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CANI, VOLETE VIVERE IN ETERNO?

Fritz Wöss

Romanzo che narra la parabola dei soldati tedeschi durante la guerra in Russia e precisamente nel terribile campo di battaglia di Stalingrado. Il protagonista si chiama Fritz Wisse, similitudine con Wöss attestante forse la natura di biografia romanzata più che di romanzo; infatti, il libro inizia con questa prefazione:
Scrivo questo libro per mantenere l'impegno, assunto verso i mici compagni, di narrare la verità su quanto accadde a Stalingrado.
È mia intenzione astenermi dalla solita esposizione di episodi, di atrocità, di gesta valorose, di battaglie vittoriose, di spirito di lotta, che è frequente nella letteratura di questo dopoguerra.
Per me l'esaltazione del soldato sta invece in tutto ciò che esso fu costretto a sopportare, fin dove la resistenza fisica e la forza morale lo sostennero.
Scrivo perchè ciò non venga dimenticato, perchè la mia testimonianza si levi come monito per le future generazioni, affinchè non abbiano ad avventurarsi in una nuova Stalingrado; è questo l'ideale cui affido il mio racconto.
Quando l'ho letta, recuperato questo libro usato, ho pensato che avrei dovuto leggerlo il prima possibile e, giunto solo a pagina 30, mi sono reso conto che avevo davanti agli occhi un capolavoro della narrativa bellica. Uno dei libri di guerra più belli che abbia mai letto: ha la violenza delle Tempeste di Acciaio di Junger ma senza il suo eroismo crucco/prussiano, ha la devastazione di Boschetto 125 ma senza l'epicità del fatto bellico, soprattutto ha la brutalità di Arkadij Babchenko ma senza moralismo, però ha la particolarità di soffermarsi sulla figura di Wisse con esempio del soldato in prima linea, il grande protagonista. Non c'è quasi giudizio del fatto bellico, semplicemente esso c'è, accade, è un "fato" bellico ed essendoci bisogna adeguarcisi, ancora più se sei un soldato.
Non è sicuramente un libro perfetto, le descrizioni delle azioni belliche è fin troppo minuziosa a livello strategico e geografico e ci si perde tra divisioni, battaglioni, plotoni, luoghi, ripiegamenti, città, ponti, che peraltro durano centinaia di pagine ma sempre, sebbene molto precisi, mai noiosi. Wöss centra il suo obiettivo: riesce invece a farci comprendere e capire l'umanità del soldato, è uno dei rari casi in cui le battaglie e le azioni del soldato sono messe su carta senza giudizi di alcun tipo ma solo nella pratica, il soldato che svolge il suo lavoro (per quanto un lavoro violento e/o sbagliato) perché deve sopravvivere ed aiutare a sopravvivere tutti i suoi commilitoni. Il soldato, obbediente e glorioso nel suo eroismo, al servizio di chissà che cosa poi, forse solo al servizio dell'insana natura umana, la cui violenza è senza limiti ma è semplicemente da accettare che questo siamo noi. Da chi guida a 200 all'ora su strade di paese per fare il figo ben sapendo che potrebbe investire qualcuno ed ucciderlo, al tenente che ordina l'annientamento della divisione nemica, la base sostanziale è sempre la stessa. Riesce persino a dare umanità a un soldato dell'esercito nazista, perché Wöss ha rispettato il suo assunto principale: mostrare cosa il soldato è stato "costretto a sopportare, fin dove la resistenza fisica e la forza morale lo sostennero". E' il soldato come essenza pura: il soldato che cii parla o il soldato avversario, è lo stesso per Wisse/Wöss, il soldato che così deve fare perché gli è stato ordinato e una volta lì, deve giocare al gioco che gli è stato imposto, che debba vincere o perdere ovvero vivere o morire, non importa. E' il soldato che deve "giocare" al gioco della guerra, in tutta la sua violenza e brutalità quelle sono le regole cui deve sottostare per salvarsi e salvare quanti più compagni possibile. Qui troveremo violenza, fame, freddo, solitudine, sopportazione, dolore, è un libro magnifico.
Questo libro da anni non più pubblicato è l'ennesimo esempio di quanto stiamo perdendo, un altro mattone che crolla dalla biblioteca di libri meravigliosi che non si trovano più, passati dall'esistenza alla non-esistenza, soppiantati da libri sulla PNL, inutili autobiografie di attori, libri di barzellette, comici della TV che vogliono fare ancora più soldi, giornalisti alla ricerca (leggi: invenzione) di uno scoop che vale ormai più della verità del crudo fatto... e intanto perdiamo per sempre queste perle di memoria e cultura.
Un romanzo come questo vale 100 libri di storia della II Guerra Mondiale.
Fritz Woss scrisse altri libri che, assieme a questo, fanno parte di una trilogia: Der Fisch beginnt am Kopf zu stinken (Il pesce inizia a puzzare dalla testa) e Die Deutschen an die Front (I tedeschi al fronte). Tuttavia, non sono mai stati tradotti in italiano.

Tutti i libri di Fritz Wöss

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    NOTA BENE | le recensioni di libri qui presentate sono esclusivamente frutto del mio gusto personale che inoltre è anche contestualizzato al periodo in cui mi trovo a leggere quel determinato libro. Ciò che io dico potrebbe non andare bene per voi, il mio consiglio è di leggere anche altre recensioni online, ma allo stesso tempo di lasciarvi ispirare dalla sensazione ingiustificata che il nome di un autore, il titolo di un libro, una copertina, ciò che ne dici la quarta, la fedeltà a una casa editrice o il consiglio di un libraio possono suscitarvi. E' così che io perlopiù scelgo un libro. Per quanto riguarda i voti si consideri che bene o male un libro brutto è sempre meglio che una bella serie in tv, perché i libri avranno sempre una cosa in più: tacciono. Per il resto vale quanto già detto in altre parte del sito: è mio, ci scrivo io, quello che voglio io, internet è grande e troverete altri siti che vi aggradano.

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