mar 13/10/2026 | RSS | Menu

L'ORA DI GRECO

Han Kang

Di questa autrice ho letto La Vegetariana e non mi è parso granché, ma del resto è un Nobel alla letteratura. L'unico motivo per cui ho preso un altro suo libro è semplice: ho portato mio figlio in piscina, mi sono seduto nell'attesa su una panchina con l'ebook per scaricare un libro da MLOL e quel libro, da casa alla piscina, qualcun altro l'aveva preso in prestito! Non era più disponibile, ho quindi fatto l'accesso alla mia lista desideri e uno dopo l'altro scoprivo che avevo salvato titoli non disponibili nel circuito FVG. MLOL non prevede che qualsiasi licenza di ebook sia disponibile in tutto il circuito MLOL italiano, varia in base alle biblioteche locali e circuiti locali. Dopo un quarto d'ora dovevo ancora trovare un titolo da leggere, tra la lentezza del Pocketbook e soprattutto la lentezza dell'orrendo sito MLOL mi sono girati i coglioni, ho trovato questo consigliato in home page e l'ho noleggiato. Quel sito è odioso, è fatto veramente di merda. Quando dalla sezione dei preferiti scegli un libro per leggerne la trama, se torni indietro col browser ritorna alla home page, perché tanto odio? Un sito pensato per i lettori, snervante da leggere! Inoltre nella mia lista preferiti ogni titolo che sceglievo non era disponibile, non perché occupato ma perché non disponibile nel mio circuito: sono sicuro che al momento di aggiungerli in lista la maggior parte dei questi, perlomeno gli ultimi, erano disponibili quindi, probabilmente, ora ho semplicemente scoperto che i titoli disponibili in prestito digitale hanno una scadenza intrinseca.
Tornando a noi, mi sono trovato per caso tra le mani questo romanzo: il precedente La Vegetariana di questa Han Kang non mi era piaciuto, ma con orrore scopro che era decisamente migliore di questo che è una trita banalità di luoghi comuni sull'introspezione. Un romanzo di una noia mortale, ringraziando dio corto ma che ho fatto una fatica micidiale a concludere e che ho deciso di non abbandonare proprio perché corto. Non ha alcun senso, non ha alcun recondito significato, non ha alcuna profondità analitica, non ha nessun segreto da lasciar emergere, non ha alcuna elaborazione psicologica o psicoanalitica, non c'è traccia di inflessione filosofica. E' un'accozzaglia di frasi fatte per sembrare tutto ciò. E non è tutto, perché pare una bozza, un insieme di appunti per un futuro romanzo. Non supererebbe il test di Turing.
Il significato di un romanzo può essere difficile da individuare, si può concludere un romanzo senza averlo trovato ma con la certezza che ci sia sfuggito qualcosa, magari perché l'abbiamo letto con superficialità o perché è semplicemente sopra le nostre possibilità. Alcuni romanzi sono prettamente d'azione e quello è il loro significato; altri mirano all'ironia, o proprio alla comicità; altri narrano storie che possono essere allegoriche al pari di un mito. In alcuni romanzo possiamo incontrare noi stessi, o un periodo della nostra vita, o la nostra società. Ci sono romanzi che sono strettamente legati a un periodo storico, incomprensibile senza uno studio approfondito. A volte queste cose ci piacciono altre le odiamo, a volte questi significati li riconosciamo altre volte non ci riesce proprio. Il fatto personale, individuale, in una lettura c'è sempre ed è indipendente dalla qualità del libro, è un fattore contingente. Un libro iper-celebrato come Auto da fé di Elias Canetti io l'ho odiato, abbandonandolo più di una volta l'ho poi concluso ma a stento e saltando paragrafi. Vi ho riconosciuto una profondità letteraria e la presenza di qualche significato a me tuttavia precluso. Con Han Kang non me la sento proprio di dire la stessa cosa. Secondo me è tutto fumo, romanzi creati ad arte per far parlare di sé e sembrare profondi. Non c'è nulla. Non c'è nient'altro che vuota caricatura del concetto di "solitudine" che oggi vende bene.
La Kang conferma semplicemente l'inutilità assoluto del premio Nobel alla Letteratura, anzi dei Nobel in generale. Anzi, si può dire proprio che l'unica utilità esistente del Premio Nobel alla Letteratura è indicare degli scrittori dai quali tenersi lontani.
Caso vuole che mi è tornato oggi in bacheca un post che scrissi su Facebook il 13 ottobre 2016, esattamente 10 anni fa:
Io Bob Dylan lo adoro, e penso che vada considerato anche a livello letterario, vista la portata poetica di molte sue canzoni, nonché anche la portata culturale che hanno avuto. Dario Fo invece penso sia stato un momento veramente buio nella storia del Nobel: Dario Fo non c'entra un cazzo con la letteratura, anche se aveva scritto qualcosa. Tolto ciò, penso che in generale, ormai, il premio Nobel alla letteratura sia una puttanata grandiosa, paragonabile ormai agli Oscar dove la bravura non c'entra un cazzo. Penso che il Nobel alla letteratura dovrebbe interessare qualcuno che si occupa direttamente di letteratura, e ci sono sicuramente scrittori che se lo sarebbero meritato. Questa volta, con Bob Dylan e il povero Philip Roth, è successa la stessa cosa quando ai tempi vinse Dario Fo e fu ignorato il grande Mario Luzi, uno degli ultimi grandi poeti italiani, grande poeta, grande cultura della poesia italia e della sua tradizione, che infatti per protesta decise che non avrebbe più appoggiato future sue candidature al Nobel per la letteratura. Bob Dylan è un cantante; Dario Fo un comico; Philip Roth e il compianto Mario Luzi sono letterati!
Per la cronaca: dopo la vittoria di Fo (io sono un amante di Luzi) andai in libreria e dopo consigli comprai "Il Diavolo con le zinne". Arrivai a malapena a metà e lo abbandonai disgustato e infuriato in università su una panca.

Tutti i libri di Han Kang

  • La Vegetariana (stato: Libro finito )
  • L'ora di Greco (stato: Libro finito )
  • Totale libri: 2
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    NOTA BENE | le recensioni di libri qui presentate sono esclusivamente frutto del mio gusto personale che inoltre è anche contestualizzato al periodo in cui mi trovo a leggere quel determinato libro. Ciò che io dico potrebbe non andare bene per voi, il mio consiglio è di leggere anche altre recensioni online, ma allo stesso tempo di lasciarvi ispirare dalla sensazione ingiustificata che il nome di un autore, il titolo di un libro, una copertina, ciò che ne dici la quarta, la fedeltà a una casa editrice o il consiglio di un libraio possono suscitarvi. E' così che io perlopiù scelgo un libro. Per quanto riguarda i voti si consideri che bene o male un libro brutto è sempre meglio che una bella serie in tv, perché i libri avranno sempre una cosa in più: tacciono. Per il resto vale quanto già detto in altre parte del sito: è mio, ci scrivo io, quello che voglio io, internet è grande e troverete altri siti che vi aggradano.

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