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Jim Harrison: La Strada di Casa

Stato lettura: LIBRO IN DEPOSITO
Il Nebraska, la sua terra battuta dalle mandrie di vacche e dall’eco lontano dei Pellerossa e del loro genocidio, è il posto della famiglia Northridge. Un’epopea lunga cento anni, la cui storia si lega a quella dei nativi con un nodo scorsoio impossibile da sciogliere. A partire dal capostipite, John Wesley, di origini svedesi, che abbraccia la causa pellerossa sposandone una donna Sioux e cercando di insegnare loro a coltivare la terra e a sopravvivere, così, allo sterminio. Suo figlio, il mezzosangue John Wesley II, diviso fra la vocazione artistica e l’attitudine agli affari che farà di lui un uomo ricco. Fino ad arrivare alla nipote Dalva, animo inquieto, la quale si lascerà sedurre dalla passione per un giovane ragazzo indiano, il cui frutto sarà un bambino, Nelse, che verrà dato a malincuore in adozione. Anche Nelse non riuscirà a resistere al richiamo di sangue dei Northridge e, ormai adulto, si metterà in cammino verso la fattoria della sua famiglia biologica, attratto dalla potente calamita dei legami familiari, alla quale difficilmente si può sfuggire. Jim Harrison interpella tutti i suoi meravigliosi personaggi, dandogli voce e sbrogliando una matassa di sentimenti, azioni e reazioni che coinvolgono tre generazioni. Gli sbagli, i modi di porre rimedio, le inevitabili conseguenze sono un modo per saldare, non solo distruggere, le relazioni e spesso conducono alla pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno. “La strada di casa” (Baldini&Castoldi, 2000) è un romanzo magistrale, intenso, passionale su ciò che si è nonostante ciò che si appare, sull’appartenenza e i limiti imposti da essa, sul baratro dove può condurti la reputazione o la salvaguardia di essa. Un lavoro maestoso sull’universo familiare, sulla scacchiera dei ruoli e sul modo di colmare le perdite e accettare gli arrivi, Harrison scava e porta alla luce, come nella più auspicabile delle tradizioni.
“È stata davvero una corsa vivace e nonostante il disgelo la faccia mi bruciava, ma mi sentivo inverosimilmente animato, mentre tornavo verso casa, un puntino all’orizzonte, e mi chiedevo perché mai avessi passato tanto tempo chiuso dentro. Ci sono dei momenti in cui non si è solo inetti con gli altri ma con se stessi”
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  • La Strada di Casa (stato: Giacente in deposito)
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