Condividi su Facebook | Commenta

Citazioni, aforismi, motti di Narrativa

Scegli e filtra una CATEGORIA: TUTTE Bostro Filosofia Motto Narrativa Scienze
CONSULTA L'ELENCO DI TUTTI GLI AUTORI DI CITAZIONI, AFORISMI, MOTTI

RICERCA per autore/libro/citazione:

Ti senti fortunato? Leggi una citazione casuale

Albert Camus, "Lo straniero"
Quando ci siamo vestiti, è parsa molto sorpresa di vedermi con una cravatta nera e mi ha chiesto se ero in lutto. Le ho detto che la mamma era morta. Siccome voleva sapere quando, le ho risposto "Ieri". Lei si è come ritratta un po', ma non ha detto nulla. Io stavo per dirle che non era colpa mia, ma mi sono trattenuto perché ho pensato che l'avevo già detto al mio principale [quando ha chiesto il [continua...]
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Vedo come se vedessi per la prima volta, come se fossi il primo uomo a scoprire la bellezza originale del mondo.
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Ho l’impressione di planare. […] Attorno a me tutto sfuma lentamente in un mare di ovatta. Se voglio, posso non osservare né sentire più niente del mondo esterno.
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Ma questi intrugli del diavolo li ha voluti la natura, essa li ha creati, li nasconde in sé, li fabbrica con la sua linfa che sale lungo le arterie delle piante! L'hashish, è una bella margherita tutta speciale, che il sole si premura di far schiudere; sul papavero la rugiada dell'alba si posa innocente come su tutti i fiori, ma il papavero col suo succo dà origine all'oppio, alla morfina, all'ero [continua...]
Charles Duchaussois, "Flash. Katmandu Il Grande Viaggio"
Flash,in inglese, vuol dire: lampo. Per un drogato,vuol dire: spasimo. Il flash è ciò che succede nel corpo di un drogato quando la droga, spinta dallo stantuffo della siringa, entra nelle vene. Ha la violenza del lampo e l'intensità dello spasimo. Un giorno ho dato ad una ragazza (..) Aveva avuto il suo flash era "partita", "viaggiava"m stava sprofondando... (..) Non c’è che l'iniezione – l [continua...]
Patrick McGrath, "Spider"
Nel "reparto duro" imparai ad arrotolare sigarette "magre" e "grasse": prendevamo il tabacco sul serio lì. È una cosa strana, non importa quanto un uomo sia sprofondato nella malinconia, nella follia - alla deriva, si potrebbe dire, tagliati tutti i ponti con la società -, in qualsiasi caso egli non mancherà mai di prestarvi il suo mozzicone per accendere la sigaretta: non esiste una pazzia talmen [continua...]
Charles Bukowski, "[da verificare]"
Quando ti ho detto che mi sarei fatto una sega pensando a te, l'hai presa male. Ma io non ce l'avevo il coraggio di dirti che ti amo.
Charles Bukowski, "Niente canzoni d'amore"
Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l'inferno c'è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine. Si spinse avanti a gomitate per prendere la sua vodka liscia.
Arthur C. Clarke, "Incontro con Rama"
Nemmeno nel ventiduesimo secolo era ancora stato scoperto il sistema per evitare che gli scienziati di una certa età e di idee retrograde occupassero posizioni amministrative di'importanza capitale. Anzi, c'è da temere che il problema non potrà mai essere risolto.
Elie Wiesel, "La notte"
Tutto intorno regnava adesso il silenzio, turbato soltanto dai gemiti. Davanti al blocco le S.S. davano ordini. Un ufficiale passò davanti ai letti. Mio padre implorava: "Figliolo, dell'acqua... Mi sto consumando... Le mie viscere..." - "Silenzio, laggiù!" urlò l'ufficiale. "Eliezer - continuava mio padre - dell'acqua..." "L'ufficiale gli si avvicinò e gli gridò di tacere, ma mio padre non l [continua...]
Elie Wiesel, "La notte"
Poi cominciò la sfilata. I due adulti non vivevano più. La lingua pendula, ingrossata, bluastra. Ma la terza corda non era immobile: anche se lievemente il bambino viveva ancora... Più di una mezz'ora restò così, a lottare fra la vita e la morte, agonizzando sotto i nostri occhi. E noi dovevamo guardarlo bene in faccia. Era ancora vivo quando gli passai davanti. La lingua era ancora rossa, gli [continua...]
Elie Wiesel, "La notte"
Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che consumarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio nott [continua...]
Ivo Andrić, "Il Ponte sulla Drina"
Le lunazioni si susseguivano e le generazioni sparivano rapidamente, ma il ponte restava, immutabile, come l’acqua che scorreva sotto le sue arcate.
Charles Baudelaire, "Diari Intimi"
È impossibile scorrere una qualsiasi gazzetta, di non importa che giorno, mese o anno, senza scoprirvi ad ogni riga i segni della più spaventosa perversione umana e, al contempo, le più stupefacenti vanterie di probità, di bontà, di carità con le affermazioni più sfrontate circa il progresso e la civiltà. Ogni giornale, dalla prima all'ultima riga, non è che un contesto d'orrori. Guerre, delitti, [continua...]
James Graham Ballard, "Deserto d'acqua"
La successione di giganteschi sommovimenti geofisici che avevano trasformato il clima della Terra aveva avuto inizio sessanta o settant'anni prima. Una serie di violente tempeste solari durate parecchi anni, provocate da una improvvisa instabilità del sole, aveva allargato le cinture di Van Allen e aveva diminuito l'attrazione gravitazionale della Terra sugli strati esterni della ionosfera. Man ma [continua...]
Charles Sheffield, "Le guide dell'infinito"
"Qualche pazzoide ha approfittato dell'alto livello di attività dei nostri lanci... stanno accadendo così tante cose che ci vorrà un po' di tempo perché qualcuno si renda conto che è in corso un attacco." Hans si era inserito nelle frequenze radio e le stava passando in rassegna una dopo l'altra. "Silenzio radio dalla Cina. Guardate lo schermo. Quelli devono essere i missili degli Stati Uniti. [continua...]
Charles Bukowski, "La poesia"
Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.
Arthur C. Clarke, "2001: Odissea nello Spazio"
Dietro ogni uomo oggi vivente stanno trenta spettri, poiché questo è il rapporto con il quale i morti superano il numero dei vivi. Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di uomini hanno camminato sul pianeta Terra. Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via La [continua...]
Jim Morrison, "Versi poetici e dichiarazioni di guerra"
Il dolore è l'elemento che può ancora risvegliarci. La gente tenta di nascondere la propria sofferenza, ma è un errore grave. Il dolore è qualcosa da portarsi dietro, come una radio. Puoi avere cognizione della tua forza affrontando il tuo dolore. Tutto dipende da come lo sopporti. È questo che conta. La sofferenza è un sentimento, e i tuoi sentimenti sono parte di te, sono la tua realtà personale [continua...]
Dmitry Glukhovsky, "Metro 2033"
I ratti cominciarono la ritirata. La loro cieca volontà era stata spezzata da una delle ultime invenzioni del genio militare umano. Quando si trattava di uccidere, gli esseri umani erano sempre stati di gran lunga i migliori, rispetto alle altre specie.
Friedrich Nietzsche, "Così Parlò Zarathustra"
Non più pastore, non più uomo, un trasformato, un circonfuso di luce, che rideva! Mai prima al mondo aveva riso un uomo, come lui rise! Oh, fratelli, udii un riso che non era di uomo, e ora mi consuma una sete, un desiderio nostalgico, che mai si placa. La nostalgia di questo riso mi consuma: come sopporto di vivere ancora! Come sopporterei di morire ora!
Paul Valery, "L'Idea Fissa"
Un uomo solo è sempre in cattiva compagnia.
Howard Phillips Lovecraft, "Necronomicon"
Non è morto ciò che in eterno può attendere, e con il passare di strani eoni anche la morte può morire
Howard Phillips Lovecraft, "Il richiamo di Cthulhu"
Ritengo che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana a mettere in correlazione tutti i suoi contenuti. Viviamo su una placida isola di ignoranza nel mezzo del nero mare dell'infinito, e non era destino che navigassimo lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora nuociuto ben poco; ma, un giorno, la connessione di conoscenze disgiunte apr [continua...]
Lewis Carroll, "Alice nel Paese delle Meraviglie"
Il Coniglio Bianco si mise gli occhiali. – Da dove devo iniziare, Maestà? – chiese. - Inizia dall’inizio, - disse il Re con solennità, - e va’ avanti fino alla fine: poi fermati.
Lewis Carroll, "Oltre lo specchio"
"Quando uso una parola", Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, "essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno." "La domanda è", rispose Alice, "se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi." "La domanda è," replicò Humpty Dumpty, "chi è che comanda – tutto qui."
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Rileggere Lorenz mi fece capire come mai le persone sensate alzassero le mani con un gesto d'orrore: [lo facevano] per negare che esistesse una cosa come la natura umana e ribadire che tutto deve essere appreso. Pensavano che il "determinismo genetico" minacciasse gli impulsi liberali, umani e democratici a cui l'Occidente dava ancora importanza. Erano inconsapevoli anche del fatto che gli isti [continua...]
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Gli antichi Ebrei - schiacciati com'erano tra due imperi che li angariavano - ebbero sicuramente una grande intuizione nell'identificaro lo stato con Behemoth o il Leviatano, un mostro che attentava alla vita umana [la cui essenza è - per Chatwin - il nomadismo]. Furono forse il primo popolo a capire che La Torre era caos, che l'ordine era caos, e che il linguaggio - il dono della parola che Yahwe [continua...]
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
La selezione naturale ci ha foggiati - dalla struttura delle cellule cerebrali alla struttura dell'alluce - per una vita di viaggi stagionali a piedi in una torrida distesa di rovi o di deserto. Se era così, se la "patria" era il deserto, se i nostri istinti si erano forgiati nel deserto, per sopravvivere ai suoi rigori - allora era più facile capire perché i pascoli più verdi ci vengono a noia [continua...]
Bruce Chatwin, "Anatomia dell'irrequietezza"
Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma.
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
Ancora oggi, disse Wendy, quando una madre aborigena nota nel suo bambino i primi risvegli della parola, gli fa toccare le "cose" di quella particolare regione: le foglie, i frutti, gli insetti e così via. Il bambino, attaccato al petto della madre, giocherella con la "cosa", le parla, prova a morderla, impara il suo nome, lo ripete e infine la butta in un canto. "Noi diamo ai nostri figli fucili [continua...]
Gabriel Garcia Marquez, "Cent'anni di solitudine"
Taciturno, silenzioso, insensibile al nuovo soffio di vitalità che faceva tremare la casa, il colonnello Aureliano Buendìa comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine.
Bruce Chatwin, "Le vie dei Canti"
L'uomo è nato in Africa, nel deserto. Ritornando nel deserto, riscopre se stesso.
Orson Scott Card, "Il Ciclo di Ender 2: Il Riscatto di Ender"
Contorti e perversi sono i sentieri dell'animo umano - declamò Jane. - Pinocchio è stato un bell'idiota a voler diventare un bambino. Era molto più saggio quando aveva la testa di legno.
Thomas Mann, "I Buddenbrook"
La bellezza ci può trafiggere come un dolore.
Thomas Mann, "I Buddenbrook"
Chi è felice non si muove.
Thomas Mann, "La Montagna Incantata"
Le opinioni non possono sopravvivere se uno non ha occasione di combattere per esse.
Thomas Mann, "La Montagna Incantata"
Scrivere bene significa quasi pensare bene, e di qui ci vuole poco per arrivare ad agire bene.
Thomas Mann, "La Montagna Incantata"
La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive.
Thomas Mann, "La Montagna Incantata"
Il sintomo morboso, disse, sarebbe attività amorosa camuffata e ogni malattia amore trasmutato.
Luchino Visconti, "Gruppo di Famiglia in un Interno"
C'è uno scrittore del quale tengo i libri in camera mia e che rileggo continuamente, racconta di un inquilino che un giorno si insedia nell'appartamento sopra il suo, lo scrittore lo sente muoversi, camminare, aggirarsi, poi tutt'a un tratto sparisce e per lungo tempo c'è solo il silenzio. Ma all'improvviso ritorna, in seguito le sue assenze si fanno più rare e la sua presenza più costante: è la m [continua...]
Albert Camus, "La peste"
Ascoltando, infatti, i gridi d'allegria che salivano dalla città, Rieux ricordava che quell'allegria era sempre minacciata: lui sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle val [continua...]
Albert Camus, "La peste"
E Rieux [...] ritenne giusto che, almeno di tanto in tanto, la gioia venisse a ricompensare quelli che si accontentano dell'uomo e del suo povero, terribile amore.
Albert Camus, "La peste"
Se una cosa si può desiderare sempre e ottenere talvolta, essa è l'affetto umano.
Albert Camus, "La peste"
Rispondeva, in conclusione, [...] che c'era sempre un'ora del giorno e della notte in cui un uomo era vile, e che lui non aveva paura se non di questa ora.
Albert Camus, "La peste"
A vederla mancare prede bell'e designate, come Grand o la ragazz di Rieux, inasprirsi in certi quartieri durante due o tre giorni mentre spariva del tutto da certi altri, moltiplicare le vittime il lunedì e il mercoledì lasciarle scappare quasi tutte, a vederla in tal modo ansare o precipitarsi, si sarebbe detto che si disorganizzasse per esaurimento e stanchezza, che perdesse contemporaneamente a [continua...]
Albert Camus, "La peste"
Al principio dei flagelli e quando sono terminati, si fa sempre un po' di retorica. Nel primo caso l'abitudine non è ancora perduta, e nel secondo è ormai tornata. Soltanto nel momento della sventura ci si abitua alla verità, ossia al silenzio.
Albert Camus, "La peste"
I separati portavano quindi nel cuore stesso dell'epidemia una distrazione salutare, che si era tentati di prendere per sangue freddo. La disperazione li salvava dal panico; il dolore, per essi, aveva qualcosa di buono. Ad esempio, se accadeva che uno di loro fosse portato via dal male, era quasi sempre senza che avesse avuto il tempo di riguardarsene. Tratto dalla lunga conversazione intima che s [continua...]
Albert Camus, "La peste"
D'altronde, il contagio sembrò retrocedere e per alcuni giorni si contò soltanto una decina di morti; poi, all'improvviso, di nuovo s'impennò. Il giorno in cui la cifra dei morti toccò la trentina, Bernard Rieux guardava il dispaccio ufficiale che il prefetto gli aveva passato dicendo: "Hanno avuto paura". Il dispaccio recava: "Si dichiari lo stato di peste. La città sia chiusa".
Arnaud Rykner, "Il Vagone"
I tedeschi mi hanno tolto ogni indulgenza, ogni benevolenza. Sono stati loro a rendermi così. Non voglio più perdonare. Niente. A nessuno. Se uscirò vivo di qui, dovrò imparare di nuovo; ma per il momento non voglio provarci. Ne ho bisogno per resistere, per non crollare.
Joseph Conrad, "Lord Jim"
E' straordinario che si possa attraversare la vita con gli occhi semichiusi, le orecchie intorpidite e la mente letargica.
Joseph Conrad, "Lord Jim"
A rigor di termini il problema non è come guarire, ma come vivere.
Joseph Conrad, "Cuore di Tenebra"
Che bizzara cosa la vita – questo misterioso congegnarsi di implacabile logica in vista di uno scopo tanto futile. Il piú che se ne possa sperare è una certa qual conoscenza di se stessi – che giunge troppo tardi – e una messe di inestinguibili rimpianti [Marlow]
Joseph Conrad, "Cuore di Tenebra"
No, è impossibile, impossibile comunicare ad altri la sensazione viva di un momento qualsiasi della nostra esistenza, quel che ne costituisce la verità, il significato; la sua sottile e penetrante essenza. È impossibile. Si vive come si sogna: perfettamente soli. [Marlow]
Joseph Conrad, "Cuore di Tenebra"
Voi sapete quanto io odii, detesti, ripugni alla menzogna, non perché io sia piú schietto del resto dei mortali, ma semplicemente perché la menzogna m'atterrisce. C'è in essa un lezzo di morte, un alito di corruzione, che è proprio quel che io piú odio e detesto al mondo, quel che vorrei dimenticare. Mi avvilisce e mi nausea, come quando càpita di mordere qualcosa di marcio. Questione di temperame [continua...]
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
Quello che c’è di essenziale in una persona viene alla luce soltanto quando dobbiamo considerarla perduta per noi, disse mio padre, nel momento in cui, ormai, questa persona può soltanto dirci addio. Ad un tratto, in tutto ciò che in essa è ormai soltanto preparazione alla morte definitiva, questa persona può essere riconosciuta nella sua verità.
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
La verità è tradizione, non è la verità.
Thomas Bernhard, "Perturbamento"
Gli uomini camminano insieme, parlano insieme, dormono insieme, ma non si conoscono. Se gli uomini si conoscessero non camminerebbero insieme, non parlerebbero insieme, non dormirebbero insieme.
Ralph Sonny Barger, "Corri fiero, vivi libero"
Quando si va in moto ad alta velocità, è bene avere sempre in mente una via di scampo per quando si verifica un incidente stradale inevitabile. Ogni buon motociclista ha un bagaglio innato di soluzioni, nel caso in cui qualcosa di inaspettato dovesse verificarsi lungo la strada.
Ralph Sonny Barger, "Corri fiero, vivi libero"
Quando corri fiero sulla strada libera, i sensi si acuiscono man mano che assorbi il panorama. All'inizio fai una specie di monologo interiore; parli a te stesso. Dopo un po', tutto si placa a livello cerebrale; diventi immobile. Con una visuale panoramica a 360 gradi, tutto si lascia catturare e registrare. Quella vocina che chiacchiera e mormora nella tua testa alla fine scompare. Molti bikers s [continua...]

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13



© il sommo Bostro-X - www.BOSTRO.net

Licenza Creative Commonswww.Bostro.net di Federico Bortolotti è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Per farla facile: questo sito l'ho realizzato io e quindi è proprietà intellettuale mia, e non ne concedo alcuna autorizzazione.
Aggiornamenti via feed RSS | Torna in cima