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In occasione dell'anniversario della morte di Anton Webern

Categoria: MUSICA

Inserito in DATA: 15/09/2023
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In questo giorno del 1945 Anton Webern uscì di casa per fumare e la luce del sigaro nell'oscurità totale della campagna di Salisburgo spaventò un soldato americano di pattuglia che sparò tre colpi, uccidendo uno tra i più grandi musicisti della storia.
In quel periodo viveva a Mittersill, vicino a Salisburgo. Vi si era trasferito in quell'anno da Vienna, per i timori generati dall'arrivo della temuta Armata Rossa. La guerra aveva tarpato le sue splendide ali, la Germania nazista aveva definitivo "bolscevismo culturale" e "arte degenerata" la sua cristallina creazione musicale, costringendolo a vivere di articoli e bozze ed analisi. 
Caduto il nazismo, il pericolo era comunque dietro l'angolo per l'arrivo della terribile ciurma russa, anche se non ci sono prove dirette di questo timore di Webern. Ciò nonostante, come personaggio noto ed affermato, non era il caso di dover affrontare direttamente un nuovo orizzonte politico, ed è probabile che si rifugiasse in periferia proprio per tenere un profilo basso.
A Mittersill Webern lavorava principalmente come correttore di bozze per il suo editore, viveva in povertà e non era per nulla fisicamente sano. Le strade erano pattugliate da soldati alleati che controllavano le strade alla ricerca di fuggiaschi o magari chissà, sacche di resistenza nazista o persino Hitler stesso, o magari per dare aiuti. 
Fatto sta che Webern uscì di casa per fumare un sigaro all'aria aperta e pura della notturna campagna, si appoggiò alla porta e tirò una bella boccata ma quella piccola luce, comparsa dal nulla nell'oscurità, spaventò un povero soldato americano che appresso passava il quale non ci pensò due volte, com'è la legge della guerra, inforcò il fucile e sparò. Sparò ben tre volte, in successione, colpendo Webern al petto che riuscì a malapena a rientrare in casa, morendo poi tra le braccia della moglie.
Il soldato si chiamava Raymond Bell e, a mio avviso giustamente, non patì nessun procedimento. Si dice che visse il breve resto della sua vita distrutto dal rimorso, cadendo nell'alcolismo. Non erano sicuramente tempi facili che seguivano peraltro tempi ancora più difficili. 
Il genero di Webern, tale Benno Mattel ex militante nelle SS austriache e successivamente, come molti, voltagabbana, era sotto indagine e fu arrestato con pesanti accuse di mercato nero. La casa era, pare, proprio quella del genero e Webern era uscito pare proprio per non dare fastidio col suo sigaro.
Lui che era sempre stato molto riservato, che era riuscito a sopravvivere al Nazismo vivendo da uomo comune, lui che di fronte all'avanzata dei russi e degli alleati era fuggito in campagna per avere come unico pensiero e unica dimora la sua famiglia, paradossalmente proprio da questa fu tradito e portato ad una tragica spaventosa morte. Paradossalmente, pare (secondo quanto disse la moglie) ad abbandonare la un tempo amata Austria e trasferirsi a Londra. La moglie Whilelmine lo seguì di lì a pochi anni, e con lui fu seppellita: passarono quattro anni che ella visse in solitudine, miseria, povertà e tanto dolore.
Di questo spiacevole episodio del primo dopoguerra esiste un libro che ho in coda di lettura da un po'.
E' un musicista che io adoro, la sua musica così limata sembra formata da gelidi cristalli di ghiaccio, riesce a prendere la grandiosità della dodecafonia e trasformarla in una litania dolce e tenere come solo la musica romantica può essere.
Grazie di tutto, Maestro Webern.

Per conoscerlo, direi che la Sinfonia op.21 è perfetta, così diversa da ciò che solitamente intendiamo con "sinfonia", così melancolica, così breve e curata, in una registrazione dal vivo con la direzione di Paul Hindemit al Teatro La Fenice di Venezia nel 1961.


Da amante di Bach, non posso non menzionare anche la magnifica trascrizione di Webern del maestoso tema dell'Offerta Musicale, tema il cui evocativo titolo "Ricercare" ne rispecchia l'atmosfera.


Per fortuna oggi possiamo, gratuitamente, accedere a tutta la musica del mondo, quando io ho scoperto Webern la musica la dovevi pagare (e forse era meglio, molti musicisti che non meritano oggi hanno troppe possibilità) e Webern neanche poco perché chi lo affrontava aveva bisogno di artisti bravi e buone registrazioni quindi un CD ti costava svariate decine di mila (sante e compiante) Lire.

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