Tiziano Terzani, Buonanotte, signor Lenin

TIZIANO TERZANI

Buonanotte, signor Lenin

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 06/04/2018

Recensione

Nell'agosto del 1991 Tiziano Terzani si trova lungo il corso del fiume Amur, in Siberia, aggregato a una spedizione sovietico-cinese, quando apprende la notizia del golpe anti-Gorbacëv che ha appena avuto luogo a Mosca. Decide di intraprendere subito, questa volta da solo, un lungo viaggio che in due mesi lo condurrà, attraverso la Siberia, l'Asia centrale e il Caucaso, fino alla capitale. Un'esperienza eccezionale, fissata negli appunti, nelle riflessioni e nelle fotografie che compongono questo libro, una testimonianza in presa diretta di un evento epocale, una galleria di individui e popoli diversi, un panorama di città leggendarie, di luoghi sconosciuti e abbandonati ai margini della storia, di vestigia del passato e di segnali del nuovo che avanza. Un viaggio, e un libro, che riprende la fotografia istantanea del tramonto definitivo dell'impero sovietico.

Giudizio

Voto:
Terzani è un grande scrittore, ed essendo un giornalista è un caso più unico che raro. Non è facile, infatti, trovare un giornalista che, al momento di mettersi a scrivere un libro, non riesca ad uscire dal personaggio che si è costruito, e non riesca ad abbandonare quella costruzione delle frasi che gli insegnano a parlare che consiste in frasi con punteggiatura appositamente sbagliata per non fare in modo che, alla fine di uan frase, tu perda l'attenzione. Di solito il tipico giornalista riporta quello stile nella scrittura e ne esce un disastro assoluto con frasi inconcludenti, costruzioni inventate, mancanza di soggetti o predicato od oggetti, una merda assoluta insomma. Avevo già letto il suo In Asia e mi era molto piaciuto, e anche questo non tradisce le attese.
Ci troviamo di fronte ad una Unione Sovietica al suo atto finale che si sgretola sotto i piedi di questo personaggio amante più del viaggio che del giornalismo. Sono paesaggi inquietanti, sono un vero e proprio degrado sociale e culturale e la fine del Comunismo è solo l'ultimo anno di un processo ben più lungo. Non ci sta tanto a prendere in giro, Terzani: c'è poco da salvare in ciò che in Russia è stato fatto, e in ciò che così ha prodotto e lascia in eredità. Ciò che resta è un fallimento globale, che si riflette nelle persone e nelle cose.
Molti fatti sono un po' "esagerati" forse per esigenze stilistiche: non è comunque un trattato di storia, e comunque qualsiasi scrittore modificherà sempre qualcosa per dare risalto. Anche una foto non ritrae mai la realtà. Io leggevo il libro in ebook e ogni tanto andavo su internet a cercare informazioni e, saltuariamente, scoprivo alcune differenze. E' una cosa che non mi piace, ma che nel complesso giustifico e, oltretutto, le differenze erano proprio modeste e ininfluenti.
Nonostante la mole dell'opera la sua scrittura, così raminga ed evocativa, porta via bene la storia. E' interessante che tutto cominci su un fiume, perché la narrazione stessa sembra un flusso d'acqua calma che con forza ricopre tutto quanto...
Inquietante sono le note riguardanti la religione islamica che si vede così minacciosa nascere e crescere pian piano sulle rovine, come reazione. Fortunatamente Terzani non è stato un buon profeta e molte previsioni da lui fatte non si sono avverate perlomeno per quanto riguarda, ma non tutte. Sappiamo cosa è successo in Cecenia, e poi sappiamo cos'è successo in Medioriente. Triste ed inquietante.
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Tutti i libri di Tiziano Terzani

  • Buonanotte, signor Lenin (stato: Libro finito)
  • In Asia (stato: Libro finito)
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