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Robert Macfarlane: Le antiche vie. Un elogio del camminare

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 10/04/2016
Voto: leggi la recensione
Robert Macfarlane è l’ultimo, celebrato poeta della natura, erede di una tradizione che da Chaucer fino a Chatwin e Sebald è capace di trasformare una strada in una storia; e riesce, come un autentico sciamano, a far parlare paesaggi resi muti dall’abitudine, a dare voce ai fantasmi che li abitano, a leggere per noi i racconti con cui gli uomini hanno abitato il mondo. Macfarlane ha la capacità unica di prendere il lettore per mano come un compagno di strada e ridare un senso allo spaesamento di chiunque si mette in cammino, di ogni uomo che esce fuori per conoscersi dentro.
Se ancora non conoscete Robert Macfarlane, questa è l’occasione giusta.
“Le antiche vie” racconta dei cammini che Macfarlane ha fatto, molti in Gran Bretagna, altri in Palestina, in Himalaya, in Spagna. Di ogni cammino Macfarlane racconta i dettagli che colpiscono i suoi sensi, in diretta: un sasso, il colore di una roccia, una traccia di animale, la vegetazione intorno. Ma il racconto è molto di più, è un incontro con storie del passato o del presente. Può essere l’incontro casuale con un personaggio particolare, può essere la ricostruzione della vita di uno degli autori che hanno ispirato a Macfarlane l’amore per il camminare, tra tutti il poeta inglese Edward Thomas, o il pittore Eric Ravilious. Ecco che Macfarlane costruisce delle “biogeografie”. Quindi si parte dalla materia (i capitoli si intitolano come la materia dominante di quel territorio: Gesso, Limo, Granito, Calcare, Ghiaccio, Selce, Torba), si passa dalle specie viventi per finire all’uomo, alla sua poesia e alla sua arte.
Un capitolo che colpisce i camminatori è quello intitolato Limo, in cui si racconta della Broomway, un cammino in Essex molto pericoloso e, come dice Macfarlane “il cammino meno terreno su cui mi sia mai capitato di posare piede”. Nel corso dei secoli sono morte almeno un centinaio di persone in questo cammino in mezzo al mare. Si, avete capito bene, in Inghilterra ci sono due sentieri che camminano in mare aperto, quando la marea è bassa, ma attenzione a quando la marea si alza! Oltre all’alta marea, il pericolo è la nebbia, che porta fuori strada: su un terreno così uniforme, su sabbia lucente, si rischia di incamminarsi verso il mare aperto, appunto. La Broomway è un percorso che esiste dal 1419, e Macfarlane la percorre con un amico, avanti e indietro, guarda caso in una giornata di nebbia. Ma il nostro autore ha studiato la storia, le leggende, ha parlato con Patrick un grande esperto di questa via, e quindi va tutto bene. E' uno di quei cammini surreali e magici che ogni camminatore vorrebbe percorrere.
Le antiche vie descritte da Robert Macfarlane sono tante, e ognuna, dopo aver letto il suo libro, ci chiama per essere percorsa, perché, come ha scritto qualcuno, dopo aver letto Macfarlane sarà impossibile fare di nuovo una passeggiata insignificante.
Luca Gianotti, cammini.eu

Recensione

Un libro veramente non tanto pesante, quanto pedante.
Sarebbe anche bello, ma è costruito, a mio avviso, incredibilmente male.
Alla fine, non c'è più un oggetto preciso. Le "antiche vie" si perdono e svaniscono tra mille riflessioni dotte su questo e quello; abbondano in maniera ossessiva le citazioni da altri scrittori anche quando sono completamente inutile, con una inquietante proliferazione di virgolette e nomi e note a pie di pagina; la vicenda principale avrebbe potuto essere Edward Thomas, ma avvince all'inizio, manca a metà, ricompare verso la fine e poi scompare nel finale. Ecco, a poter toglie la parte mediana e le ultime pagine il libro acquista un senso.
Va bene, ci può stare che il libro è caotico come le vie che lui vuole delineare, ma in realtà quelle strade sono caotiche a parole, perché lui non erra, lui le percorre, ad essere precisi. Sa sempre dove sono, dove vanno, da dove vengono, e non la finisce mai di narrarne il contesto storico e attuale. E così il libro diventa, da un bella vicenda di peregrinaggio autobiografico, un'accozzaglia di riferimenti intelletualoidi. L'unica cosa che piace è ciò che è stato trattato veramente veramente male, ovvero la vicenda personale di Edward Thomas.
Tolte le parti inutili, molte, troppe, questo libro potrebbe tranquillamente ridursi a 50 pagine da usarsi come bella introduzione a una raccolta di poesie di Thomas.
Come libro a se stante di ben 350 pagina è invece una noia mortale per intellettualoidi, uno di quei libri che servono solo ad essere inseriti in bibliografia per fare numero.
Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Robert Macfarlane

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  • Le antiche vie. Un elogio del camminare (stato: Libro finito)
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