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hijab | islam | pensieri |
Inserito in DATA: 06/02/2026 | Vai agli ALLEGATI
Ho appena scoperto che il 1° Febbraio c'è stata la GIORNATA MONDIALE DELL'HIJAB. Una cosa folle.
Io non so... non so più cosa dire... Partendo dal presupposto che nella maggior parte dei casi l'Hijab è imposto alla donna per convinzione religiosa, e sottolineo "imposto", festeggiare una cosa simile è allucinante. ALLUCINANTE. E che la città di New York abbia partecipato con un apposito banner sui suoi canali ufficiali la dice lunga sul sindaco.
Si dedica una giornata a una cosa che solo in secondo luogo e solo in rari casi è una scelta personale. Perlomeno quelle esaurite delle nostre suore scelgono liberamente di entrare in un ordine che gli impone il velo. Ovviamente, anche qui si potrebbe argomentare, ma si argomenterebbe su cosa spinge una suora a farsi suora, non a mettersi il velo. E' una cosa ben diversa, del resto ho usato apposta l'espressione "esaurite", siccome io presuppongo che il pensiero religioso sia un pensiero nevrotico ne segue che la scelta di entrare in un corpo religioso è una forma di nevrosi.
Il fatto che tuo padre o tuo marito o l'intera società ti imponga il velo, invece, è una coercizione: causata sempre da una nevrosi, quella religiosa, ovviamente. Ma in questo caso la nevrosi è subìta, non attuata, dal soggetto in questione.
Non so più cosa dire.
Ci riempiamo la bocca con parole come "libertà", "inclusività", "parità", "identità" e poi si celebra una giornata dedicata a un tema essenzialmente repressivo.
La libertà non è poter mettere il velo: la libertà è poterselo togliere.
Io ho sempre detto che la libertà e la soluzione unica nei paesi mussulmani (e teocratici in genere) può venire solo dalle donne: nel momento in cui le donne posso fare quel cazzo che gli pare, Imam, estremisti e via dicendo si ritroverebbero automaticamente tagliati fuori. Ma sfortunatamente siamo andati tutti fuori con la testa, e alle donne come nel passato diciamo semplicemente "chiavatevi". Vestitevi pure in giacca e cravatta, fingete pure di avere o poter avere il cazzo, fate i piloti di caccia e battetevi per farvi chiamare "pilotesse" ma, sotto sotto, semplicemente chiavatevi.
Da noi i grandi passi avanti della psicologia nel riconoscere che l'uomo non è padrone in casa propria ovvero nel proprio cervello, nelle proprie scelte, nei propri pensieri - base di partenza che ha permesso di imparare a curare quando non gestire le cosiddette malattie mentali: il crollo del "libero arbitrio" - questi passi avanti sono iniziati a partire dagli studi sull'isteria: "hystera" in greco è "utero", si pensava che uno spostamento dell'utero fosse la causa organica che portava all'isteria che quindi veniva considerata una malattia tipicamente femminile, da Breuer e Freud in seguito interpretata come meramente psicologica, mentale e non più corporea. Slegandola dal corpo la si slegò dalla donna, e divenne chiara l'interpretazione classico come effetto della cultura repressiva in cui le donne si trovavano. Alla faccia di chi denigra Freud. È grazie a questo urlo delle donne che è cominciato il vero progresso culturare che dalle donne ha portato vantaggi anche a noi maschietti, affrancandoci da credenze mitologie e religioni. Questi maschietti probabilmente dopo tanto lavoro e progresso si sono resi conto che hanno perso troppo terreno, e con la celebrazione dell'Hijab vogliono recuperare?
Mi vergogno di essere parte di questa società, potessi scapperei in capo al mondo.
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