Vasilij Grossman, L'inferno di Treblinka

VASILIJ GROSSMAN

L'inferno di Treblinka

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 14/01/2018

Recensione

La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage - fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell'autunno 1944 - da un inviato d'eccezione.
Vasilij Semënovic Grossman è stato un giornalista e scrittore sovietico di origine ebraica. Diventò ingegnere e dopo essere cresciuto a Ginevra e aver studiato a Kiev, all'epoca dei piani quinquennali credette talmente nella costruzione dell' "uomo nuovo" da abbandonare i cantieri minerari del Donbuss, dove lavorava, per mettersi a raccontare l'epopea dell'Unione Sovietica. Fu corrispondente di guerra per il quotidiano dell'esercito "Stella rossa" e seguì il fronte fino alla Germania. In quel periodo cominciò a comporre una grande opera sulla guerra, incentrata sulla Battaglia di Stalingrado, e diede alle stampe "Il popolo è immortale" (1943), esaltazione dei sacrifici sofferti dai popoli dell'Unione Sovietica durante l'invasione tedesca del 1941. Tra il 1944 e il 1945 lavorò a un'opera che documentava i crimini di guerra nazisti nei territori sovietici contro gli ebrei ("Il libro nero"). Grossman, ebreo sovietico, scrittore e giornalista, conobbe perciò direttamente le devastazioni della seconda guerra mondiale, la lotta contro i nazisti, la sconfitta di Hitler quindi l’ascesa di Stalin. Dopo aver assistito alla campagna antisemita (fra il 1949 e il 1953) si trovò in dissidio con il regime e cadde in disgrazia. Così la stesura finale della sua grande opera, Vita e Destino, venne sequestrata e non avrebbe mai visto la luce se qualcuno non avesse conservato e fatto pervenire clandestinamente una o due copie a Losanna, dove fu stampato nel 1980.
(Fonte: www.ibs.it)

Giudizio

Voto:
Un libretto di poco meno di 40 pagina, denso e commosso, molto forte, potente, crudo. Un lungo articolo di giornale, direi, ben scritto, che narra la "scoperta" di cosa fu realmente Treblinka, con le parole di Grossman che col carro le cui ruote scricchiolavano sulla strada fatta di cenere d'uomo, entrò a Treblinka con l'Armata Rossa. Un canto commosso a una vergogna assoluta dell'umanità, paradossale è che lievi si inseriscano tra le righe alcune lodi alla salvezza portata dai russi, tranne che poi Grossman stesso dovette subirne la scure.
Attenzione, comunque: non è un libro. E' un lungo articolo di giornale, bello e d'altri tempi, ma comunque un lungo articolo.
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