Stephen King, Shining. Una splendida festa di morte

STEPHEN KING

Shining. Una splendida festa di morte

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 23/11/2017

Recensione

L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di l di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.

Giudizio

Voto:
Che gioiello! Mi duole constatare che per 42 anni ho vissuto nell'errore pregiudiziale di considerare Stephen King uno scrittore di professione, uno sfornalibri da spiaggia, e invece scopro solo ora che un vero genio della letteratura. Gi con il magnifico Carrie me n'ero accorto, ma ora con Shining la cosa palese.
Un gioiello. Scrittura perfetta, costruzione delle frasi meravigliosa, prosa fluida e scorrevole ma forbita, metafore e altri giochetti verbali mai eccessivi, anzi pi che adeguati. Per non parlare della trama: magnifica. Caratterizzazione: quasi incredibile, non capisco come riesca a rendere cos bene anche a livello stilistico la psicologia di una donna, di un uomo, e di un bambino mantenendo sempre la terza persona.
Sono sconvolto dalla bravura di questo scrittore e dalla maestria che si evince in questo romanzo. Shining il romanzo in cui ho trovato le migliori applicazioni letterarie della psicoanalisi: tutti i dubbi e i pensieri, le frasi messe tra parentesi, il frammischiarsi di una realt che incombe minacciosa mediante una realt paranormale terribile, alla quale si unisce un intrico di nevrosi e lotte inconscie veramente magistrale. Penso che nel dialogo tra lo psicologi infantile, Jack, Wendy e Danny ci siano le pagine pi belle di ci che si pu creare prendendo la psicoanalisi e applicandola a un romanzo.
E quanto oltre vanno le premesse psicologiche tra le righe? E' un caso che Jack e Al si conoscano, e passino lo stesso dramma dell'alcol e dell'incidente prima di smettere di bere e cominciare sostanzialmente il dramma? E' un caso che proprio Al sia il proprietario del Hoverlook? Quanto inquietante questo suo amico quando gli telefona all'Hoverlook per chiamarlo? E il significa del leitmotiv delle vespe, con cui persino si conclude l'Hoverlook stesso?
Ho scritto un post apposito nel mio blog: Prima che fosse troppo tardi: scoprire Stephen King
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