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Chris Kyle: American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 13/01/2015
Voto: leggi la recensione
Tra il 1999 e il 2009 Chris Kyle, membro dei Navy SEAL degli Stati Uniti, ha fatto registrare il più alto numero di uccisioni a opera di uno sniper di tutta la storia militare americana. I suoi compagni d'armi, che ha protetto con precisione letale dall'alto dei tetti e da altre postazioni invisibili durante la guerra in Iraq, lo chiamavano "la Leggenda". Per i nemici, invece, era semplicemente al-Shaitan Ramadi, il diavolo di Ramadi. Texano di nascita, Chris impara a sparare da ragazzo, andando a caccia con il padre. Dopo aver fatto il cowboy e aver partecipato a diversi rodei, decide di arruolarsi nei SEAL e viene subito catapultato in prima linea nella "guerra al terrore" intrapresa dall'amministrazione Bush dopo l'11 settembre 2001. "American Sniper" è l'autobiografia di un guerriero che rimpiange di non aver ucciso più nemici, ma, al tempo stesso, non nasconde la drammaticità dell'esperienza bellica. Il racconto delle sue imprese si intreccia alle pagine dedicate alle vicende più strettamente private. Sino alla sofferta decisione di congedarsi, per diventare "un bravo papà e un buon marito", e per aiutare, i reduci in difficoltà e abbandonati a se stessi. Sopravvissuto a battaglie, imboscate e trappole di ogni genere, Chris Kyle troverà prematuramente la morte proprio per mano di un giovane veterano afflitto da disturbo da stress post-traumatico un anno dopo l'uscita dell'edizione originale di questo libro.

Recensione

Libro che si legge in due o tre giorni perché è scritto in maniera veramente semplicistica e diretta. Il merito di questo libro è che ci getta nel mondo della guerra contemporanea al terrorismo e non da un punto di vista letterario, o sentimentale, ma da un punto di vista individuale, e di un guerriero. Non c'è pietà, non c'è riflessione, non c'è sociologia, psicologia o sensazionalismo. Anzi, c'è un punto di vista che può non piacere per nulla: quello di chi ha scelto di diventare un cecchino, lo ha scelto e non se n'è pentito, né si è pentito degli oltre duecenti uomini che ha ammazzato, tra cui anche adolescenti e donne. E' un libro molto scomodo, e questo è il suo pregio.
Il problema principale di Kyle qual'è, però? Dio. Lo cita di continuo, nella migliore tradizione dei bigotti (non aggiungo "americani", i bigotti ci sono dappertutto) lo mette sempre per primo. E cade così nella rete dei suoi nemici, i "cattivi", come in un thriller quale Seven dove il cattivo ti intrappola e ti fa diventare cattivo.
Vuoi saperne qualcosa di più? Controlla se ho inserito citazioni di Chris Kyle

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