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Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

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John Steinbeck, "Viaggio con Charley"
Tornai nella mia stanzetta pulita. Non bevo mai da solo. Non è molto divertente. E non credo che lo farò mai, se non quando sarò un alcolizzato. Ma quella notte tirai fuori dalla mia riserva una bottiglia di vodka e la portai nella mia cella. Nel bagno due bicchieri da acqua stavano sigillati in un sacchetto di cellofan con le parole: «Questi bicchieri sono sigillati per vostra sicurezza». Sulla c [continua...]
James Graham Ballard, "La Zona del Disastro"
A quella età, ricordo, mi sembrava che la vita si stendesse eterna, dinanzi a me, al punto che la sua durata pareva identificarsi con l'eternità. Con il passare degli anni, però, scoprirai che le cose degne di essere vissute hanno limiti ben definiti, e in particolare limiti di tempo: dalle cose più semplici, come un fiore o un tramonto, a quelle più importanti, come il matrimonio i figli e così v [continua...]
James Graham Ballard, "La Zona del Disastro"
Nella zona del disastro ciascuno di noi c'è già ed è troppo tardi per uscirne.
Josè Saramago, "Caino"
Come tu sei stato libero di lasciare che uccidessi Abele quando era nelle tue mani evitarlo. Sarebbe bastato che per un attimo abbandonassi la superbia dell'infallibilità che condividi con tutti gli altri dei, sarebbe bastato che per un attimo fossi realmente misericordioso, che accettassi la mia offerta con umiltà? Gli dei, e tu come tutti gli altri, hanno dei doveri nei confronti di coloro che d [continua...]
Stanislaw Lem, "Ritorno dall'universo"
Pensi forse che non ci saremmo andati, se le stelle non fossero esistite? Io penso che ci saremmo andati ugualmente. Avremmo desiderato di conoscere quel vuoto, non fosse altro che per giustificarlo.
Stanislaw Lem, "Ritorno dall'universo"
L'uomo ritorna sempre a mani vuote.
Stanislaw Lem, "Ritorno dall'Universo"
Mi fermai, respirando a fatica, vicino alla piscina, sedetti sul bordo di cemento e vidi il riflesso delle stelle. Non avevo bisogno di stelle. Ero stato un pazzo, un folle, quando avevo lottato per prender parte alla spedizione, quando mi ero lasciato ridurre a un sacco che schizzava sangue nei gravirotor, a che mi era servito, perché, perché non sapevo che si deve essere uomini comuni, i più com [continua...]
Stanislaw Lem, "Ritorno dall'Universo"
Mi venne subito spontanea una riflessione, di per sé strana, e che non mi sarei mai immaginato di fare se qualcuno mi avesse presentato quella situazione come una possibilità teorica: mi parve che quel procedimento, che distruggeva nell'uomo l'assassino, costituisse... una mutilazione.
Philip K. Dick, "Un Oscuro Scrutare"
L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio.
Philip K. Dick, "La Svastica sul Sole"
L'universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l'oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall'abisso.
Richard Wagner, "Il Libro Bruno"
Ogni arricchimento dei nostri mezzi di conoscenza grazie a strumenti e a scienze specialistiche dimostra solo la decadenza delle nostre facoltà naturali di conoscenza; certo le epoche primitive (brahmani, ecc.) avevano meno mezzi, ma sensi più acuti. – Così gli occhiali sono la prova che abbiamo rovinato i nostri occhi.
James Graham Ballard, "Il Vento dal Nulla"
Tutti [i rapporti sulla situazione nel mondo] dimostravano una cosa: l'intera popolazione di uno Stato tra i più industrializzati, equipaggiato con perfetti sistemi di comunicazione e di trasporto, in possesso di enormi riserve di cibo e carburante, era stata sorpresa impreparata da uno dei più antichi fenomeni naturali. Tutto sommato gli esseri umani avevano dimostrato di possedere meno risors [continua...]
Philip K. Dick, "Noi Marziani"
- Una persona può sempre avere due posti tra cui scegliere. Casa sua, e il resto del mondo, con tutta la gente. - Silvia chiese: - Com'è lei? - Chi? - La ragazza. L'hai quasi detto, ora.
Roger Zelazny, "Ritorno ad Ambra"
È terribile aspettare che qualcuno cerchi di ammazzarvi. Ma era il 30 aprile e naturalmente sarebbe successo come ogni 30 aprile. Mi era occorso un po' di tempo per capirlo, ma ormai sapevo almeno quando sarebbe successo. Nel passato ero stato troppo occupato per fare qualcosa riguardo a questa faccenda. Ma il mio lavoro era finito. Ero rimasto solo per quella faccen­da ormai. Sentivo di doverla c [continua...]
Fernando Pessoa, "Il Libro dell'Inquietudine"
Dopo una notte trascorsa male, non siamo gradevoli per nessuno. Il sonno fuggito ha portato via con sé qualcosa che ci rendeva umani.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Lo spaventò il sospetto tardivo che è la vita, più che la morte, a non avere limiti.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Fu così che si trovò quando meno se l'aspettava nel santuario di un amore estinto ancor prima di nascere
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Proclamò una nuova amnistia per i prigionieri politici e autorizzò il ritorno di tutti gli esiliati tranne gli uomini di lettere, naturalmente, quelli mai, disse, hanno la febbre nelle vene come i galli di razza quando stanno mettendo le penne di modo che non sono buoni a nulla se non quando sono buoni per qualcosa, disse, sono peggiori dei politici, peggiori dei preti, immaginatevi.
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
...una novizia mediocre, come tutte, ma lui sentì che era l'unica donna nel branco di donne nude, l'unica che passando davanti a lui senza guardarlo lasciò una scia oscura di animale di selva che si portò via la mia aria di vivere ed ebbe a malapena il tempo di spostare lo sguardo impercettibile per guardarla per la seconda volta per sempre per sempre
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Non faceva attenzione a quello che gli dicevano ma scrutava la penombra degli occhi per indovinare quello che non gli dicevano.
Gabriel Garcia Marquez, "L'autunno del Patriarca"
Durante il fine settimana gli avvoltoi s'introdussero nella casa presidenziale, fiaccarono a beccate le maglie di filo di ferro delle finestre e smossero con le ali il tempo stagnato nell'interno, e all'alba del lunedì la città si svegliò dal suo letargo di secoli con una tiepida e tenera brezza di morto grande e di putrefatta grandezza. [Incipit]
Gabriel Garcia Marquez, "Il generale nel suo labirinto"
José Palacios, il suo domestico più antico, lo trovò che galleggiava sulle acque depurative della vasca da bagno, nudo e con gli occhi aperti, e credette che fosse annegato. Sapeva che era uno dei suoi molti metodi per meditare, ma lo stato di estasi in cui giaceva alla deriva sembrava quello di chi non appartiene più a questo mondo. Non si azzardò ad avvicinarsi, ma lo chiamò con voce sorda secon [continua...]
Gabriel Garcia Marquez, "Dell'amore e di altri demoni"
L'incredulità resiste più della fede, perché si sostenta dei sensi.
Gabriel Garcia Marquez, "Dell'amore e di altri demoni"
Nessun pazzo è pazzo se ci si adatta alle sue ragioni.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
È impossibile non finire per essere come gli altri credono che uno sia.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
L'autista mi avvertì: Attenzione, professore, in quella casa ammazzano. Gli risposi: Se è per amore non importa.
Gabriel Garcia Marquez, "Memoria delle mie puttane tristi"
Il mondo avanza. - Si, gli dissi, avanza, ma girando intorno al sole.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
...gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sé.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
i sintomi dell'amore sono gli stessi del colera.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Un uomo sa quando sta diventando vecchio perché comincia ad assomigliare a suo padre.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Si può essere innamorati di diverse persone per volta, e di tutte con lo stesso dolore, senza tradirne nessuna, il cuore ha più stanze di un bordello.
Gabriel Garcia Marquez, "L'amore ai tempi del colera"
Era inevitabile: l'odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d'urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. Il rifugiato antillano Jeremiah de Saint-Amour, invalido di guerra, fotografo di bambini e suo avve [continua...]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
-Il migliore amico,- soleva dire allora, -è quello che è appena morto.- [Aureliano Buendìa]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Fece allora un ultimo sforzo per cercare nel suo cuore il luogo dove gli si erano putrefatti gli affetti, e non poté trovarlo.
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Non immaginava che era più facile cominciare una guerra che finirla.
Gabriel Garcia Marquez, "Vivere per raccontarla"
La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.
Charles Bukowski, "Donne"
Mi spogliai, lasciai i vestiti in un mucchio disordinato sul divano. Non ero mai stato elegante. Le mie camicie erano tutte stinte e strette, vecchie di 5 o 6 anni, consunte. Lo stesso per i pantaloni. Odiavo i grandi magazzini, odiavo i commessi, avevano una tale aria di superiorità, sembrava che conoscessero il segreto della vita, avevano una fiducia in se stessi che io non possedevo. Portavo se [continua...]
Charles Bukowski, "Donne"
«Umanità, mi stai sul cazzo da sempre». Ecco il mio motto.
Charles Bukowski, "Donne"
Presi la bottiglia e andai in camera mia. Mi spogliai, tenni le mutande e andai a letto. Era un gran casino. La gente si aggrappava ciecamente a tutto quello che trovava: comunismo, macrobiotica, zen, surf, ballo, ipnotismo, terapie di gruppo, orge, ciclismo, erbe aromatiche, cattolicesimo, sollevamento pesi, viaggi, solitudine, dieta vegetariana, India, pittura, scrittura, scultura, composizione, [continua...]
Patrick McGrath, "Spider"
Di nuovo pioggia, oggi. Mi piace la pioggia, ve l'ho già detto? Amo anche la nebbia, fin da quando ero un ragazzo. Con la nebbia mi piaceva sempre andare giù ai docks per ascoltare le sirene antinebbìa che suonavano e si lanciavano richiami l'un l'altra, per guardare le pallide luci delle navi che scendevano la corrente con la marea. Era il manto dell'irrealtà spettrale che mi piaceva, il manto ch [continua...]
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
D'un tratto vidi in fondo alla gola una luce tremolante: un fuoco! Mi concentrai su quella fiamma cercando di tener duro. Non mi importava di chi fosse quel fuoco e come mai ci fosse gente in quel posto sperduto, se avesse buone o cattive intenzioni. Il terreno era estremamente accidentato, non potevo continuare in moto, perciò mi avvicinai il più possibile, appoggiai la moto a una roccia e proseg [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Questo era infatti il vero deserto dove le differenze di razza e di colore, di ricchezza e di posizione sociale sono pressoché senza senso; dove il manto dell'apparenza viene strappato e le verità fondamentali vengono alla luce. Era un luogo dove gli uomini si tengono stretti gli uni agli altri. Qui essere soli voleva dire sentire immediatamente il peso della paura, poiché la nudità di questa terr [continua...]
Wilfred Thesiger, "Sabbie Arabe"
Sapevo di aver fatto il mio ultimo viaggio nell’Empty Quarter e che una fase della mia vita si era conclusa. Nel deserto avevo trovato tutto ciò che chiedevo; sapevo che non lo avrei mai trovato di nuovo. Ma non era soltanto questa pena personale che mi affliggeva. Sapevo che i bedu coi quali avevo vissuto e viaggiato, e in compagnia dei quali avevo trovato la serenità, erano condannati. Qualcuno [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
La nave si muove, punta la prua verso la Baia di Corcovado. Tra poco sarà notte e sono contento di avere abbastanza sigarette, la borraccia piena di vigoroso vino pipeno, e lo stato d'animo giusto per far tesoro sul taccuino di tutto quello che vedo. Poi navigheremo nella notte australe verso la fine del mondo e, quando alla luce della Croce del Sud brinderò all'eterna salute del dannato inglese c [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
Uscii da casa sua tardissimo. La notte di Santiago sembrava non meno calda del giorno. Iniziai a camminare nel parco, poi per le strade deserte, e all'improvviso mi accorsi che l'eco dei miei passi si moltiplicava. Non ero solo. Non sarei stato solo mai più. Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i suoi personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la T [continua...]
Louis Sepulveda, "Patagonia Express"
Del primo agnello si occupa Marcos Santelices. Due peones sdraiano l'agnello di schiena su un tavolo, gli allargano le zampe posteriori, Santelices prende il suo coltello da gaucho con l'impugnatura d'argento, controlla il filo della lama, e rade la sottile peluria che copre i testicoli dell'animale. Quando la pelle appare rosea e pulita, Santelices conficca il coltello nel tavolo e affonda la tes [continua...]
Charles Baudelaire, "Paradisi Artificiali"
Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.
Robert E. Fulton Jr., "One Man Caravan"
Dov'era quella notte che mi aveva riempito l'anima, dov'erano quegli uomini semplici, i fuochi, le ombre danzanti? Il sole - il Magico Cacciatore d'Oriente - aveva distrutto ogni cosa, non con una pietra ma con un macigno. Attraverso i massicci portali del caravanserraglio si riversarono autobus stracarichi di arabi con la pelle scura e le vesti cenciose: dentro, fuori, sul tetto, sui parafangh [continua...]
John Steinbeck, "Furore"
La banca è qualcosa di diverso da un essere umano. Capita che chiunque faccia parte di una banca non approvi l'operato della banca, oppure la banca fa lo stesso. Vi ripeto che la banca è qualcosa di più di un essere umano. È il mostro. L'hanno fatta degli uomini, questo sì, ma gli uomini non la possono tenere sotto controllo.
John Steinbeck, "Furore"
Incipit Nella regione rossa e in parte della regione grigia dell'Oklahoma le ultime piogge erano state benigne, e non avevano lasciato profonde incisioni sulla faccia della terra, già tutta solcata di cicatrici. Gli aratri avevano cancellato le superficiali impronte dei rivoletti di scolo. Le ultime piogge avevano fatto rialzare la testa al granturco e stabilito colonie d'erbacce e d'ortiche sull [continua...]
Arthur Rimbaud, "Una stagione in Inferno"
Ah! Risalire alla vita! Gettare lo sguardo sulle nostre deformità. E questo veleno, questo bacio mille volte maledetto! La mia debolezza, la crudeltà del mondo! Dio mio, pietà, nascondetemi,mi comporto troppo male! Sono nascosto e non lo sono. È il fuoco che si rianima col suo dannato.
Ted Simon, "Sognando Jupiter"
E' ovvio, non si può negare o fermare la corsa verso la morte e il suo logorio infinito, questo lo sapevo. Ma la rassegnazione filosofica non aiuta, quando le articolazioni si bloccano senza motivo, i crampi contraggono i muscoli, le valvole affermano il loro diritto di aprirsi e chiudersi a loro piacimento, le pompe funzionano male, quando funzionano, e l'interno e meraviglioso congegno della vit [continua...]
Ted Simon, "I Viaggi di Jupiter"
Più le cose cambiano, più restano uguali. Da quando ho terminato il mio viaggio, più di trent'anni fa, il mondo è cambiato: è quasi irriconoscibile. Eppure, leggendo di nuovo queste pagine, penso che se dovessi fare questo stesso viaggio oggi, mi potrebbero capitare esattamente le stesse cose di allora. Forse, a questo giro, non mi rinchiuderebbero in prigione in Brasile, ma probabilmente lo fa [continua...]
Cormac McCarthy, "Il Buio Fuori"
Appeso all'albero che gli faceva da sepolcro, il calderaio era un vero prodigio agli occhi degli uccelli. Gli avvoltoi che vennero di giorno a curiosare con i becchi adunchi fra i bottoni e le tasche del suo vestito, come osceni animali domestici, lo lasciarono ben presto spogliato parimenti degli stracci e della carne. La mandragola nera spuntò sotto l'albero, come fa sempre là dove cade al suolo [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Come se quella grande ira mi avesse purgato dal male [...] mi aprivo per la prima volta alla dolce indifferenza del mondo. [...] Perché tutto sia consumato, perché io sia meno solo, mi resta da augurarmi che ci siano molti spettatori il giorno della mia esecuzione e che mi accolgano con grida di odio.
Albert Camus, "Lo straniero"
Voleva ancora parlarmi di Dio, ma mi sono avvicinato a lui e ho cercato di spiegargli un'ultima volta che mi restava soltanto poco tempo. Non volevo sprecarlo con Dio.
Albert Camus, "Lo straniero"
Ma tutti sanno che la vita non val la pena di essere vissuta, e in fondo non ignoravo che importa poco morire a trent'anni oppure a settanta quando si sa bene che in tutt'è due i casi altri uomini e altre donne vivranno e questo per migliaia d'anni. Tutto era molto chiaro, insomma: ero sempre io a morire, sia che morissi subito, sia che morissi fra vent'anni.
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho creduto per molto tempo non so per quale ragione che per andare alla ghigliottina si dovesse salire su un catafalco, fare alcuni gradini. […] In realtà la macchina era posata direttamente per terra. […] Ci si fanno sempre delle idee esagerate su ciò che non si conosce. Invece dovevo constatare che tutto è molto semplice: la macchina è allo stesso livello dell'uomo che vi si avvia. Egli vi giung [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho rifiutato per la terza volta di ricevere il prete. Non ho niente da dirgli, non ho voglia di parlare, e dovrò comunque vederlo presto. Quel che mi interessa in questo momento è soltanto di sfuggire alla meccanica, di sapere se l'inevitabile può avere una via d'uscita. [...] Malgrado la mia buona volontà, non potevo accettare questa certezza insolente. Perchè insomma c'era una sproporzione ridic [continua...]
Albert Camus, "Lo straniero"
Ho riconosciuto per un breve istante il profumo e il colore della sera d'estate. Nell'oscurità della mia prigione semovente ho ritrovato a uno a uno, come dal fondo della mia stanchezza, tutti i rumori familiari di una città che amavo e di una certa ora in cui mi avveniva di sentirmi contento. Il grido dei giornalai nell'aria già calma, gli ultimi uccelli nel piazzale, il richiamo dei venditori di [continua...]

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