopportabile - si parla di luglio! - aria che non gira, inizialmente stipati come sardine che non riescono neanche a muoversi, senza cibo ed acqua, basta mezza giornata in quell'inferno senza finestre e senza ricircolo di aria, asfissiati e devastati, che impazziscono. In 3 giorni si modificano, cambiano, da uomini a... non si sa bene cosa. E i tedeschi con la loro perfetta follia devastatrice sullo sfondo: tanti ne hanno richiesti, tanti ne devono arrivare a destinazione, quindi anche se morti. E così il primo vagone sarà quello dove verranno ammassati tutti i cadaveri, vagone che essendo in testa lascerà la sua scia di puzzo di putrefazione in tutti i vagoni a seguire dove, al buio, sconfitti, umiliati ed condannati, i sopravvissuti attendono con terrore l'arrivo nel terribile campo di Dachau, dove termina il romanzo.

Questo libro lo consiglio vivamente. Al giorno d'oggi troppe volte si parla di negazionismo, e troppe voci si sentono che criticano gli ebrei perché "non è possibile" che ne siano morti così tanti. Invece è possibilissimo. I nazisti hanno avuto molti anni a disposizione. Il punto è che comunque siano stati 6 milioni, o 5, o 4, o 3, alla fin fine farebbe qualche differenza? Non è stata tanto l'uccisione, l'abominio è che questa è scaturita da un piano. E' stata sistematica, e mirava a distruggere oltre che il popolo ebreo, anche la loro personalità, la loro umanità. Quel crimine è immenso sia per i numeri, sia per le modalità di esecuzione. Non accetterò mai alcun discorso anche seppupr minimamente "negazionista". Sarò dalla lor parte sempre, perché hanno patito ciò che non è neanche minimamente possibile immaginare. In questo libro (che per inciso non parla solo di deportati ebrei) c'è il racconto veritiero di una vicenda qualsiasi di deportazione. Breve e conciso, non vi prenderà tanto tempo; ma riuscirà sicuramente a farvi capire anche solo un po' cosa hanno passato. A che livello di ignominia sono (e siamo) giunti.
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