Clinton Romesha è colui che guido i suoi soldati nella disperata difesa dell'avamposto del Keating in Afghanistan durante un sanguinoso attacco dei talebani -
Battle of Kamdesh (c'è anche la pagina italiana) - a questa base che aveva tutte le carte in regola per essere definita una perfetta trappola per topi. Era il 3 ottobre del 2009 e da questo evento, da questo disastro strategico delle forze armate americane, avvenne una delle battaglie più cruente e violente della guerra in Afghanistan perché prevedibile, violenta e con una difesa che definire "eroica" è limitativo. Qui si leva la voce del racconto di Romesha insignito in seguito con la prestigiosa Medal of Honor in merito alla quale disse:
"Sono quegli otto uomini [deceduti] che hanno combattuto al mio fianco coloro che veramente meritano il riconoscimento, perché gli eroi - gli eroi veri, quelli a cui dev'essere riservato l'onore - non tornano a casa. Io conservo la medaglia, e tutto ciò che questa rappresenta, in nome dei suoi legittimi proprietari".
Da un altro libro che tratta la stessa battaglia è stato tratto il magnifico film The Outpost, guardatelo pure prima di leggerlo per avere una visuale migliore di quanto nel libro è raccontato. Potete anche dare un'occhiata al
COP Keating su Google Maps mettendolo in 3D, così vi fate un'idea di quanto assurda fosse la sua posizione.
Fatte queste premesse... PORCA PUTTANA CHE BOMBA! Questo libro è allucinante, un libro di guerra meraviglioso. Romesha è bravo, non perde tempo con molto preamboli se non quanto basta a conoscere l'avamposto, la sua conformazione, la sua storia, i ragazzi che vi furono con lui mandati per portare a termine le procedure della sua definitiva chiusura che era infatti prossima. In qualche decina di pagine questa introduzione, condita da alcune foto che si guardano amaramente essendo dedicate a soldati che non ci sono più, comincia di botto l'assalto dei talebani e pare in ogni pagina di sentire fischiare le pallottole e gli scoppi delle esplosioni, tant'è che pare, leggendo, di urlare le righe nella testa per sovrastare il caos della infernale battaglia. Il rumore delle esplosioni è assordante, le mitragliatrici si surriscaldano sbraitando e i razzi esplodono ogni pochi metri, nella testa avrete un continuo e tremendo rimbombo; schegge di mura, pietre, proiettili, lamiere contorte, nuvole di polvere sollevate dalle onde d'urto, frammenti devastati e spesso taglienti volano dappertutto all'interno del vostro cranio e/o incandescenti e lacerano vestiti e carni e brandelli del vostro cervello. È un inferno, un vero inferno descritto magnificamente e Romesha, magicamente, riesce parallelamente a trasmetterci strategie e tattiche di sopravvivenza messe a dura prova e per la prima volta testate tutte assieme sul campo. Non è solo una narrazione di battaglia, ma anche uno sguardo sulle tecniche di guerra moderne: è un'immersione nel
warfare in tutta la sua fascinosa brutalità.
Romesha riesce in un'altra cosa, in maniera eccepibile: farci capire come funziona. Farci capire come funziona un assalto, una battaglia, farci capire come funziona il laborioso sistema organizzativo della forza bellica più addestrata e armata al mondo. Quando si guardano video di azioni reali non si capisce nulla, si guardano i fucili detonare e basta e nel frattempo si vede gente che urla o parla, soldati che corrono a destra e a sinistra senza un palese motivo, in questo libro invece man mano che l'azione avanza Romesha ci spiega armi, organizzazione, addestramento, tattiche, strategie il tutto per farci capire perché fanno le cose in quel preciso modo.
Che bomba ragazzi, che storia, che libro, che memoriale, che tragedia, che eroi. Grazie a voi tutti!
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