Vasilij Grossman, Tutto scorre...

VASILIJ GROSSMAN

Tutto scorre...

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 21/01/2018

Recensione

Vasilij Grossman scrisse questo libro, che è il suo testamento, fra il 1955 e il 1963. Come nel grandioso "Vita e destino", non cambiò molto dello stile scabro e aspro che lo aveva reso celebre fra gli scrittori del realismo socialista. Ma vi infuse l'inconfondibile tono della verità. Con lucidità e fermezza, prima di ogni altro parlò qui di argomenti intoccabili: la perenne tortura della vita nei campi, ma anche l'altra tortura, più sottile, di chi ne ritorna e riconosce la bassezza e il terrore negli occhi imbarazzati di parenti e conoscenti; lo sterminio sistematico dei kulaki; la delazione come fondamento della società; il vero ruolo di Lenin e del suo "spregio della libertà" nella costruzione del mondo sovietico.

Giudizio

Voto:
Pesante e pesante. Se non siete avvezzi alla letteratura russa, lasciate perdere, nonostante il tema da memoria dei Gulag possa allettare. Sinceramente, non mi è piaciuto: la vicenda di Ivan, che dopo la morte di Stalin viene rilasciato dal Gulag dopo 30 anni di prigionia, non è il tema principale, ma uno stratagemma per nascondere (forse per via della censura diretta o indiretta ancora presente nella Russia del tempo?) un discorso contro il regime nell'aspetto di un romanzo. Ogni accadimento della vita di Ivan serve quasi, come un deus ex machina, ad introdurre un monologo sul comunismo/socialismo russo, monologo che di volta in volta ha varie forme: quello di un discorso storiografico, anche se non cronologicamente lineare; un discorso psicologico sulla tirannia; un discorso sociologico sulla società russa; un discorso antropologico sull'uomo; un discorso filosofico sul materialismo dialettico. Tutto però molto teorico, come piace alla dialettica comunista, cosa che snatura veramente la spietatezza del discorso della prigionia politica. Peccato, perché ti vien voglia di dire "Vaffanculo a te e al Gulag". Ci sono veramente troppe, troppe, troppe parole per condannare, che quasi alla fine non si capisce più chi condanni cosa, e perché. Finché si ragiona così, non si arriva da nessuna parte.
E' un peccato che Grossman resti a metà fra questo lirismo e questo intellettualismo e non riesca a rendere, realmente, l'enormità della tragedia e della colpa, come invece gli riuscì con L'Inferno di Treblinka. Leggete ad esempio, di quel libro, queste tre citazioni e capirete cosa intendo: in quelle poche righe c'è una condanna totale e inattaccabile del nazismo, dell'hitlerismo (perché non si usa più spesso questa parola) e delle colpe di tutti. In Tutto Scorre... questa condanna non c'è, a malapena ne risulta condannato lo stesso Stalin: e non è che Grossman non voglia farlo, anzi; è che non riesce a farlo verbalmente!
Cerca citazioni di Vasilij Grossman tra quelle inserite!

Tutti i libri di Vasilij Grossman

  • L'inferno di Treblinka (stato: Libro finito)
  • Tutto scorre... (stato: Libro finito)
  • Ultimi 5 post dal blog riguardo a LIBRI

    Roger Deakin e l'anima dell'ecologia
    Recensione Kobo Aura Edition 2 vs Kobo Aura Classic
    Su Suraya Sadeed, la guerra in Afghanista, i talebani, e chi ha ragione
    Prima che fosse troppo tardi: scoprire Stephen King
    Libri relativi al mondo della pesca
    Leggi tutti i post nella categoria LIBRI
    Il Bostro-X
    © Federico "Bostro" Bortolotti 2011

    Questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.

    » www.bostro.net » contatti
    » Privacy Policy

    Licenza Creative Commons
    www.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
    Web Bostro.Net