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Friedrich Durrenmatt: Il giudice e il suo boia

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 24/02/2020
Voto: leggi la recensione
Esiste il delitto perfetto? Gastmann, "demonio in forma umana", ne è convinto, e per dimostrarlo al commissario Bärlach - e vincere la temeraria scommessa fatta in una bettola sul Bosforo - getta uno sconosciuto dal ponte di Galata. Ormai i due sono incatenati l'uno all'altro. Per oltre quarant'anni il commissario seguirà imperterrito le orme di Gastmann, nel vano tentativo di fornire le prove dei delitti via via più audaci, efferati e sacrileghi che costui ha commesso per capriccio. Finché un giorno l'assassinio dell'ispettore Schmied della polizia di Berna - la città dove Bärlach è nato, e che lui chiama il suo "aureo sepolcro" - lo metterà nuovamente di fronte al suo nemico, e al sinistro viluppo di trame politiche e finanziarie di cui questi tira le fila. A Bärlach non resta molto da vivere: giusto il tempo di regolare i conti una volta per tutte. Ormai ha emesso il suo verdetto - ed è una condanna a morte. Quando Georges Simenon, che di noir se ne intendeva, lesse questo romanzo cupo, implacabile e lacerante, disse semplicemente: "Non so che età abbia l'autore. Se è alla sua prima prova, credo che farà strada".

Recensione

Una scrittura di una potenza devastante. Non avevo mai letto nulla di Durrenmatt: sebbene il nome mi intrigasse non poco (difficile ignorare il fascino della logica nomen-omen) non avevo ancora trovato il periodo giusto per affrontarlo. E sono contento di esserci riuscito. Una scrittura di una potenza schiacciante: la storia, la narrazione, l'ambientazione, lo stile, tutto è perfetto ed omogeneo, come in una fuga tutti gli elementi si inseguono ed armonizzano in contrappunti matematicamente studiati. Difficile a volte stargli dietro per la poca familiarità con la società svizzera per cui meglio avere un'enciclopedia a portata di mano, tuttavia non è proprio così indispensabile perché comunque il tema è un altro: il tema è il male, la sua liceità, il senso della giustizia e se può distinguersi dalla vendetta, la violenza durante la punizione, l'etica e il nichilismo. Tutti questi temi sono condensati in un'indagine di polizia. 
Ecco, questa per me è vera arte: qui la scrittura, il contenuto, e i significati come pure le interpretazioni fanno parte di un tutt'uno inscindibile. Il paragone con la Trilogia di Auster che ho concluso prima di affrontare Durrenmatt è doveroso perché a suo modo sono due polizieschi che vogliono però significare altro: Auster vuole farlo in maniera moderna ovvero con paradossi e inconclusioni che alla fine fanno solo un gran casino e non vogliono dire nulla, Durrenmatt lo fa con l'incommensurabile potere evocativo della narrazione e ne viene fuori un gioiello.
Trovate un bell'articolo nel solito IlTascabile.com di Treccani.

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