Condividi su Facebook | Commenta

50esimo anniversario della pubblicazione di Black Sabbath, primo disco dei Black Sabbath

Categoria: MUSICA

Inserito in DATA: 13/02/2020
Vai ai COMMENTI
13 febbraio 1970: i Black Sabbath pubblicano il loro primo leggendario album.
Oggi sono dunque esattamente 50 anni da quel magnifico momento.
Buon 50° anniversario, e grazie di tutto Tony Iommi, Ozzy Osbourne, Geezer Butler, Bill Ward.
Cliccate qui per ascoltare l'album completo su Youtube. Ed è un ordine, non un consiglio. Per comodità l'ho anche incluso in coda a questo articolo.

La mia storia coi Black Sabbath cominciò quasi per caso. Ero già metallaro, ma da poco, avevo 15 anni e un amico mi aveva iniziato al mondo dell'hard rock e dell'heavy metal (leggi qui come accadde). A quei tempi non c'erano tante etichette per l'Heavy Metal, anche i giornali specializzati come H/M ad esempio non è che parlassero come si parla del metal oggi: ovvero alla cazzo.
Se parlavi semplicemente, e genericamente, di "Heavy Metal" o semplicemente "Heavy" o "Metal" non è che venisse fuori qualcuno a correggerti dicendo "No quello è Doom", "No quello è Sludge", "No quello è Speed" e via dicendo. Anzi, era probabile che se qualcuno l'avesse fatto, i metallari l'avrebbero preso a cazzotti.
Insomma, un bel giorno guardavo alla TV la mitica VideoMusic e di punto in bianco tra le varie pubblicità c'è un tizio strano con un divano a forma di labbra e gli occhi pitturati e spiritati che canta una canzone caratterizzata da una chitarra pesantissima e una voce invece acuta, canta qualcosa come "no more tears" passandosi un dito sotto la palpebra; lo speaker dice "Se l'Heavy Metal ha un profeta, il suo nome è Ozzy Osbourne". 
Era la pubblicità del nuovo disco di Ozzy, No More Tears appunto, e io rimasi folgorato. 
Era il 1991, io avevo 16 anni e la mia vita era cambiata per sempre.
Su VideoMusic non aspettai altro che sentire e risentire quella pubblicità come fosse qualcosa di magico che mi aveva stregato, infine mi precipitai da Eugenio ad ordinare il CD. 
Poco dopo mi diedero una cassetta copiata da un amico su cui c'era Reign In Blood degli Slayer, album fico ma comunque non proprio il mio genere, però un giorno che raggiunsi la fine della cassetta ascoltandola col Walkman andando a scuola, accadde qualcosa.
Erano appunto gli anni del walkman, non è che avevo con me 20gb di mp3 nel cellulare: nello zaino tenevo due o tre cassette e basta. Andavo a scuola con una corriera che partiva molto prima di quanto sarebbe stato a me necessario, e che mi faceva scendere a mezz'ora di camminata dal Bertoni: tutto ciò per avere tempo per ascoltare musica, e fumare qualche cicca in pace.
Insomma, arrivai alla fine della cassetta e cominciò una canzone inquietante, lenta, ritmata, con una chitarra con un suono stranissimo e una voce che sembrava scaturita da qualche angolo dell'Inferno. Fu qualcosa di sconvolgente e lo ricordo come ora. Ascoltai la canzone varie volte, ipnotizzato da quelle sonorità incredibili, parlava di un mostro o un robot o qualcosa.
Arrivò il sabato e finalmente il pomeriggio mi vidi con i due amici metallari del Marinelli che mi avevano dato la cassetta, andammo a berci una birra all'All Black Pub e tra una cicca e l'altra tirai fuori l'argomento e uno dei due mi disse "Il gruppo si chiama Black Sabbath".
Mi diede la cassetta: era Paranoid del Black Sabbath, e la canzone era Iron Man.
Il resto è storia: nel giro di poco tempo avevo tutti gli Album sia di Ozzy sia dei Black Sabbath. e tuttora loro sono la mia religione.

Una nota: il 13 febbraio 1883 moriva il sommo Richard Wagner.



Materiale a corredo


Commenti all'articolo

Premetto che il sistema di commenti è mio indipendente e non prevede memorizzazione di indirizzi email o altro nel database. Si usa solo un nickname, così non rompete le balle con la privacy. Attenzione però, i commenti non saranno visibili finché io non li avrò validati.



Commenta con Disqus!



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima