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Vedi figliolo, è la tua testa che fa il bar. Non il contrario. (N.D.)
Harper Lee, Va', metti una sentinella

AUTORE: Harper Lee

TITOLO: Va', metti una sentinella


Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 19/10/2017

Recensione

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch – “Scout” – torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de Il buio oltre la siepe, Va’, metti una sentinella cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, Va’, metti una sentinella permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee. È un romanzo d’indimenticabile saggezza, umanità, passione e umorismo, che mette in luce tutto il talento dell’autrice. Un’opera d’arte profondamente toccante che evoca in maniera splendida un’altra era e, al tempo stesso, mostra tutta la sua rilevanza per i nostri giorni. Non solo è una conferma della duratura intelligenza de Il buio oltre la siepe, ma serve anche come suo compagno essenziale, aggiungendo profondità, contesto e un nuovo significato a un classico della letteratura.
Il romanzo ritrovato di Harper Lee, ambientato vent’anni dopo il suo amato capolavoro, vincitore del premio Pulitzer, Il buio oltre la siepe.

Giudizio

Voto:
Il famoso Buio Oltre la Siepe è stato il secondo romanzo scritto da Harper Lee, anche se il primo pubblicato. Il primo scritto fu questo, ma sottoposto all'editore questi lo bocciò e consigliò alla scrittrice di scrivere un libro che consigliò un libro con la stessa protagonista, Scout, ma da bambina. Questo libro Va', Metti una Sentinella poi non fu mai pubblicato fino al 2015. E' strano che una scrittrice che scrisse un libro così bello come Il Buio Oltre la Siepe, e diventato così famoso in tutto il mondo, non scrisse e pubblicò poi nient'altro fino alla pubblicazione del suo vero primo romanzo, pubblicazione avvenuta peraltro in mezzo a molti dubbi sulla reale volontà della scrittrice. Bisogna ora però fare una precisazione: non sono dei libri legati, se non per i nomi di (alcuni) protagonisti. Va', Metti una Sentinella fu letteralmente sostituito dalla Harper Lee da Il Buio oltre la Siepe e messo in un cassetto. Scout ora è si può grande, ma Atticus non è la stessa persona dell'altro libro. Henry non si sa neanche chi fosse prima, Jem è morto, persino il processo al negro è ricordato ma descritto in maniera totalmente diversa (in questo libro si dice infatti che Atticus vinse la causa). Questo libro è stato pubblicato così com'era, Harper Lee era troppo vecchia per metterci mano e sistemarlo, magari riadattandolo per farlo più assomigliare a quanto narrato nel primo libro, cosa che forse sarebbe stato meglio fare perché così i due libri sarebbero stati congruenti, mentre così non lo sono. Tuttavia forse non sarebbe neanche stato possibile, visto che sarebbe stata da stravolgere tutta la vicenda.
Detto tutto ciò... com'è il libro? Palloso. Si dice che quando Harper Lee lo portò all'editore questo fu rigettato perché i tempi non erano sufficientemente maturi per la denuncia della società segregazionista del sud che presentava. Io penso che fu rigettato perché palloso: palloso perché troppo ideologico; palloso perché troppo dialogico; palloso perché inconcludente. I dialoghi sono portati all'estremo per rappresentare la rabbia e la incomunicabilità, ma non a sufficienza, e sebbene ci sia il tentativo di giustificare ed ascoltare entrambe le parti, il tentativo crolla perché è inattuabile. Palloso perché i dubbi e i fatti e gli eventi sono portati troppo a lungo attraverso righe e pause e ripensamenti. Ideologico perché pare un trattato a favore della libertà. E, sinceramente, il finale è un po' ingarbugliato anche a livello teorico per cui non si capisce quale dovesse essere il messaggio finale. Direi che, a mio modesto parere, andava pubblicato solo per un interesse storiografico nei confronti di scrittrice così oscura e misteriosa, ma sicuramente non per motivi prettamente letterari. Ciò che resta è solo il bello stile narrativo che nel suo capolavoro corona tutto il libro, mentre qui resta una perla isolata.

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