Poul Anderson

Loro, i terrestri

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 08/08/2019
Il governo degli Stati Uniti, o almeno quel che ne è rimasto, "deve" sapere cos'è successo nel mondo dopo la bufera di una guerra atomica, e il colonnello pilota Hugh Drummond, un uomo disperato, accetta di compiere questa disperata missione, dalla quale ci sono pochissime probabilità di tornare, perchè gli è successo qualcosa che gli ha tolto ogni gusto alla vita. Come quasi sempre accade proprio a chi la vita non interessa più, Drummond passa indenne tra gli orrori e i pericoli di un'umanità affamata, imbarbarita, ridotta allo stato di belva. Il suo rapporto sulle condizioni nel mondo supera ogni più pessimistica previsione. Ciononostante il Presidente Robinson spera, contro ogni logica, di salvare ancora i terrestri, e si rifiuta di capire quel che Drummond e le prove raccolte da Drummond dicono chiaro: entro poche generazioni i terrestri non saranno più come Robinson li ha sempre conosciuti. La guerra è sì finita, ma il pericolo permane, invisibile, nel cielo, nel suolo, negli uomini, nel cibo di cui gli uomini si nutrono, nell'aria che respirano. Ed è per questo che i futuri terrestri non saremo più noi, ma "loro".

Giudizio

Voto:
Che romanzo incredibilmente potente. Sappiata che la trama tratta dal risvolto Urania riguarda solo le prime pagine e sono una specie di introduzione a ciò che verrà, messe lì solo perché i fatti (la guerra mondiale con armi atomiche) è ormai già successa e la maggior parte del pianeta è radioattivo o per le radiazioni dirette delle esplosioni, o per la polvere radioattiva trasportata dai venti. Drummond è introdotto subito per darci un quadro preciso di cos'è ora la Terra, farci capire cos'è successo, metterci di fronte agli interrogativi riguardanti il futuro del pianeta e le scelte che i sopravvissuti devono fare per sopravvivere ora e in futuro. Poi Drummond sparisce.
Il resto del libro riguarda "loro", ovvero gli "oltreumani", coloro che nascono con mutazioni e che i sopravvissuti non riescono a riconoscere come appartenenti alla loro razza, e che sono oltreumani semplicemente perché sono nuovi rispetto agli umani vissuti fino a quel momento e che, probabilmente, non potranno continuare a vivere. Alcuni mutanti sono sfortunati, nascono perlopiù con svantaggi o magari vantaggi piccoli o ininfluenti, ma altri nascono con caratteristiche non solo diverse da quelle dei "normali", bensì completamente nuove che fanno sì che a tutti gli effetti possano definirsi come nuova "specie" o sottospecie. Che fare di loro? Integrarli? Esiliarli? E cosa potrebbero fare con le loro caratteristiche diverse e, spesso, superiori? Ma soprattutto: che ne sarà dell'uomo e della Terra?

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