Eroico BIKER senza frontiere.
A fine Luglio 2024 ho ricevuto due email piuttosto offensive riguardo alcuni pensieri che avevo espresso nel mio sito (che, forse vi è sfuggito, è perlappunto mio e se non vi piace poco mi interessa). In sostanza sostenevo che c'è una sopravalutazione intellettuale del gioco: sicuramente è complesso, ma la sua importanza in Occidente è a mio avviso più dovuta a un fattore tradizionale, culturale, che oggettivo; esistono giochi simili agli scacchi e persino più complessi ma da noi ignorati: il sempitermo Go/Baduk/Weiqi con le sue infinite varianti, il labirintico Shogi, il divertentissimo Xiangqi. Lo snooker da noi neanche si sa che esiste mentre nei paesi britannici imperversa con poste stratosferiche ma è solo una questione tradizionale/culturale, non vuol dire che sia migliore della carambola. Criticavo un atteggiamento diffuso di glorificazione degli scacchi e degli scacchisti: a mio avviso, chi è bravo a scacchi non vuol dire che sia un genio né che si elevi sopra il resto della popolazione per intelligenza intesa in senso lato; troppe biografie di scacchisti testimoniano in tal senso. Ciò senza togliere valore pedagogico agli scacchi, ma ridimensionando una visione di glorificazione sempre più esagarata negli ultimi anni per via di un certo appeal che gli scacchi hanno avuto sulle piattaforme social; buttarvisi serve a dire "Sai, gioco a scacchi" come fosse una vanagloriosa attestazione di intelligenza. Invece, semplicemente, sei bravo a scacchi: tutto qua. Qualcuno è bravo a Sudoku, alle parole crociate, a Quake, a fare i castelli di carta, a golf, a sistemare la contabilità aziendale.
Da qui le email che mi sono giunte, abbastanza stupide e dirette all'insulto esplicito senza peraltro motivare il dissenso, con uno che in maniera sgrammaticata mi criticava di essere sgrammaticato senza accorgersi che non avevo pubblicato un libro a pagamento ma solo scritto degli appunti online ma il tizio ovviamente aveva i suoi unici tre neuroni impegnati a imparare la Difesa Francese. Non era la prima volta che ricevevo critiche e gli scacchisti sono particolarmente pesanti quando criticano (leggi: partono subito all'offesa perché scacchi=intelligente) ma queste due email sono state particolarmente assurde e, paradossalmente, data la loro stupidità le ho intese come ulteriore prova alla mia opinione. Oltretutto non si sono sprecati a usare il sistema dei commenti del blog, non sono stati interessati a segnalarmi problemi del ragionamento o faziosità che so esserci perché scrivo di getto ed emotivamente... No, mi hanno scritto un'email di insulti peraltro senza firmarsi e, ovviamente, non potevano esimersi dall'usare la parola "Palestina" mettendo la ciliegina sulla torta. Due coglioni, insomma.
Poco tempo dopo era notte, unico momento in cui ho tempo libero, stavo facendo una partita a scacchi e mi son detto "Ma che cazzo sto facendo?". E tutto è crollato, come il celebre Velo di Maia. Mi sono reso definitamente conto che è un gioco ricorsivo, ciò che impari rimane lì e basta. Tra influencer e marketing penso non abbia più un alto valore educativo se non indirettamente, nel piccolo. Ho abbandonato la partita e mi son messo a suonare realizzando che i bianchi e i neri del pianoforte hanno centomilamilioni di qualità in più. Gli scacchi come un sacco di altre cose sono rimasti vittima di internet e dei social. Del resto nella mia vita pecco di due cose fondamentali per gli scacchi: il tempo e la competitività.
Così è saltato il palco: da oggi 05/08/2024 la sezione è privata. Avete comunque un sacco di altri posti dove andare per gli scacchi, ormai il web è inondato di media creators.
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