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Anatolij Kuznecov: Babij Jar

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 20/12/2020
Voto: leggi la recensione
La gola di Babij Jar è un fossa vicino a Kiev dove durante la seconda guerra mondiale avvenne uno tra i più grandi massacri ad opera dei nazisti: grande in termini di numero, e in termini di spietatezza. Il bellissimo romanzo Olocausto lo tratta molto bene e ricordo che mi venirono le lacrime agli occhi.
Morirono perlopiù ebrei, al solito, ma non solo: zingari, ritardati e malati, avversari politici e resistenti (odio la parola "partigiano" per il significato che ha qui in Italia). Chi veniva solo ferito, non veniva finito ma gettato nelle fosse così com'era; le fosse venivano ricoperte e, come disse Kuznecov, la terra fresca che le copriva era tutta un movimento per i seppelliti morenti che si muovevano, uomini vecchi donne e bambini.
L'avvenimento è importante anche perché avvenuto in territorio allora russo e la Russia antisemita da sempre (non solo post-bellica) tentò con ogni mezzo di rimuovere la memoria di questo evento, e l'ignoranza che pervade questo momento storico pare attestare che vi riuscirono.
Leggete questa parte dall'introduzione dell'autore per capire come siamo riusciti ad avere questo libro, che si badi NON è un romanzo ma una storia vera; una biografia.

Recensione

La Russia che emerge da questo libro ricorda la Russia raccontata da Singer, un buco nero dal quale nessuno può uscire, un luogo di caos e anarchia regolamentati da una feroce dittatura, come in Ombre sull'Hudson dove il "compagno" Herman raggiunge la Russia come pellegrinaggio da vero comunista e scompare nel nulla.
Si, perché ciò che può emerge dal libro Babij Jar non è solo lo sterminio nazista, ma è anche - anzi, soprattutto - la terribile realtà della Russia di Stalin e dei suoi successori.
Innanzitutto il libro è costruito in maniera particolare: questo libro fu pubblicato in Russia ma con una mole enorme di censure, che poi però aggravarono ancora di più la situazione fino alla revoca della pubblicazione. Successivamente Kuznecov continuò a lavorarci di nascosto ma dovette fuggire dalla Russia e solo all'esterno, in Gran Bretagna, potè pubblicare il intero, ma lo fece evidenziando nel libro stesso le parti a suo tempo censurate e le parti da lui aggiunte mai pubblicate.
Si può così godere non solo della Russia terribile e spietata che emerge dai racconti diretti dell'autore, ma anche della Russia censoria tramite le varie censure (alcune veramente assurde!) evidenziate nel testo.
Un libro che dovrebbero leggere molti comunisti che conosco, perché è ora di parla di Nazismo per il regime di Hitler, di Fascismo per il regime di Mussolini, e di Dittatura per il regime di Stalin, Mao e compagnia. Sono tutte tre dittatura, ma è ora che si cominci a parlare, riguardo l'ultima, di Comunismo.
Successivamente alla fine della guerra cominciò a scrivere questo libro e, nonostante la morte di Lenin e la revisione tanto declamata, il libro subì prima moltissime censure, infine ne fu ritirata la pubblicazione e cominciò la persecuzione nei confronti di Kuznecov che fu costretto a fuggire dalla Russia con i microfilm del manoscritto nascosti, mentre il manoscritto vero e proprio è ancora - probabilmente - sotterrato da qualche parte in Ucraina.
Leggiamo dunque un libro che racconta due (o meglio, vari) massacri, due oppressioni, nonché l'autore ci fa pure il regalo di indicare continuamente le righe, le parole, i paragrafi o i capitoli che furono sottoposti a censura ai tempi della prima pubblicazione, nonché le sue successive aggiunte.
Scendiamo così in un orrore dittatoriale a più livelli che toglie veramente ogni buon umore.
Adelphi come al solito miglior editore: stampa perfetta, niente refusi, carta e rilegatura solida.

Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Anatolij Kuznecov

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