William Faulkner

Assalonne, Assalonne!

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 26/08/2019
Nel gennaio del 1937, recensendo su «El Hogar», il recente Assalonne, Assalonne!, Borges scriveva: «Conosco due tipi di scrittore: l'uomo la cui prima preoccupazione sono i procedimenti verbali, e l'uomo la cui prima preoccupazione sono le passio­ni e le fatiche dell'uomo. Di solito si deni­gra il primo tacciandolo di "bizantinismo" o lo si esalta definendolo "artista puro". L'altro, più fortunato, riceve gli epiteti elogiativi di "profondo", "umano", "pro­fondamente umano" o il lusinghiero vitu­perio di "barbaro"... Tra i grandi roman­zieri Joseph Conrad è stato forse l'ultimo cui interessavano in egual misura le tecni­che del romanzo e il destino e il carattere dei personaggi. L'ultimo fino alla straor­dinaria comparsa di Faulkner. A Faulkner piace esporre il romanzo attraverso i per­sonaggi. Il metodo non è del tutto origi­nale... ma Faulkner vi trasfonde una in­tensità quasi intollerabile. In questo libro di Faulkner vi è un'infinita decomposizio­ne, un'infinita e nera carnalità. Lo scena­rio è lo Stato del Mississippi: gli eroi, uomi­ni annientati dall'invidia, dall'alcol, dalla solitudine, dai morsi dell'odio. Assalonne, Assalonne! è paragonabile a L'urlo e il furo­re. Non conosco maggior elogio di que­sto». Né noi conosciamo migliore presen­tazione di questa.

Giudizio

Voto:
Bello ma incredibilmente, a mio avviso troppo, complesso. Obbliga il lettore a una concentrazione pari a quella che si ha nello studio di un manuale tecnico. Sinceramente a mio avviso la sperimentazione linguistica va troppo oltre e la tecnica narrativa supera la storia stessa quasi questa sia in secondo piano, e questo tipo di sperimentazione non è il mio preferito. Amo la poesia ed anche quella più arzigogolata, ma una poesia sperimentale lunga 300 pagine a mio avviso è troppo. La sperimentazione del cosiddetto stream of consciousness posso capirla, appunto, come sperimentazione, ma farne un metodo totale è troppo e, in questo caso, è un peccato. Faulkner si è spinto troppo oltre, veramente troppo: bravo, non c'è che dire perché la storia è magnifica (sempre il sud catastrofico di Faulkner, un antico impero ormai allo sfascio) e ti tiene avvinto e più volte ho pensato di abbandonare il libro ma senza mai riuscirci e così (ammetto saltando alcune righe qua e là) sono arrivato alla fine; a metà però ho dovuto metterlo in pausa e rilassarmi con qualcosa di leggero (Ponte Mentale di Joe Haldeman) perché lo sforzo intellettuale per riuscire a star dietro le elucubrazioni di ogni personaggio mi facevano quasi mal di testa. Faulkner è bravo ma si spinge troppo in là oltre gli accadimenti stessi ed a volte si è così presi dalla narrazione che si dimentica il contenuto. Tra i due, infatti, accadimenti e loro narrazione, c'è un baratro immenso. Non è comunque il mio stile né approvo queste scelte così radicali, per cui non mi è proprio piaciuto e non mi vergogno a dire che le ultime 100 pagine le ho lette saltando righe su righe perché non ce la facevo più.
Qualcuno consiglia di leggersi, prima di tutto, la cronologia degli eventi che è riportata alla fine del libro, assieme a piccole biografie (poche righe in realtà) dei personaggi. A mio avviso, consigliare una cosa simile vuol dire non avere capito proprio un cazzo del libro perché le biografie e la cronologia sono completamente ininfluenti. Le vicende avvengono al momento giusto, la cronologia è ininfluente perchè qui non si ha una storia cronologica ma una narrazione emotiva, se un evento capita prima o dopo non ha importanza perché ha importanza invece il momento in cui viene narrato. A mio avviso lasciate perdere o piuttosto date un'occhiata dopo un centinaio di pagine giusto per rinfrescarvi un po' i nomi, soprattutto se non avete molto tempo per leggere e leggete la sera dopo cena; piuttosto è meglio leggere direttamente la trama del libro su en.Wikipedia.org perché comunque anche a leggere tutto la storia non ci si rovina il libro, anzi aiuta a capirne meglio la debole trama che il linguaggio portato all'estremo tesse in maniera caotica.
C'è inoltre a mio avviso una cosa: si ritiene che questo libro sia l'apice della tecnica di Faulkner. Può essere, non entro nel merito: ma se c'è una cosa che mi piaceva in Faulkner erano i suoi enormi silenzi, i dialoghi di frasi spezzate, le mancanze, la solitudine. Se c'è invece una cosa che qui manca è proprio il silenzio, questo libro è un continuo dialogo, che sia un monologo non conta, è un vociare e parlare continuo. I silenzi in questo libro non ci sono, c'è la solitudine e ci sarebbe anche il silenzio, i molti silenzi dei protagonisti del libro, ma il Silenzio in maiuscolo non c'è. C'è invece continuo vociare, e mi è fastidioso.

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Tutti i libri di William Faulkner

  • Assalonne, Assalonne! (stato: Libro finito)
  • La Grande Foresta (stato: Libro finito)
  • Le palme selvagge (stato: Libro finito)
  • Luce d'Agosto (stato: Giacente in deposito)
  • L'urlo e il furore (stato: Libro finito)
  • Mentre morivo (stato: Libro finito)
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