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Emil Cioran: L'inconveniente di essere nati

Stato lettura: LIBRO CONCLUSO IL 30/04/2013
L'atteggiamento di Cioran nei confronti dell'esistenza si estrinseca in un'apologia del non-essere e quindi del suicidio: vivere è una disgrazia e la nascita un'irrimediabile sciagura. Tuttavia, il non essere è inteso come in effetti dev'essere inteso, come nulla, sempliccemente, e il suicidio non sarebbe una liberazione, perché nel totale insensato che è il mondo in cui viviamo, e la nostra stessa vita, anche la morte sarebbe una presa in giro, nella sua insensatezza.
Come in tutti i suoi libri ad aforismi, forse un po' di più in questo, diventa a tratti pesanti, ripetitivo, e noioso; ma le perle che emergono a tratti ripagano dello sforzo della lettura. Cioran, differentemente da Schopenauer, credeva in ciò che scriveva, che diceva, e la sua vita era come può sembrare dopo aver letto i suoi libri. Per cui accetto, con un piccolo sorriso compiacente, le sue velleità da scrittore, oltretutto meritate: doveva pur far passare il tempo, anche lui, no? Tra una cosa e l'altra, tra una nascita e una morte...
Nell'opera L'inconveniente di essere nati del 1973 egli mette a fuoco la visione tragica dell'esistere e il suo pessimismo che è l'estremizzazione di quello di Schopenhauer dal quale trae anche l'interesse per il Buddhismo e la teorizzazione dell'incubo del dolore del vivere:
« "Tutto è dolore". La formula buddhista, modernizzata, suonerebbe: "Tutto è incubo". [....] Non mi perdono di essere nato. E' come se, insinuandomi in questo mondo, avessi profanato un mistero, tradito un qualche impegno solenne, commesso una colpa di inaudita gravità. Mi capita però di essere meno perentorio: nascere mi appare allora una calamità che sarei inconsolabile di non aver conosciuto. » È questo l'assurdo che caratterizza il pensiero di Cioran: odiare la vita ma nello stesso tempo apprezzarne le esperienze, anzi considerarle irrinunciabili.
Ma mentre valorizza in un certo senso i travagli dell'esistenza egli sente anche il fascino del nulla, dell'abisso originario.
« Nessuna differenza tra l'essere e il non-essere, se si percepiscono con pari intensità [....] Ci fu un tempo in cui il tempo non era ancora... Il rifugio della nascita non è altro che la nostalgia di quel tempo anteriore al tempo. »
« Il terrore di fronte all'avvenire si innesta sempre sul desiderio di provare quel terrore [....] Nascita e catena sono sinonimi [....] Non nascere è indubbiamente la migliore formula. Non è purtroppo alla portata di nessuno. »
Introduzione tratta da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Cioran

Recensione


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  • Al culmine della disperazione (stato: Libro finito)
  • Confessioni e anatemi (stato: Libro finito)
  • Il funesto demiurgo (stato: Libro finito)
  • La tentazione di esistere (stato: Libro finito)
  • Lacrime e santi (stato: Libro finito)
  • L'inconveniente di essere nati (stato: Libro finito)
  • Sommario di decomposizione (stato: Libro finito)
  • Squartamento (stato: Libro finito)
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