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Charles Henneberg: La Nascita degli Dei

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 16/10/2014
Voto: leggi la recensione
Questo romanzo d'Urania ha vinto il "Gran Prix du Roman d'Anticipation Scientifique" di Parigi; e possiamo dire, con fondate ragioni, che può annoverarsi fra quelli che saranno i classici di domani della Fantascienza. E' un'opera che si può chiamare, senza esagerazioni, wagneriana, per la grandiosità della concezione, per le verità essenziali che contiene sotto la rilucente fantasia dei miti, e per l'epico stile. Tre uomini sfuggono, (salendo in un'astronave che viene chiamata Maledetta perchè pare inghiottire e disintegrare coloro che si azzardano a volerla pilotare) a un terribile cataclisma che distrugge la Terra, ormai popolata da uomini all'apogeo della civiltà tecnica e scientifica: uno scienziato - Sabelius, il Tecnocrate; un astronauta - Morgan, l'eroe; un ribelle - Goetz, il Poeta. I tre si risvegliano su un pianeta che somiglia stranamente alla Terra, ma a una Terra nel quinto giorno della sua creazione. I cieli sono divisi dalle terre, le terre dai mari ed esistono già le piante, ma non ancora animali e uomini, e sulla sua superficie grava una nebbia vischiosa, una nebbia-matrice. Goetz, il Poeta-mostro, è il primo ad accorgersi che su quel bizzarro pianeta "il Verbo può creare". E ognuno dei tre crea "a propria immagine e somiglianza". così nascono, dal Grande B, la nebbia-matrice, i felini, gli erbivori, gli omidi e, purtroppo, anche i mostri. Così nasce Star Veneta - Venere; così nasce Dona Veneta - Diana, Artemide. E con loro l'eterna lotta fra il Bene e il Male. I miti dell'Ellade rivivono in questo romanzo, e risvegliano in chi lo legge i segni dell'infanzia e dell'adolescenza, il senso del meraviglioso che gli adulti reprimono e nascondono nel più profondo di se stessi, per pudore e forse anche per timore: e l'eterna verità di tutti i tempi, passati, presenti e futuri, parla al cuore e alla mente, attraverso queste pagine.

Recensione

Un libro veramente difficile. Perché? Perché lo è, sicuramente. Se avete letto l'introduzione, e pensate stessero esagerando con le lodi di questo libro, sappiate che vi sbagliate. E' proprio così. Molti miti sono ripresi e rielaborati, ed introdotti in un libro che è un misto di fantasy, di fantascienza, di narrativa, e ciò che resta di loro è il significato. Vediamo così i cicli di rinascita e morte tipici delle mitologie antiche, i cicli epici e gloriosi tipici delle saghe nordiche, incrociamo lo sguardo con i miti dell'analisi psicoanalitica di Jung, e ripercorriamo i passi di Sigfrido nella sua ricerca di Brunnhilde. I dialoghi a tratti sono dotti, non pesanti però: la epica antica è ora rielaborata ai nostri giorni, per integrarsi in un nuovo ambiente. A me è rimasto il dubbio su cosa fosse, nella realtà, la nebbia, ma penso che questo dubbio dovesse, anche nelle intenzioni degli autori, restare, a figurare semplicemente, e niente di più, che il Sacro. Un gioiello.
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