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IL MOTTO DEL MOMENTO: Di cosa sarà fatta l’umanità quando non ci saranno più nomadi che camminano?

SIGMUND FREUD

Il Disagio della Civiltà

Categoria: SCIENZE

Di tutte le parti della teoria analitica che si sono sviluppate a poco a poco, la teoria delle pulsioni è quella che è andata avanti a tentoni nel modo più faticoso. [...] Nell'assoluta incertezza degli inizi, il primo appiglio mi fu fornito dal detto del filosofo-poeta Schiller, secondo il quale fame e amore sono le cose che fanno funzionare l'ingranaggio del mondo. La fame potrebbe fungere da rappresentante di quelle pulsioni che vogliono conservare l'essere singolo, [mentre] l'amore punta agli oggetti, la sua funzione principale [...] è la conservazione della specie. Così dapprima le pulsioni dell'Io si contrapposero alle pulsioni oggettuali. Per l'energia di queste ultime, ed esclusivamente per essa, io introdussi il termine libido; e quindi il contrasto divenne quello tra le pulsioni dell'Io e le pulsioni libidiche dell'amore nel senso più ampio rivolte all'oggetto. [...] La nevrosi apparve come l'esito di una lotta tra l'interesse dell'autoconservazione [individuo] e le richieste della libido [mondo], una lotta in cui l'Io aveva vinto, ma a prezzo di gravi sofferenze e rinunce. Ogni analista concederà che ancor oggi tutto ciò non suona come un errore superato da tempo. Ma un cambiamento divenne indispensabile quando la nostra ricerca procedette dal rimosso al rimovente, dalle pulsioni oggettuali all'Io. Qui divenne decisiva l'introduzione del concetto di narcisismo, ossia la scoperta che l'Io stesso è investito dalla libido, ne è anzi la dimora originaria e ne resta anche, in certo modo, il quartier generale. Questa libido narcisistica si volge algi oggetti divenendo libido oggettuale, e può ritrasformarsi in libido narcisistica [ovvero, anche le Pulsioni dell'Io vengono reintrodotte nel concetto di Libido, che viene invece sdoppiato a seconda della direzione - esterna o interna - del suo movimento]. Per un certo tempo sembrò inevitabile far coincidere la libido con l'energia pulsionale in genere, come C. G. Jung aveva già sostenuto in precedenza [è il tema della discordia che separò Freud e Jung, e che Jung espose in Simboli della Trasformazione]. Però restata in me qualcosa, come una convinzione non ancora dimostrabile che le pulsioni non potessero essere tutte della stessa natura. Il passo successivo lo feci in Al di là del principio del piacere (1920) [...] Muovendo da speculazioni sull'origine della vita e da paralleli biologici, trassi la conclusione che, oltre alla pulsione a conservare la sostanza vivente e a raccoglierla in unità sempre più grandi, doveva essercene un'altra ad essa opposta, tendente a dissolvere queste unità e a riportarle allo stato inorganico primordiale. Dunque oltre all'Eros, una pulsione di morte; con l'azione comune o contrastante di queste due pulsioni si potevano spiegare i fenomeni della vita.
COMMENTO ALLA CITAZIONE:
In queste splendide pagine Freud riepiloga in pratica la genesi della sua teoria delle pulsioni. Ricordo, come aiuto alla comprensione di queste righe, che la psicoanalisi, più che una teoria, più che un sistema, più che una filosofia, è una prassi terapeutica. Il suo scopo, il suo fondamento, la sua struttura è sempre quella di essere una terapia pratica. Non per niente l'analisi è detta da Freud terminabile e interminabile: terminabile, perché si conclude nel momento in cui riesce a ridare al paziente un equilibrio nella sua vita all'interno dello schema triadico sesso-cibo-lavoro, che secondo Freud è il meglio che si può riportare come benessere psichico; interminabile, perché a livello appunto teorico non si conclude mai, da un lato perché non c'è una teoria perfetta in quanto ché l'inconscio è per definizione irraggiungibile, dall'altro perchè l'idea di una cura è più un ideale, perché un uomo non è mai sano, dal punto di vista delle nevrosi.

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