dom 31/08/2025 | RSS | Menu

I MICRONAUTI. TRILOGIA

Gordon MacLean Williams

Ho acquistato questo libro in edicola ad Agosto dell'anno scorso, quelle poche volte che vi entro solitamente ne esco con un Urania in mano, ma chissà perché non mi convinceva. Ne avevo sentito parlare bene ma avevo paura di trovarmi tra le mani il solito romanzo di fantascienza "vecchio stile". L'altro giorno però ero insoddisfatto dei miei soliti appunti "da leggere" di millemila pagine, ho provato due testi che avevo da parte e mi hanno insoddisfatto, così una sera ho pescato questo dal comodino e l'ho cominciato. L'inizio è una bomba: la descrizione della situazione sociale fa gelare il sangue. Meravigliosa. Continuando la lettura mi sono reso conto che era un romanzo incredibilmente serio, senza giochetti, senza paradigmi scontati, senza favoleggiamenti, senza eroi e senza facilonerie. I classici topoi della fantascienza vecchio stile fanno in realtà qua e là qualche comparsa: c'è l'eroe, anche se è un po' dubbia la sua posizione; c'è la donna fragile, che però riesce a non essere solo stupida; c'è il militare cattivone che però è davvero un cattivone? All'interno di questa serietà letteraria Gordon inserisce nozioni di entomologia ma non pesanti, non complesse, esci dalla lettura che senza accorgerti sai qualcosa di più sugli insetti, sull'evoluzione e sulla storia della vita sul nostro pianeta. Nonché su Homo Sapiens che, anticipo, non ne esce bene. Tutto attorno c'è la brutalità della carestia e della fame, ma non pensate che sia finita lì perché c'è anche la brutalità della natura: tafani che succhiano api fino a svuotarle, scorpioni e millepiedi che sciolgono vermi - o umani - mentre li divorano, mantidi che sbrandellano farfalle agonizzanti, persino la pioggia le cui gocce sono grandi come case e cadendo spezzano le terminazioni nervose di qualche animali microscopico lasciandolo inerme ai predatori che si annidano sopra - e sotto - la terra. Eccezione non è l'uomo verso il quale il giudizio di Williams è implicitamente negativo, e molto; persino quelli che pensiamo siano i "buoni" cadono sotto il suo tacito flagello, non c'è parola esplicita ma ciò che emerge è un disincanto totale verso l'umanità e soprattutto, e differentemente dalla "vecchia fantascienza", il disincanto non riguarda i politici ma essendo connaturato nella natura umana, esso è pervasivo anche per l'uomo cittadino lavoratore, noi.
Non c'è niente di meglio che avere preconcetti su un libro che per mesi lo svalutano ingiustificatamente e poi affrontarlo scoprendo un mondo meraviglioso: con Micronauti In Giardino, il primo libro, mi è successo proprio così e a quel punto mi sono chiesto se fosse stato consigliabile proseguire la lettura con il resto della trilogia o lasciare perdere. Neanderthal, Hyperion, Dune, Ender, la maggior parte delle volte i cicli che ho affrontato hanno spesso disatteso le premesse; a un primo capitolo assolutamente meraviglioso è spesso seguito un cataclisma d'insoddisfazione, con Dune ed Ender la cosa raggiunse livelli così bassi che mi portarono quasi alla nevrosi tant'è che il ciclo di Ender mi sono pure rifiutato di concluderlo. Cosa dovevo fare con Micronauti? Il primo volume del ciclo di Dune, o di Ender, ma pure quello di Neanderthal Parallax, erano bene o male autoconclusivi quindi senza gli altri non si perdeva nulla. E bene o male si potrebbe dire qualcosa di simile anche di Micronauti in Giardino, sebbene è sottinteso che dopo debba esserci qualcosa ma le azioni iniziate in questo volume si concludono tutte, si può ipotizzare che la razza umana si estingua comunque, miniaturizzazione o meno. Continuare è un rischio, potrebbe rovinare la bella sensazione di questo primo capitolo che dall'inizio alla fine, dalla prima all'ultima parola, è stato una vera bomba. Il dubbio è atroce. Ovviamente è normale che il primo volume di una saga sia una bomba, a meno che lo scrittore non faccia cazzate: nel primo volume c'è la novità del tema, la sorpresa, che i successivi non avranno e rischiano sempre di diventare una minestra riscaldata; Gordon Williams invece riesce, abbastanza, nel miracolo, perché il secondo volume inizia in una maniera strepitosa, il capitolo Vulpes Vulpes è inaspettato e porta subito una novità che non ti aspettavi, inoltre non si perde a creare un collegamento che spieghi come dalla fine del primo volume si arrivi alla struttura sociale del secondo e in effetti chi se ne frega, va bene. Tuttavia, non è la stessa cosa. Cominciano infatti le avventure, quel tipico tema stile "cappa e spada" diffuso in molta fantascienza classica, anche se Gordon Williams riesce a gestirlo bene senza mai farlo cadere nel banale ma, anzi, riuscendo a gestirlo con uno stile simile a quello del primo volume. Una cosa che invece si perde un po' è quel senso di negatività totale e sconforta nella razza umana che era tipico del primo libro, c'è ancora ma velato e nascosto dalle continue avventure. Il finale invece proprio non l'ho capito, sembra quasi scritto da un'altra persona, probabilmente all'ultimo ha deciso di non concluderlo ma lasciare uno spazio aperto al volume successivo e ne è uscito un po' un casino. Peccato.
Da quel casino del secondo volume scaturisce l'ultimo che sinceramente fosse mancato non sarebbe stato un dramma, si perde tutto il pathos che il primo libro aveva creato e il secondo mantenuto a stento. La storia narrata nel terzo volume è generica, fiocanno gli intrighi, i sotterfugi, le manovre politiche e figure ambivalenti che tessono ragnatele e il tutto poteva applicarsi a un qualsiasi libro di azione ambientato oggi, uno proto-storico di quelli che vanno di moda adesso, o appunto uno fantascientifico; che i protagonisti siano i micronauti non è importante, c'è solo azione ed intrigo. Peraltro neanche fatto tanto bene. Steane crea una trappola per Gudenian e la confida a Shadd ma non a noi, rimane tra un paragrafo e l'altro quindi si suppone un intrigo arzigogolato che scopriremo più tardi ed invece non si scopre nulla, tecnicamente fa un buco nell'acqua; la missione di Shadd rimane banale, convincere i rinnegati a tornare nella serra ma come non lo sapremo mai, né quali sono i veri fini di Steane che peraltro è disegnato in maniera superficiale, non si capisce se sia un tiranno che vuole il potere o uno che effettivamente vuole il bene della colonia. Khomich è una figura immersa nella caoticità, non si capisce più se sia pazzo o cosa. Bruce stranamente in due o tre anni pare invecchiato di dieci almeno. L'unico momento meraviglioso, la comparsa del brigante non miniaturizzato, ha momento della passata grandezza del primo volume tuttavia viene liquidato in poche righe. Il finale pare scritto di getto tanto per concludere il romanzo.
Nel complesso il primo libro è da 5+, il secondo da 4, il terzo da 3 punti e nel complesso gli lascio un voto medio di 4 punti. A mio avviso se trovate il primo volume "Micronauti in giardino" venduto singolarmente godetevelo fino alla fine e se ci riuscite (io difficilmente riuscirei) lasciate pure perdere gli altri. Non che siano brutti, ma non aggiungono niente e rovinano l'emozione che il primo lascia, si fanno portatori di una grandiosa eredità senza riuscire ad esserne degni.
Questa edizione Urania comprende la Trilogia completa composta da:
- Micronauti in giardino concluso il 18/07/2025
- La colonia del Micronauti concluso il 22/07/2025
- La rivolta dei Micronauti concluso il 27/07/2025

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